10. La cena

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Punto di vista di Kim.

Dire che avevo le lacrime agli occhi a causa delle troppe risate non sarebbe bastato per descrivere il mio volto in quel preciso momento, soprattutto visto che ormai era circa mezz'ora che tutti noi ridevamo senza sosta. I ragazzi avevano cominciato a raccontare a me e Joy delle assurde vicende successe durante uno dei loro tanti tour, e da allora noi non avevamo fatto altro che sorridere per l'assurdità celata nelle loro parole. Niall, seduto al mio fianco, non la smetteva di fare l'imitazione di un tizio del loro staff ed io cominciavo a sentire male alla pancia per le troppe risate.

"Vi prego basta!" esclamò la mia migliore amica, portandosi una mano al petto come per recuperare un po' di fiato. Io feci lo stesso e mi voltai a guardare Harry, il quale mi stava osservando con un'aria completamente divertita ma assolta nello stesso tempo. Mentre parlavamo avevo notato più volte il modo in cui le fossette facevano la loro comparsa ai lati della sua bocca quando sorrideva e una parte di me sperava segretamente che quella serata non finisse mai.

Quando avevamo iniziato a parlare la prima cosa che ebbi modo di vedere fu il modo in cui si aprirono con noi, quasi come se fossimo amici di lunga data che si ritrovavano sullo stesso divano dopo un tempo fin troppo esteso. La poca confidenza che avevamo non era stata minimamente un freno, anzi era quasi come se loro stessi volessero accorciare sempre di più le differenze che era naturale ci fossero tra di noi. Le conversazioni non avevano mai accennato di cadere in una silenziosa noia e nemmeno per un secondo mi era passata per la mente l'idea che le loro parole avessero traccia di vanità, anzi molte volte quando parlavano coglievo in loro una certa incredulità per quello che dicevano. Mi avevano raccontato molto riguardo i concerti fatti fino ad ora e del loro rapporto con le fan, e senza volerlo ero riuscita a scorgere in tutti e quattro un luccichio nei loro oggi che quasi mi strinse il petto. Non avevo bisogno che me lo dicessero a parole per capire che erano innamorati follemente di quello che facevano oggi singolo giorno e di quello che le fan gli regalavano da anni a questa parte. Ognuno di loro aveva un proprio modo di parlare e di esprimersi che li caratterizzava, che li rendeva esattamente quelli erano, e vederli qui, a pochi centimetri da me, rendeva il tutto terribilmente incredibile.

"Che ne dite di ordinare la pizza?" propose ad un tratto Louis sfregandosi le mani sulle gambe e trovando Immediatamente il consenso di tutti. Ero così presa a parlare con loro che non mi ero neppure resa conto del mio stomaco, il quale aveva cominciato a brontolare più di quanto non avesse mai fatto. Nei minuti successivi ognuno di noi scelse la propria pizza, tranne Niall che non era in grado di decidere che gusto prendere. Rimase forse fin troppo tempo a tormentarsi in una decisione che pareva avere un'importanza di vita o di morte, e alla fine, sotto le colorate minacce da parte di Louis, ne scelse una che lasciò tutti permessi per la combinazione particolare di gusti. Quando gli chiesi se esistesse davvero una pizza del genere il biondo si limitò ad alzare le spalle, facendomi quindi capire che in fondo nemmeno lui lo sapeva.

Liam afferrò il suo cellulare e poi si allontanò dal salotto per telefonare alla pizzeria, mentre noi ci sistemammo nuovamente nel divano nel salotto, il quale era così comodo che avrei potuto davvero viverci. La casa di Harry era molto accogliente e moderna, inoltre rispecchiava in tutto e per tutto la sua personalità raffinata, tanto che per qualche istante mi sembrava di essere completamente nella sua mente. Per qualche strano motivo mi immaginai Harry camminare avanti e indietro assolto nei suoi pensieri in questo immenso salotto che conteneva tutti i suoi segreti, i quali probabilmente nessuno conosceva, e percepii una strana stretta allo stomaco che sapevo non se ne sarebbe andata nell'arco di un paio di minuti.

"Vado a preparare la tavola" disse lui ad un certo punto alzandosi in piedi. In quel momento la sua figura sembrava ancora più alta e imponente, come se improvvisamente la sua altezza già elevata si fosse duplicata in pochi istanti. Tutto quello che feci fu osservarlo mentre andava verso la cucina con passo deciso, non ascoltando nemmeno quello che si stavano dicendo Joy e Niall. In quel momento la mia mente stava litigando con se stessa per decidere se stare lì con gli altri o andare a dare una mano ad Harry, anche se di fatto non sembrava che avesse bisogno di aiuto. Non volevo far capire anche a lui che avevo lo strano bisogno di stargli vicino, di sentire addosso quelle sensazioni che mi stavo abituando fin troppo a sentire sulla pelle, sia perché io stessa non sapevo spiegarmelo e sia perché tutta quella situazione era fin troppo confusa che temevo di peggiorarla con un gesto piccolo come aiutarlo ad apparecchiare una misera tavola. Nonostante questi miei pensieri, però, quando ancora stavo cercando di dare pace alla mia mente, la mia bocca mi precedette, dicendo quello che in fondo sapevo già di volere.

Lost In Your Eyes ||H.S.||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora