Capitolo 9

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16 novembre 1977

Carissima Lily,
io e tuo padre siamo molto dispiaciuti di non essere riusciti a risponderti prima, ma abbiamo avuto qualche problema con l'impianto idraulico e nelle ultime due settimane la nostra casa è diventata molto simile a un cantiere.
Siamo stati molto felici di leggere che ti sei impegnata per l'organizzazione della festa di Halloween e che questo ti ha permesso di appianare le tue divergenze con James Potter (sai che quel ragazzo ci è sempre piaciuto tanto, anche se tu non riesci mai a trovare una parola carina per lui).
A proposito, com'è andata la festa?
Sappiamo che sei molto concentrata sullo studio e non potremmo essere più orgogliosi, ma hai diciassette anni quindi trova anche il tempo di divertirti.
Non vediamo l'ora di riabbracciarti.

Con affetto,
Mamma e Papà

P.S.: purtroppo non ho potuto salutare Petunia da parte tua, come mi avevi chiesto di fare nell'ultima lettera. Si è trasferita fuori città insieme a Vernon, quel ragazzo con cui esce da qualche mese, e abbiamo avuto pochissime occasioni per sentirla. Io e tuo padre non siamo contenti di questa scelta, ma visto che i rapporti con lei sono già molto tesi preferiamo non ostacolarla.



17 novembre 1977

Carissimi Mamma e Papà,
dall'ultima volta che vi ho scritto sono cambiate alcune cose. Mi piacerebbe parlarne di persona, ma non credo di poter resistere fino a Natale senza raccontarvi le novità.
La festa di Halloween è andata bene, anzi benissimo. Ci sono andata insieme e James, visto che entrambi siamo Caposcuola, ed è stata una bella serata per entrambi.
La novità di cui voglio parlarvi, in effetti, riguarda proprio James. Abbiamo deciso di provare a darci una possibilità come coppia. So che vi sembrerà strano, soprattutto perché non sono mai stata particolarmente gentile quando vi parlavo di lui, ma è cambiato molto negli ultimi mesi. E' diventato un ragazzo più maturo e responsabile e mi piace molto questo lato di lui.
Stiamo cercando di prendere le cose come vengono, vivendo la nostra storia alla giornata e senza fare troppi programmi per il futuro, ma se tutto andrà bene mi piacerebbe invitarlo da noi per Natale. Vorrei davvero farvelo conoscere e magari fargli conoscere Petunia, se lei vorrà.
Chissà, forse James e Vernon potrebbero andare d'accordo. Sarebbe bello e magari sarebbe il primo passo per far riavvicinare me e Petunia.

Spero di risentirvi presto.
Con affetto,
Lily



Lily rilesse la lettera un'ultima volta, prima di chiuderla e affidarla a uno dei gufi della scuola.
"Ehi, ti ho cercata ovunque!"
La voce di James la fece voltare di scatto. "Come hai fatto a capire che ero qui?"
"Sono andato per esclusione. Le tue amiche hanno detto che non eri in camera, la Sala Comune era vuota, in biblioteca non c'eri e nemmeno in Sala Grande. Mi restavano solo il parco e la guferia da controllare, ma fa troppo freddo per passeggiare nel parco. Così eccomi qui."
"Ho mandato una lettera ai miei genitori." disse Lily, andando verso James e abbracciandolo.
James la strinse a sé affondando il viso nei suoi capelli.
"Stavo pensando una cosa, James." disse Lily, ancora stretta nell'abbraccio.
"Cosa?"
"Non vorrei spaventarti. La mia è solo un'idea e sei liberissimo di dirmi di no!"
"Di che si tratta?"
"So che è presto, stiamo insieme da poco e magari tra un mese sarà già finita..."
"Spero proprio di no!" la interruppe James.
Lily fece finta di niente e continuò. "Mi piacerebbe invitarti a casa mia, nelle vacanze di Natale. So che devi andare dai tuoi, ma magari potresti venire da me per un paio di giorni. Vorrei farti conoscere i miei genitori e mia sorella."
"La tua sorella cattiva?"
"Ho una sola sorella. Quindi sì, la sorella cattiva."
"Non credo di voler conoscere qualcuno che pensa che la mia ragazza sia un mostro." disse James facendo una smorfia, mentre ricordava ciò che Lily gli aveva raccontato sulla sorella.
"Lei è appena andata a convivere con un tizio. Stanno insieme da pochi mesi, ma sembra che sia davvero innamorata di lui e credo che ci sia la possibilità che si sposeranno in futuro. Nemmeno tanto futuro, considerato che sono andati a convivere dopo nemmeno sei mesi. Il punto è che mi piacerebbe riappacificarmi con lei e magari tu potresti fare amicizia con il suo ragazzo."
"Uno che sta con tua sorella non è molto sano di mente. Cosa ti fa pensare che riuscirei a fare amicizia?"
Lily gli sorrise dolcemente. "Mi fido di te, James. So che puoi farcela."
Ancora non sapeva quanto si stesse sbagliando.


6 dicembre 1977

Novembre passò in fretta e, con l'arrivo di dicembre, arrivò anche l'atmosfera natalizia.
Lily amava il Natale. Amava i colori, le luci, le decorazioni. Amava il pranzo di Natale insieme alla famiglia, il rumore della carta mentre si aprono i regali, il profumo dei biscotti allo zenzero. Ma più di tutto, amava l'allegria che sembrava sprigionarsi da ogni angolo: dagli addobbi, dalle vetrine dei negozi, dalle persone.
E quell'anno, un po' di allegria avrebbe davvero fatto comodo.
Il mondo magico era in tumulto da settimane, ormai. Gli attacchi alle famiglie babbane erano aumentati a dismisura e, anche se grazie all'intervento degli Auror non c'erano state vittime, la situazione restava tesa e pericolosa.
Come se non bastasse, la situazione al castello (e per la precisione nel gruppo di amici di Lily e James) sembrava essere peggiorata: Marlene aveva continuato a evitare Sirius e alla fine lui si era stancato di provare a risolvere la situazione, così avevano semplicemente iniziato ad ignorarsi togliendosi anche il saluto; Mary sembrava essere improvvisamente diventata depressa perché il suo "ragazzo misterioso" (non aveva ancora voluto rivelare alle amiche la sua identità) non sembrava notarla; Remus sembrava sempre più stanco e malato e Lily non riusciva proprio a capire perché (o meglio, il perché lo aveva capito: il fatto che si ammalasse con una certa regolarità le aveva fatto venire dei dubbi, ma ogni volta che aveva provato ad affrontare l'argomento con Remus o con James non aveva ottenuto risposte); Peter era in crisi perché la sua media era crollata e aveva paura di non riuscire a passare i M.A.G.O.
Gli unici che sembravano tranquilli erano Frank e Alice (che sembravano sempre chiusi in una loro bolla personale, in cui nulla poteva disturbarli) e James e Lily.
"Non possiamo andare avanti così. La situazione sta diventando insostenibile." disse una sera Lily, mentre lei e James stavano finendo di studiare per il compito di Pozioni del giorno seguente.
"Lo so, ma non credo ci sia qualcosa che possiamo fare." replicò James, chiudendo il libro e appoggiandoci la testa sopra.
"Forse qualcosa c'è." disse Lily pensierosa.
James sollevò lo sguardo su di lei, aspettando che andasse avanti a parlare.
"Affrontiamo un problema alla volta, partendo dal più semplice: Peter."
"Peter non è affatto semplice, Lily. Te lo assicuro."
"Sì che lo è. Ha difficoltà a concentrarsi e a studiare con continuità, ma se lo aiutassimo sono certa che riuscirebbe a farcela. Potrei dargli ripetizioni in qualche materia. In cosa è più carente?"
"Ehm... ha parecchie difficoltà in Trasfigurazione, Incantesimi e Divinazione. Anche in Pozioni, in realtà, ma in quella materia lo sta già aiutando Remus." disse James.
"Ok, io posso aiutarlo in Trasfigurazione e Incantesimi. Divinazione non è proprio il mio forte, ma posso chiedere ad Alice di aiutarlo. Lei è brava."
James sorrise orgoglioso della sua ragazza. Si stava davvero impegnando per trovare una soluzione per il suo amico.
"Va bene, Lily. Prossimo problema?"
"Mary. Non so più come gestirla! Si è presa una sbandata per un ragazzo e si è improvvisamente chiusa a riccio. Continua a dire che lui non la nota, che non la guarda... Come si fa a non notarla? Lei trova sempre un modo per farsi notare!" disse Lily, sinceramente disperata.
"Se sapessi chi è questo ragazzo, forse potrei aiutarti."
"Mary non vuole dirmelo."
"Tu cerca di scoprirlo. Poi lascia fare a me."
"Mi fido, ma non sarà semplice scoprire il nome del ragazzo misterioso. Prossimo problema: Sirius e Marlene."
"Già, ho notato un po' di freddezza. Che hanno che non va?"
"Sirius non ti ha detto niente?" chiese Lily stupita. James e Sirius si raccontavano tutto! Era strano che Felpato non avesse detto niente, questa volta.
"No, che avrebbe dovuto dirmi?"
"Niente, non preoccuparti. Questa storia la risolvo io. Non so ancora come, ma troverò un modo. Ultimo problema: Remus. Si può sapere cos'ha? Si ammala spesso, è sempre stanco..."
James la interruppe dicendo: "Lily, ne abbiamo già parlato."
"Non è vero: tecnicamente io cerco di parlarne e tu mi ignori fino a quando io mi stanco di parlare da sola. E ho provato a parlarne direttamente con Remus, ma anche lui fa così."
"Ci sono delle cose su Remus che tu non sai e che forse sarebbe meglio se non le sapessi mai, nemmeno in futuro."
"Sono una ragazza intelligente, potrei averle già scoperte."
James la guardò per qualche secondo, cercando di capire se stesse dicendo la verità o se stesse solo bluffando.
"Non credo che tu sappia di cosa parlo." disse cercando di chiudere il discorso. In realtà, sapeva benissimo che Lily aveva capito tutto; se ne era reso conto il giorno in cui erano andati a prendere le decorazioni per la festa a Hogsmeade.
"Io invece credo di sì. Remus si ammala una volta al mese, sempre nella settimana della luna piena. Vuoi che ti spieghi a che conclusione sono arrivata?"
"So già a che conclusioni sei arrivata, Lily. Lo so da mesi che ormai hai capito tutto. Ma fidati se ti dico che la situazione è più grossa di quello che sembra e che, se decidiamo di affrontare quell'argomento, dovrò anche dirti delle cose che non sai di me." disse James, improvvisamente serio.
"Cose che non so di te? Credevo che ormai ci fossimo detti tutto."
"Non tutto. Non questa cosa, Lily. Credimi, vorrei davvero parlartene ma non posso farlo senza prima parlarne con gli altri."
Lily annuì muovendo leggermente la testa. "Certo, capisco."
"Sei arrabbiata?" chiese James, cercando di afferrare la mano di Lily sul tavolo, ma lei si scostò appena prima che le loro dita si sfiorassero.
"No, sono solo molto stanca. Vado a dormire. Buonanotte, James."
James la guardò mentre raccoglieva le sue cose e saliva le scale del dormitorio femminile, maledicendosi perché non poteva fare nulla per fermarla.
Sapeva che era arrabbiata, glielo si leggeva in faccia. Poteva capirla, dato che aveva appena ammesso di avere dei segreti di cui non poteva parlare senza prima consultare i Malandrini. Ma non poteva fare altrimenti. Quella storia riguardava lui, ma prima di tutto riguardava Remus e James non si sarebbe mai permesso di raccontare il suo segreto a qualcuno senza il suo consenso, anche se quel qualcuno era l'amore della sua vita.

12 Passi  (Jily)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora