Chapter 65

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"Bentornati, ragazzi. " il sorriso amichevole e familiare di Margaret rappresenta un confortevole ritorno a casa.
Così come il calore che avvolge il mio corpo bagnato, non appena varco l'ingresso ed il portone si chiude alle nostre spalle con un rombo, a causa delle sue grandi dimensioni. "Ho pensato che accedere i camini sarebbe stata una buona idea. "
Getto un occhio nel salotto, notando effettivamente le fiamme dei due camini nuovi, riflettersi sul marmo bianco del pavimento e sui cuscini dei divani.
"Hai fatto bene, si gela là fuori... " Harry trema, pronunciando queste parole mentre si sfila il cappotto.
Un altro camino è acceso nella cucina ed allora credo che lo sia anche nella nostra camera. Spero non siano stati accesi anche quelli nelle stanze ancora inutilizzate, e prive di mobilio, ai piani di sopra visto che sarebbe stato soltanto uno spreco di tempo ed uno spreco di fatiche.
"Ho dato una sistemata a questa casa...
Era completamente sottosopra! " ci ammonisce, ma gentilmente.
"Già, lo sai come sono i ragazzi... Irruenti ed agitati, è dir poco. " ridacchia lui, mentendo spudoratamente.
Sento le mie guance iniziare ad accaldarsi e ad arrossarsi, ma potrei sempre dar la colpa al calore del camino, senza permetterle di smascherarci.
Non posso farne a meno, ma tutte le volte in cui ripenso a quella notte il mio stomaco inizia ad essere in subbuglio, il mio labbro inferiore inizia ad essere stretto tra i miei denti, e le mie gambe iniziano inevitabilmente a stringersi tra loro, a causa dell'eccitazione. Corro a scrutare Harry e ammetto che appaia ai miei occhi, più bello del solito così; bagnato, con ancora il fiatone e le guance arrossate, bucate dalle tipiche fossette a scavargliele adorabilmente. Si scambia sorrisi con Margaret mentre io, contemplandolo, inizio a desiderare che tutto ciò che è terminato quella notte, ricominci da capo.
Ancora ed ancora.

"Vi lascio la vostra privacy adesso. " vengo scossa dal congedo di Margaret, non potendo fare a meno di iniziare ad alimentare grandi, e piacevoli, speranze per il proseguimento della serata, nella "nostra privacy" .

"Ci vediamo domani pomeriggio. " mi avvicino per salutarla; la abbraccio velocemente e poi la lascio portarsi la borsa sopra la spalla. Accarezza il volto di Harry proprio come farebbe una nonna od una cara, vecchia zia.

"Non so te- " la porta sbatte di nuovo, chiudendosi per la seconda volta in meno di mezz'ora. Mi avvicino già ad Harry che ancora non è ricomparso in cucina. "Ma io sto gelando, con questi vestiti fradici addosso. " si ferma sulla soglia, scuotendosi via ancora un po' , dai capelli, le gocce d'acqua non ancora asciugate dal calore emesso dai camini. Non credo lo stia notando, ma io sto continuando ad avvicinarmi a lui, nel modo più silenzioso possibile, soltanto perché sto adorando il tranquillo, e stranamente eccitante per me, silenzio che sta regnando in questa casa.

Fondamentalmente: io, Harry ed il silenzio.

In aggiunta: la confortevolezza di questa casa, così diversa da quella nella quale misi piede, circa un mese fa, quella che stiamo finendo di "costruire" piano piano, con le nostre stesse mani e non con quelle estranee di designer o esperti arredatori di interni; il colore passionale e vivo delle fiamme, sommato al loro calore scottante ed il nostro amore.

Quello non più tenuto nascosto da alcuna delle due parti.
Quello confessato di getto e quello pensato ma non detto.
Quello ripetuto ad alta voce ed in silenzio.
Quello urlato al cielo.

"Tu no? " mi faccio ancora più vicina, sino a fermarmi soltanto quando sono a pochi centimetri dalle sue labbra. Pochissimi.

Lo osservo.

Non so bene perché, dato che ormai ho memorizzato ogni piccola parte del suo corpo, dal suo inizio, alla sua fine; ogni particolare.
So solo che ho voglia di farlo.

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