New York brillava come una costellazione caduta sulla Terra.
Dalle enormi finestre della suite d'albergo, le luci della città illuminavano il cielo notturno, riflettendosi sui grattacieli e sulle strade affollate. A pochi isolati di distanza si ergeva il maestoso Metropolitan Museum of Art, pronto ad accogliere una delle serate più esclusive e prestigiose dell'anno.
Il Met Gala.
Una notte dove moda, arte, musica e celebrità si incontravano sotto lo stesso tetto.
E Felix Park era nel caos più totale.
La sua suite sembrava essere stata travolta da un uragano.
Rotoli di tessuto sparsi sul pavimento.
Forbici lasciate ovunque.
Spilli infilati nei cuscini.
Bozzetti accartocciati.
Manichini rivestiti a metà.
Camicie, mantelli, guanti e accessori occupavano qualsiasi superficie libera.
Felix passò una mano tra i capelli scuri, ormai completamente scompigliati.
«Fantastico...» borbottò. «Proprio fantastico.»
Si allontanò di qualche passo per osservare il vestito che stava completando.
Era una delle sue creazioni più ambiziose.
Il tema del Met Gala di quell'anno era stato annunciato mesi prima, e da allora aveva dedicato praticamente ogni giornata alla progettazione di due outfit esclusivi.
Uno per la famosa scalinata del museo.
Uno per l'after party.
E, per sua sfortuna, entrambi erano destinati alla stessa persona.
Viktor Volkov.
La superstar mondiale.
Cantante.
Compositore.
Modello occasionale.
E, secondo Felix, l'essere umano più insopportabile esistente.
«Perché devo sfilare con lui?» si lamentò.
Afferrò un ago.
«Non lo conosco neanche.»
Puntò lo sguardo sul secondo manichino.
«E già mi sta antipatico.»
Diede gli ultimi ritocchi al colletto.
Controllò le cuciture.
Sistemò alcuni dettagli metallici.
Poi finalmente fece un lungo sospiro.
Era finito.
O quasi.
Doveva ancora sistemare alcune pieghe e preparare gli accessori, ma il grosso del lavoro era completato.
Per la prima volta in settimane sentì le spalle alleggerirsi.
Durò circa cinque secondi.
Toc.
Toc.
Toc.
Qualcuno bussò alla porta.
Felix aggrottò la fronte.
«Chi diavolo...?»
Andò ad aprire.
E appena spalancò la porta rimase immobile.
Davanti a lui c'era Viktor Volkov.
Alto.
Elegante.
Capelli biondo cenere perfettamente sistemati.
Occhi chiari che sembravano giudicare tutto ciò che osservavano.
Persino senza trucco o abiti da red carpet aveva l'aspetto di qualcuno abituato a essere fotografato ogni secondo della propria vita.
Viktor lanciò uno sguardo all'interno della stanza.
«Sembra esplosa una fabbrica.»
Felix sbuffò.
«Anche tu sei un piacere da vedere.»
«I vestiti?»
«Ciao anche a te.»
«I vestiti?» ripeté Viktor.
Felix trattenne un sospiro.
«Sono quasi pronti.»
«Quasi?»
«Sì.»
«Tra un'ora dobbiamo essere al museo, Io devo prepararmi. E dovresti prepararti anche tu.»
«Lo so.»
Viktor incrociò le braccia.
«Allora perché non sono pronti?»
Felix sorrise.
Quel sorriso che annunciava guai.
«Perché sto cercando di fare in modo che tu non sembri un lampadario costoso davanti a milioni di persone.»
Seguì qualche secondo di silenzio.
«Sai che sei irritante?»
«Me lo dicono spesso.»
«Ci credo.»
«E tu sei arrogante.»
«Lo so.»
«Almeno lo ammetti.»
«Non ho mai detto che fosse un difetto.»
Felix alzò gli occhi al cielo.
Quell'uomo era impossibile.
Un'ora dopo erano finalmente pronti.
Le auto nere si susseguivano davanti all'ingresso del Metropolitan Museum of Art.
Le strade erano transennate.
Migliaia di persone osservavano dietro le barriere.
I fotografi riempivano ogni angolo disponibile.
Flash.
Flash.
Flash.
Sembrava una tempesta di luce.
Quando la loro automobile si fermò davanti alla scalinata principale, Viktor e Felix si scambiarono uno sguardo.
«Pronto?» domandò Felix.
«Sempre.»
La portiera si aprì.
E il mondo esplose.
I fotografi iniziarono a gridare.
«Viktor!»
«Da questa parte!»
«Guardate qui!»
«Felix! Viktor!»
I flash si moltiplicarono.
Felix quasi non riusciva a tenere gli occhi aperti.
Ma sorrise.
Era parte del lavoro.
Salì la scalinata insieme a Viktor.
I loro outfit attiravano immediatamente l'attenzione.
Ogni gradino era accompagnato dal rumore incessante delle fotocamere.
Ogni movimento veniva immortalato.
Ogni espressione analizzata.
Quando finalmente raggiunsero l'ingresso del museo, Felix tirò un sospiro di sollievo.
«Siamo vivi.»
«Appena.»
Viktor si massaggiò gli occhi.
«Credo di essere diventato cieco.»
«Povera stella internazionale.»
«Grazie per la comprensione.»
«Non era comprensione.»
«Immaginavo.»
Entrarono finalmente nel museo.
L'atmosfera cambiò immediatamente.
Il caos esterno lasciò spazio a un'eleganza quasi irreale.
Lampadari.
Colonne.
Opere d'arte.
Personale impeccabile.
Musica dal vivo in sottofondo.
Sembrava di entrare in un altro mondo.
Felix si guardò intorno con ammirazione.
Nonostante fosse già stato lì altre volte, il Metropolitan Museum riusciva sempre a lasciarlo senza parole.
Mentre osservava il soffitto decorato, si accorse di avere ancora il telefono in mano.
Lo stava infilando nella tasca interna della giacca quando Viktor lo notò.
«Ma che stai facendo?»
Felix si voltò.
«Cosa?»
«Hai il telefono.»
«E quindi?»
«Siamo dentro, non sai che non si possono usare telefoni durante la mostra?»
Felix lo fissò.
«Scusa?»
«È una mostra privata, non dovresti tenerlo in mano?»
« Non lo vedi che lo sto mettendo via?»
«Non sembrava.»
Felix sorrise forzatamente.
«Sai una cosa?»
«Cosa?»
«Sei veramente insopportabile.»
«Grazie.»
«Non era un complimento.»
«Lo so.»
Felix sospirò.
«Arrogante.»
«Permaloso.»
«Antipatico.»
«Drammatico.»
«Odioso.»
«Creativo.»
Felix si allontanò prima di strangolarlo.
Pochi minuti dopo furono accolti con il tradizionale cocktail di benvenuto.
Camerieri eleganti attraversavano le sale servendo bevande e piccoli assaggi raffinati.
Celebrità provenienti da tutto il mondo conversavano in piccoli gruppi.
Attori.
Musicisti.
Modelli.
Stilisti.
Imprenditori.
Persone che Felix aveva visto soltanto sulle copertine delle riviste.
Successivamente gli ospiti vennero accompagnati all'esposizione del Costume Institute.
Era il cuore culturale della serata.
Lì il tema dell'anno prendeva vita attraverso abiti storici, installazioni artistiche e opere realizzate appositamente per l'evento.
Felix si perse immediatamente nell'osservazione dei dettagli.
Le cuciture.
I ricami.
Le strutture interne.
Le silhouette.
Ogni creazione raccontava una storia.
Ogni tessuto sembrava avere un'anima propria.
Per alcuni minuti dimenticò persino la presenza di Viktor.
Finché non si ritrovò accanto a lui davanti a un abito particolarmente elaborato.
«Ti piace?» domandò Viktor.
Felix annuì.
«È incredibile.»
«Pensavo fossi troppo occupato a criticare tutti.»
«E pensavo che tu fossi troppo occupato a guardarti allo specchio.»
Viktor rise.
Per la prima volta.
Una risata vera.
Breve.
Naturale.
Felix ne rimase quasi sorpreso.
Forse era la prima volta che lo vedeva sembrare umano.
Dopo la mostra arrivò la cena formale.
Gli ospiti presero posto in una sala magnificamente decorata.
Le conversazioni si mescolavano alla musica.
Le luci soffuse rendevano l'ambiente elegante e rilassato.
Per alcune ore Felix e Viktor socializzarono con altri invitati, parlarono con artisti internazionali e ascoltarono racconti provenienti da ogni parte del mondo.
Successivamente iniziarono le esibizioni.
Cantanti.
Musicisti.
Performance artistiche.
L'intero museo sembrava trasformarsi in un gigantesco spettacolo.
Per circa un'ora gli ospiti assistettero alle performance, applaudendo dopo ogni esibizione.
Quando tutto terminò, la serata era ancora lontana dalla conclusione.
L'after party li stava aspettando.
Felix controllò l'orologio.
«È il momento.»
«Finalmente.»
«Sei stanco?»
«No.»
«Allora perché finalmente?»
«Perché devo cambiarmi.»
Felix scoppiò a ridere.
«Ovviamente.»
«Il secondo outfit è migliore.»
«Lo dici solo perché l'ho fatto io.»
«Esattamente.»
Per qualche secondo si guardarono.
Nessuno dei due disse nulla.
Ma, per la prima volta dall'inizio della serata, non stavano litigando.
E nessuno dei due sembrava avere intenzione di ricominciare.
Forse quella notte sarebbe stata molto più complicata del previsto.
O forse sarebbe stata l'inizio di qualcosa che nessuno dei due aveva immaginato.
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Tra Ago e Diamanti
General FictionFelix Park vive per la moda. Giovane stilista in rapida ascesa, ha dedicato mesi alla realizzazione degli outfit destinati a una delle notti più importanti dell'anno: il Met Gala. Quello che non aveva previsto, però, era di dover trascorrere l'inter...
