Louis con tutto il coraggio che era riuscito a recuperare, si era fatto lasciare davanti il viale del complesso degli appartamenti dove Niall e Liam vivevano.
Aveva letteralmente lo stomaco sottosopra, aveva voglia di scappare, fuggire a gambe elevate da tutto ciò che dentro quell'appartamento, dove Niall si era barricato, lo aspettava ma era conscio di ciò che aveva fatto e non poteva rimandare ancora, doveva dire tutta la verità al suo migliore amico e fargli capire che c'era un motivo valido.
Avrebbe accettato tutte le conseguenze, per Aiden avrebbe persino superato e sopportato una vita senza Niall, era abituato a perdere le persone a lui più care. Ma questo non valeva per Harry, non era pronto a lasciarlo andare e di questo aveva paura.
Per questo pochi minuti prima di scendere dalla macchina di Harry, aveva sussurrato un - «Non lasciarmi andare» - ed il cantante aveva risposto con un altro bacio e poi un altro ancora, prima di vederlo scendere dalla macchina e dirigersi verso l'appartamento del biondo.
Lo aveva lasciato andare con un sorriso ed Harry capì che mai nella sua vita era stato tanto felice.
Louis però non si era accorto che tra un bacio e qualche parola sussurrata, tra scuse non dette e felicità latenti, in macchina di Harry non aveva lasciato soltanto un bel po' d'amore.
Il dottore bussò un paio di volte alla porta prima di vedere gli occhi gonfi e rossi del suo migliore amico, lo conosceva meglio delle sue tasche e non ci volle molto a capire che tutte le lacrime versate - per tutta la notte - non erano solo per l'abbandono di Liam. Lui ormai non c'entrava più nulla, era stato messo in secondo piano da problemi ben più grandi e lui ne era consapevole, Louis ne era anche colpevole.
«La porta è difettosa, sbattila bene o resta aperta» - furono queste le prime parole di Niall che avvolto da una coperta si diresse verso la cucina, facendo un segno a Louis di seguirlo. Il ragazzo lo seguì immediatamente, fregandosene della porta, contava di uscire da lì - o di essere cacciato - nel giro di pochi minuti.
«Come stai?»
«Voglio solo sapere il perchè e non inventarti cazzate» - iniziò astioso il ragazzo, voleva solo sapere il perchè. Era arrabbiato col suo migliore amico e doveva avere davvero una buona scusa per aver fatto tutto quello ed aver trascinato il suo compagno già con lui.
«Dov'è Liam?» - chiese ancora Louis, cercando di evitare almeno per il momento quella domanda.
«È in camera che dorme. Dopo il messaggio di Ed e la sua visita, l'ho chiamato ed è tornato a casa, è qui che deve stare»
«Vi sposerete?»
«Quello è il piano della mia vita. Sposare la persona che amo e costruirci una famiglia insieme, non importa se vivremo in una villa o in un piccolo appartamento o se non è ricco. Ed ultima notizia Lou, se ami davvero una persona, non ti fermi a queste cose. Invece il tuo piano qual è?»
***
Liam e Louis si erano conosciuti il primo giorno di tirocinio di quest'ultimo, quando uno dei tanti dottori in servizio quel giorno, aveva chiesto al dottor Payne di far vedere la struttura ospedaliera ed i vari macchinari al nuovo arrivato.
La loro rivalità, nota a tutto il personale del reparto di ortopedia, era cresciuta nel tempo. Il primario aveva messo a disposizione solo un posto di lavoro e chi avrebbe fatto meglio in quei due anni di tirocinio, sarebbe stato assunto. Liam però era riuscito ad essere spostato nel reparto di chirurgia, dove sapeva che sarebbe stato certamente assunto, al contrario di ortopedia dove Louis aveva iniziato a farsi valere e a surclassarlo in tutto.
Nonostante il cambio di reparto però, i due giovani tirocinanti non erano mai riusciti ad andare d'accordo e le cose erano drasticamente peggiorate quando Niall e Liam avevano iniziato a frequentarsi e questo aveva portato ad ancora più odio nei confronti dell'altro.
Louis vedeva Liam come colui che gli avrebbe strappato dalle mani l'unica persona che davvero aveva.
Liam invece, vedeva Louis come colui che avrebbe rovinato la sua storia con Niall. Non era certo un segreto che la vita del biondo ruotasse attorno a quella del dottor Tomlinson e per Liam non era stato difficile capire che quella non era semplice amicizia, ma morbosità di uno verso l'altro.
Il rapporto tra Niall e Louis era stato, fin dai primi momenti, qualcosa di inspiegabile agli occhi di Liam, di tutti in verità. Vivevano uno nelle insenature dell'altro ed insieme erano l'essenza dell'amicizia.
Le cose si erano complicate ancora di più quando Louis capì che tra quei due, le cose erano davvero serie. Non era una storia solo per l'inverno, come solito di Niall, era amore. Il suo migliore amico aveva trovato la persona giusta e Louis segretamente, molto segretamente, ne era felice.
Il suo biondo meritava solo il meglio e messo da parte un po' d'orgoglio -molto, moltissimo orgoglio - Louis aveva ammesso a se stesso che Liam non era poi così male. Non sarebbe certo corso a dirglielo, cercando di allacciare con lui un'amicizia, si sarebbero stuzzicati ancora per molto tempo prima di diventare amici o meglio, soci in affari.
Per amore e soldi si fanno cose stupide.
***
«Volevo dirtelo» - sussurrò il più piccolo iniziando a fissarsi le punte delle scarpe, stava evitando in tutti i modi lo sguardo rabbioso ed incriminate del suo migliore amico.
Alla fine Niall aveva tutti i motivi per essere incazzato.
«Quando volevi dirmelo? Mentre pianificavi tutto col mio ragazzo, mentre raccontavi tutto a Sam o che ne so, ti facevi aiutare da Zayn Malik. Che poi come cazzo hai fatto a conoscere Zayn si scopa Harry, Niall sono a pezzi Malik?»
«Nì calmati per favore!»
«Calmarmi? Louis Cristo ma capisci la situazione in cui ti trovi?»
«Io...Io» - cercò di dire, ma le parole erano morte nella sua gola. Si mise le mani tra i capelli, in segno di disperazione. Non stava andando niente nel verso giusto, non che ce ne fosse uno, constatò infine Louis mentre vedeva il biondo continuare a fumare di rabbia.
E delusione.
«Tu cosa Louis? Vuoi fare la vittima quando in realtà sei il carnefice? Dio, io mi ero anche preoccupato per te!»
«Non voglio fare la vittima, voglio solo spiegarti il perchè, ma non so da dove iniziare» - e dopo aver pronunciato quelle parole, scese con un piccolo salto dallo sgabello dove era seduto ed iniziò a camminare nervosamente per tutta la stanza. Niall lo seguì a ruota, chiuse la porta della cucina, che dava direttamente sull'ingresso, sapeva bene che con quel gesto aveva dato un po' di forza al suo migliore amico.
Ora era solo loro due, rinchiusi in cucina e circondati da mille e più problemi.
Come in passato. E come in passato Louis sperò di mettere tutto apposto.
«Parti dall'inizio senza tralasciare nulla. Voglio sapere di Liam e poi continua, perchè ho la netta sensazione che non sarà semplice capire»
***
«Stanno ancora parlando di Niall ed Harry, ci sono ancora i giornalisti sotto l'edificio. Il dottor Hardy ha fatto bene ad allontanarlo per qualche giorno, mi manca però salire e vederlo» - Liam iniziò così il discorso con Louis. Si trovavano insieme nella stanza relax, nonostante quella fosse riservata solo ai dottori di ortopedia, Liam ci passava comunque molto tempo. Per Niall ovviamente e come succedeva in quei giorni, per Louis.
«Sono giorni che parlano solo di questo, sono così stanco. Poi è così bello vedere il proprio migliore amico baciare il ragazzo per cui hai una cotta da due mesi»
Peccato che la cotta di Louis aveva lasciato posto a ben altri sentimenti.
«Ti fa ancora male?» - chiese allora Liam ed il ragazzo annuì semplicemente. Certo che gli faceva ancora male tutto quello, idiota.
«Mi madre continua a chiamarmi tutto il giorno per chiedermi se sto bene e se la mia relazione con Niall è ancora salda. Ci ho messo un paio di giorni per superarlo ma ora sto bene, peccato che nessuno mi voglia credere» - ammise, aprendosi forse per la prima volta col ragazzo di fronte a lui.
«È un po' difficile crederti visto che hai spinto un paio di giornalisti e bestemmi ogni volta vedi la notizia»
«Non fa male solo a te! Sono giorni che vedo su tutti i giornali la foto del mio ragazzo che bacia un altro!» - sbottò Payne battendo i pugni sul tavolo.
«Ho deciso di seguire il tuo consiglio» - disse a sua volta Louis, abbassando di molto la voce - «Hai ragione, ho bisogno di staccare da tutto e soprattutto da Niall»
«Cambierai ospedale?» - Liam gliel'aveva proposto qualche giorno prima, quasi per scherzo e non credeva alle sue orecchie, aveva deciso davvero di andarsene. Louis annuì non molto convinto.
«Mi mancherà averti tra le palle»
«Non mostrare troppi sentimenti dottor Payne, non siamo abituati - scherzò Louis, mostrando quel perfetto sorriso - e comunque grazie»
«Per cosa?»
«Lo sai bene» - fece Louis, prima di infilarsi il camice ed andare verso la stanza 104 dove Claire lo aspettava per la solita mezz'ora di chiacchiere e questa volta, anche saluti.
***
«Non capisco, Liam ti ha consigliato di cambiare ospedale?» - Louis annuì semplicemente alla domanda dell'amico.
«Quante volte tu ed il mio ragazzo avete parlato senza di me e senza scannarvi vivi l'un l'altro?»
«Non molte in realtà. Le cose tra di noi sono migliorate durante il mio trattamento al viso. È stato lui ad indirizzarmi verso il dermatologo che mi ha prescritto la cura. Liam ed il figlio sono amici ed è riuscito a convincerlo a fare la maggior parte dei trattamenti gratis. Si sentiva in colpa dopo la battuta sul mio viso e mi ha messo in contatto con questo dottore, il resto lo sai»
«Il mio ragazzo è fantastico, ma perchè allora davanti a me avete finto di odiarvi?»
«Era più semplice così che spiegarti cosa stavamo facendo...»
«Oh...» - disse solo Niall, stupito dalla risposta appena ricevuta.
«Liam non voleva farti assolutamente soffrire, è stata sua l'idea di tenerti lontano da tutto, lo avresti saputo solo dopo, a cose fatte, Né io né lui volevamo farti star male»
«Tralasciando il fatto di quanto meraviglioso sia il mio ragazzo, continua a parlare. Non mi intenerisci con queste moine Tomlinson!»
«Durante quelle sei settimane dove non ci siamo parlati sono successe due cose molto importanti nella mia vita»
«Parli del fidanzamento con Connor?»
«No, no, no» - rispose Louis agitando la testa per rafforzare la negazione. Era ipocrita ma voleva bene a Connor, nonostante lo usasse solo per i suoi scopi.
«Lui sa di questa storia?»
«No, ma è una delle pedine essenziali»
Niall ignorò il tono usato da Louis, non lo riconosceva neanche più - «Quali sono questi due avvenimenti?»
«Sono entrato a far parte di un'associazione che aiuta i bambini affetti da gravi problemi motori o malattie degenerative che colpiscono i muscoli e le ossa. È partito tutto quando ho detto ad un bambino che non poteva più camminare. So come ci si sente a perdere tutto e volevo davvero essere utile per qualcuno. Ho iniziato a fare il volontario due volte a settimana ed ora sono lì quasi tutti i giorni, appena il lavoro me lo permette. Ho conosciuto persone fantastiche e vorrei farti vedere quanto hanno bisogno anche solo di un sorriso. Ci sono famiglie che hanno bisogno di sostegno emotivo ed altre invece anche economico, non tutti riescono a permettersi operazioni o cure staminali. Cercavamo di raccogliere più soldi possibili ma non non ce la facevamo mai» - la voce di Louis quasi tremò per l'emozione.
Niall intanto si chiese com'era possibile, il suo migliore amico aveva fatto per mesi un secondo lavoro e lui non si era mai accorto di nulla. Non aveva avuto molto tempo tra le nuove amicizie, i casini vari, il lavoro ed il matrimonio. Come poteva accorgersi di ciò che Louis stava architettando se non si era neanche reso conto dell'associazione di cui faceva parte?
Niall andò verso Louis cingendogli le spalle con un braccio e lo strinse a sé, era quello il ragazzo che aveva sempre conosciuto, il suo migliore amico.
Si allontanò quasi immediatamente dal corpo del ragazzo, non l'aveva certo perdonato dopo quella confessione ma doveva ammettere che era leggermente intenerito da tutto quello.
«I soldi ti servivano per questo? Per mantenere l'associazione?»
«Con la paga di semplice tirocinante non riuscivo a dare nulla, siamo quattro volontari, due dei quali disoccupati. Non riusciamo a tirare avanti. In più l'associazione si occupa anche di dare un alloggio ad un paio di bambini che hanno perso i propri genitori e sono in attesa di essere adottati» - e Niall capì tutto dalle ultime parole pronunciate dal ragazzo.
«Qual è la seconda cosa?»
«Ho incontrato mio padre» - Niall lo guardò accigliato per qualche istante, okay era completamente andato fuori. Forse Sheeran gli aveva dato un po' del suo fumo, oppure aveva inalato qualche gas tossico, ma ciò che Louis aveva appena detto era un'assurdità alle orecchie del biondo, non poteva averlo scoperto - «Lou sai che credo alla vita dopo la morte, ai fantasmi che rompono le palle e spero vivamente che un giorno Sam e Dean buttino giù la porta di casa mia portandomi con loro ma tuo padre è morto»
«Mark non è mio padre»
«Eh? Cosa? Come?»
«Quando e perchè!» - rispose divertito Louis, ma da ridere per l'amico c'era ben poco.
«Poco dopo la sepoltura dei miei genitori, Lottie mi mandò da mia zia, lo sai bene questo. Aveva diciott'anni e non voleva nessuna responsabilità. Avevo sedici anni e non capivo nulla di tutto quello che stava succedendo, zia Clarissa anche meno. Alcuni mesi dopo l'incidente ricevetti una lettera dove mi informavano che al compimento dei miei venticinque anni, sarei entrato in possesso della somma lasciatami da mia madre. Lei aveva un'assicurazione sulla vita e quei soldi sarebbero finiti tutti nelle mie mani, il nome di Lottie non c'era da nessuna parte. Disorientato chiamai l'avvocato di famiglia e mi disse semplicemente che solo gli eredi diretti possono entrare in possesso dell'eredità, Lottie quindi non era un erede diretto»
«Io lo sapevo...» - rispose calmo il biondo, ora era Louis a restare shoccato.
«Com'è possibile?»
«Quel cretino del marito - o ex marito, ad esser precisi - di tua sorel...Beh quello che è, mi ha raccontato tutto. Mi ha raccontato che tua madre e Mark vivevano un periodo di crisi e che lei l'ha tradito. Mi ha detto anche che Lottie è nata da una precedente relazione e l'unica cosa che casualmente vi faceva somigliare è il colore azzurro dei vostri occhi»
«Lui mi ha sempre tenuto sott'occhio. Dal primo giorno di scuola fino all'ultimo, c'era alla mia laurea e quando ha visto la mia domanda di tirocinio l'ha subito accettata per avermi con lui in reparto. Ecco perchè mi ritrovo ad ortopedia. Hardy mi ha detto di essere mio padre qualche settimana fa, dopo esser tornato al Royal, ma c'è stata una piccola cosa che mi ha fatto titubare sin dall'inizio: lui conosceva mia madre. Hardy ha il mio stesso sangue ma non lo considero mio padre, mio padre l'ho ucciso in quell'incidente...»
«Louis tu non hai ucciso nessuno, è stato un incidente, l'hai detto anche tu!» - Niall lo strinse forte un'altra volta, quasi da non respirare. Okay era arrabbiato ma sapeva bene che in quell'occasione doveva abbracciarlo, gliel'aveva promesso.
«Mi sento ancora così in colpa, ogni giorno della mia vita...»
«Shh Louis, ci sono io» - Louis sentì i suoi capelli tirati indietro ed un paio di labbra umide sulla sua fronte. Niall riusciva sempre a calmarlo, anche solo con un piccolo gesto come quello.
«Torniamo alla storia?» - il castano annuì e tornò a raccontare.
«È stato Hardy a dirmi che a scattare le foto è stata Lottie. Anche lui era al teatro quella sera e poco prima era stato avvertito della mia presenza al pronto soccorso, quando ti ha visto uscire fuori di corsa ha pensato che mi fosse successo qualcosa, è uscito ed ha sentito Lottie parlare al telefono. Non dico che sia corso da me a dirmi tutto, però l'ha fatto quasi due mesi dopo, quando ha visto che tutto si era calmato e tra me e te era tornata quasi la pace, è lì che ho escogitato tutto»
***
«Tommo non ne sono sicuro, se dovesse venirlo a sapere mi ucciderebbe e addio alla mia storia con lui» - fece Liam bevendo il suo caffè decaffeinato. Che poi perchè prendersi un caffè senza caffè?
«Liam quei soldi faranno comodo anche a te. So che vuoi sposarlo, alla fine è più di un anno che state insieme e convivete, vi mancano solo i figli. Ma non riuscirai a fare nulla senza quei soldi. Ho sentito Maura qualche giorno fa, lei si lamentava del tuo rango, vieni da un paesino ed i tuoi genitori sono semplici operai, mentre la sua famiglia è una delle più in vista di tutta Londra» - Louis usò volutamente quel tono saccente, voleva colpire dritto in pieno dove a Liam più premeva: la mancanza di soldi.
Si era laureato quasi due anni prima eppure aveva ancora un contratto precario con l'ospedale, che a suo dire sfruttava i tirocinanti lasciando ore libere ai veri dottori. Come se non ci bastasse poi, dava gran parte del suo stipendio al padre, restato senza lavoro. Non aveva certo i soldi necessari per comprare casa e mettere su famiglia con Niall anche se lo voleva disperatamente.
«Una parte dei soldi andrà a me e l'altra parte a te. Dividiamo i profitti a metà, si tratta di molto soldi. Puoi comprarci una casa, una macchina e finalmente finire il prestito universitario. Hai detto a tutti di provenire da una buona famiglia, ricca ma sappiamo che non è così, puoi recuperare a tutto questo» - Liam ci pensò qualche secondo prima di annuire con la testa, comunque ancora poco convinto.
«Se io lo faccio per Niall, tu per chi lo fai? Perchè autodistruggerti?»
«Aiden è più importante di tutti»
«Ma l'hai conosciuto solo pochi giorni fa»
«La Austen direbbe che per alcuni sette giorni sono più che sufficienti per innamorarsi»
***
«Il piano iniziale era quello di vendere i segreti di Harry. Lui mi aveva ferito, aveva detto che non potevo essere alla sua altezza, era sparito dopo avermi fatto innamorare di lui ed io ero furioso! Dopo i tuoi scatti con Harry ho capito quanto è forte il potere mediatico che gira intorno a lui, soprattutto da parte di quelle testate ciniche che pagano oro per sue notizie. Ma nel momento di fare le cose, mi sono tirato indietro, non potevo sputtanarlo così tanto, dire i suoi più intimi segreti a tutti. Mettere in giro quella parte così nascosta e bella di Harry. Ho quindi deciso di vendere me stesso, mandare me al patibolo. Ero io quello che aveva bisogno di soldi per Aiden.
Tutto quello che è successo prima del mio compleanno, è la verità. Non c'era nessuna manipolazione in quello. Ciò che ho fatto e provato erano cose che sentivo e le lacrime che versato erano vere.
La mia relazione con Connor anche, l'ho adorato nelle prime quattro settimane, mi ha fatto sentire così bene, accettato, ma poi ho visto che era una finta felicità la mia e che lui, nonostante le belle parole, mi aveva tradito con più di qualche ragazzo. Allora ho deciso che forse non era una palla al piede come avevo sempre pensato, forse mi sarebbe stato utile alla fine di tutto»
***
«Non ho capito - disse ancora Liam, passeggiando tra le vie del centro, mancavano pochi giorni a Natale e le strade erano in piena festa, odiava tutto quello - cosa dobbiamo fare con Connor?»
Louis si passò le mani tra i capelli frustrato - «Sarà tipo un burattino dove noi guidiamo i fili. Sarà lui a raccontare tutto ai giornali o a metterci la faccia nei talkshow. Noi dobbiamo solo incoraggiare a farlo e non sarà difficile. Connor è un arrivista e ha sempre bisogno di soldi, non mi ama e non ci penserà due volte ad accettare»
«E come faremo con Lottie?»
«Lottie ha già vendute alcune notizie sia su di me che su Niall. Non sarà difficile metterla in contatto con Connor, vogliono entrambi i soldi. Inizialmente però faremo lavorare solo lui, la credibilità di Lottie deve scendere al minimo così da accettare senza problemi la nostra richiesta, come la fiducia di Connor in me. Voglio che sia così geloso di Harry da non pensarci due volte ad accettare, ci metterà poco a crollare. Stanotte ha caricato le conversazioni tra me ed Harry senza che L. facesse il suo ingresso, sa il fatto suo e noi abbiamo bisogno di lui»
«Come faremo? Io non voglio metterci la faccia!»
«Hai ancora la vecchia sim di Aily?» - il moro annuì e Louis spiegò ancora una volta come avrebbero agito. Essere un dottore, nel caso di Payne, non voleva dire essere anche intelligente.
***
«Quindi Liam cosa c'entrava in tutto questo?» - chiese ancora Niall, piano piano stava mettendo tutti i punti in ordine, beh non proprio tutti ma ci stava provando.
«Certo che tu ed il tuo ragazzo siete simili eh! Comunque Liam inviava i messaggi, sia a Connor che a Lottie. Io non potevo rischiare così tanto, soprattutto quando sono stato giorni accanto ad Harry. Io mi occupavo di scrivere alle testate giornalistiche, lui non faceva molto. In più sapevo da lui ogni cosa che tu, Ed e Sam organizzavate»
«Quindi sai anche dei gruppi 'Styles sei un coglione' e 'Il culo di Louis'?» - chiese Niall scoppiando subito dopo a ridere per l'assurdità di quei nomi.
«Ero a conoscenza solo di 'Styles s...' ma ehi! - Louis colpì la spalla di Niall con un leggero pugno - Avete un gruppo sul mio culo?»
«No, in realtà è il gruppo dove Harry non c'è e parliamo dei casini che combinate, peccato che sbagliamo sempre e scriviamo sull'altro! Ma di solito è colpa di Ed e Sam, non mia eh!»
I due amici risero insieme, come i vecchi tempi.
Poi Niall tornò serio, non aveva voglia di scherzare ancora, non in quella situazione così delicata.
E poi era arrabbiato, maledetto il suo viso sempre angelico e poco espressivo!
«Quindi sapevi di Natale, del tuo compleanno e di Capodanno» - Louis annuì senza dare risposta - «Per questo la notte di Natale c'erano i paparazzi sotto casa mia e perchè hai insistito tanto nel far venire Connor, nonostante la sera prima avevate litigato»
«Avevamo deciso di agire quella sera per la prima volta. Liam aveva già avvertito i paparazzi, senza passare prima da Connor come concordato il giorno prima, dovevo provarci con Harry e poi litigare con Connor davanti al primo ma niente è andato così, non ce l'ho fatta. Lui mi ha regalato Wrap quel giorno e pochi minuti prima mi aveva fatto intendere di amarmi, come potevo ferirlo così tanto? Ho deciso quindi di agire d'intuito e l'ho baciato. L'ho baciato perchè volevo farlo, non per i fotografi che avevo intravisto, poi mi è uscita quella frase "Gli stavo dicendo addio". Ed era vero. Non ce l'avrei mai fatta a farlo soffrire, i suoi occhi sono diventati neri quando ho detto quella frase ed io non volevo fargli male, non l'avrei sopportato...»
«Cosa ti ha fatto cambiare idea? Perchè siamo arrivati a questo punto?» - domandò Niall che attento continuava ad aggiungere pezzi al puzzle, ormai quasi completo.
Louis tremò solo al ricordo di quelle parole - «La sera stessa ho ricevuto un'email in cui mi chiedevano altri soldi per Aiden, non potevo dire di no».
***
«Come facciamo a prendere i soldi? Dobbiamo aprire un conto e ci chiederanno il nostro nome». Liam aveva ragione a fare tutte quelle domande, non bisognava tralasciare nulla al caso ed un cognome su un conto avrebbe potuto fare la differenza.
«Mia madre aveva un conto corrente col suo cognome da nubile, potremmo riattivare quello» - Liam annuì mentre già con la testa a costruire castelli d'aria, sfogliava una rivista di macchine sportive.
Nella testa del più grande, la voce di Louis gli ripeteva che tutto quello che stavano facendo era per il bene di Aiden e di Niall. Avrebbe reso felice il suo ragazzo ed orgogliosa la sua famiglia, non gli importava del resto, come suo solito.
Arrivava sempre prima Niall, per entrambi.
«Non metteremo mai in mezzo Niall, lui deve stare fuori da tutto questo. Lui non deve essere coinvolto o ricattato oppure sputtanato».
***
Niall gesticolò con le mani prima di sospirare - «Non capisco perchè continuare con Connor!»
«Te l'ho già spiegato tre volte: per prima cosa doveva agire insieme a Lottie e non poteva certo farlo Liam o addirittura io! Poi lui ha tenuto parecchie interviste a cui noi stesso lo indirizzavamo» - spiegò Louis, camminando per la cucina con in mano una bottiglietta d'acqua.
«Ma come facevate a sapere delle interviste?»
«Quello è stato un po' più difficile, inizialmente non ci credeva nessuno. Abbiamo contattato le segreterie dei giornali e quelle dei talkshow ed in poco tempo Connor è stata assalito da richieste di partecipazione ai programmi o per delle interviste. Il The Sun ha pagato quasi centomila sterline per le foto di Capodanno ed altre settantamila per un'intervista a Connor»
Erano tanti soldi, troppi soldi che a due ragazzi di venticinque e ventisette anni avrebbero dato alla testa eppure nessuno dei due aveva ceduto al fascino del denaro ed avevano inseguito ancora il loro obiettivo.
Liam aveva comprato una nuova auto, forse l'unico sfizio che si era fatto davvero passare, aveva comprato un anello e prenotato un volo per Parigi, dove aveva deciso di chiedere a Niall di sposarlo. Sarebbe andato tutto bene.
Se lo ripeteva spesso mentre vedeva gli operai lavorare nell'appartamento che aveva comprato. Lo ripeteva ad ogni messaggio di Louis. Lo ripeteva in continuazione per convincersi che sì, tutto sarebbe andato bene ma soprattutto che Niall lo avrebbe amato sempre.
Coi soldi Louis non ci aveva fatto nulla, erano andati tutti in mano ad altre persone e sperava che questi ne avrebbero fatto buon uso.
Alla fine tutto quello era per il bene delle persone che più amavano.
Per Aiden e Niall avrebbero fatto qualsiasi cosa.
«Quanti soldi avete fatto?» - chiese il biondo e Louis non sapeva quanto, solo che ne erano stati parecchi. Nemmeno in tutta la sua vita avrebbe visto di nuovo tutti quei soldi - «Centinaia di migliaia?»
«Molti di più Nì. Tu non sai quanti soldi girano intorno questa merda»
«Quanto hanno pagato per le foto di voi nudi?» - chiese ancora, curioso di quel particolare. Le foto nude di Louis e soprattutto di Harry giravano ancora dopo quasi due mesi, se anche quello era stato studiato, sicuramente i giornali avevano pagato moltissimo.
«Quasi trecentomila sterline. Connor ha trovato casualmente quelle foto in giro per casa e forse L. lo ha convinto ancora di più. Lottie è stata titubante ma poi si è convinta. Abbiamo sempre fatto così, io lasciavo conversazione aperte e Connor buttava sempre lì l'occhio, era automatico. Naturalmente L. poi gli chiedeva qualcosa del genere e lui aveva già tutto pronto» - rispose esaustivo Louis, era studiato tutto nei più piccoli dettagli e forse per quello erano riusciti a portare avanti il tutto per mesi, ma nessuno aveva pensato che a poco a poco tutto sarebbe caduto giù.
Danneggiando se stesso Louis alla fine stava dando la vita a qualcuno che la meritava.
Stava dando una seconda opportunità, lui che precedentemente aveva tolto la vita a qualcun'altro.
«Cos'è successo durante il soggiorno di Harry in ospedale?» - quella era l'unica parte che Louis voleva saltare. Dal nervosismo si accese una sigaretta, non badando molto al ghigno di Niall ed iniziò a fumare, affacciandosi alla finestra distratto.
Quante volte aveva visto sorgere l'alba da quello stesso posto?
Quante volte aveva ringraziato lì Niall di essere ancora al suo fianco?
Sospirò profondamente, tirando poi dalla stecca cancerogena, era un medico ma non gli interessavano i problemi che avrebbe potuto avere - «Lì ho capito che lo amavo e che tutto quello che stavo facendo era totalmente sbagliato ed ingiusto. Ho venduto la nostra storia, la mia vita, sprezzi della sua ed abbracciato a lui mi sentivo così giusto e sbagliato nello stesso modo. Avevo deciso di abbandonare tutto, Liam aveva i soldi, Aiden anche, tutto era giusto e l'unica cosa che mancava era ritirarsi. Io non ero giusto per lui, Lottie aveva ragione»
«Lottie?»
«L'ho incontrata in quei giorni, abbiamo parlato e lei mi ha detto quanto io possa far schifo per aver ucciso i suoi genitori, i nostri, per averle rovinato per sempre la vita e poi mi ha elencato quanto Harry fosse magnifico ed io meno» - ispirò un'altra volta dalla sigaretta e represse un singhiozzo.
Poteva sembrare forte, ma non lo era.
Alcune volte anche l'acqua scalfisce la pietra.
Lottie aveva lasciato in Louis una cicatrice profonda, qualcosa che non poteva essere mai chiuso, neanche da tutta la felicità del mondo. Neanche da Aiden o Harry, nemmeno da entrambi.
Se Harry era la sua luce durante il giorno, Lottie riempiva la sua vita di tenebre.
Forse Louis stava anche avendo la sua vendetta su tutte le parole che la sorella gli aveva rivolto. L'aveva incastrata in qualcosa più grande di loro, la stava usando per i suoi scopi eppure tutto quello non era bastato a cancellare le voci dalla testa di Louis che gli ripetevano quelle due parole - 'Sporco assassino'.
«Una notte ho scritto a Connor di vederci per il giorno seguente e lui ha accettato. Ho mandato un messaggio a Liam, cambiandogli il nome sulla rubrica del mio telefono e mentre ero via mi sono fatto inviare dei messaggi, in cui Connor diceva quanto gli fossi mancato, era Liam in realtà. Harry ha letto tutto ed è sceso giù, trovandomi davvero con lui. Avevo deciso di mettere fine a tutto, avrei lasciato Harry per non farlo stare più male, per vederlo felice con qualcuno che lo meritava. Io mi sono solo approfittato di lui, innamorandomene anche, ma Niall io l'ho fatto per lui, loro»
«Cosa c'entra Zayn?» - mancavano solo due pezzi al puzzle e poi tutto sarebbe stato completo, altri due nomi, altre due spiegazioni.
«Abbiamo iniziato a parlare dopo un nostro incontro all'ospedale, era venuto a trovare Harry e siamo finiti a parlare. Mi ha parlato di Lottie, del fatto che complottasse con qualcuno per la storia di Harry e gli ho detto la verità, come ho fatto per Sam un paio di notti fa»
«Giusto, non pensare al tuo migliore amico eh!» - il ragazzo incrociò le braccia cercando di sembrare offeso, lo era ma in quella posa, agli occhi di Louis, era solo sembrato più tenero.
«Zayn mi ha aiutato tutto il tempo a scoprire cosa faceva Lottie e come agivano i loro manager per smorzare le voci su me ed Harry o su come questo stava e reagiva a tutto»
«Perchè usarlo se eri innamorato di lui?» - domandò ingenuamente Niall, per lui l'amore era sempre stato qualcosa che prendeva totalmente, anima e corpo, non riusciva ancora a capire il perchè.
«Perchè c'è una persona che amo più di Harry e per lui farei tutto» - fu questa la risposta di Louis, che buttò il mozzicone di sigaretta giù dalla finestra, risiedendosi ad uno degli sgabelli, ci mise un pochino visto che quei maledetti aggeggi era quasi alti quanto lui, dannazione!
«Ho deciso di partire, di andare lontano per scappare dal suo amore. Avevo sistemato la vita di Aiden, in parte anche la tua e quella di Liam, io non ero più utile a nessuno, nemmeno ad Harry. Volevo che vivesse la vita che meritava, qualcosa che ne valeva la pena, non io, non me»
«Basta! Basta! Basta!» - urlò Niall stanco, premendo la testa nelle due mani - «Tu non te ne rendi conto quanto magnifico sei? Non capisci che sei amato dalle persone? Che sei bellissimo coi tuoi occhi azzurri, faresti innamorare tutti! Sono stato innamorato di te per anni, solo dopo aver conosciuto Liam ho capito che non eri tu la persona adatta a me, ma lui! Ma questo non vuol dire che vali meno, sei una delle persone più belle che io abbia mai conosciuto e se hai fatto quello che hai fatto, c'è un perchè e ti odio perchè sono incazzato nero con te ed odio ancora di più essere incazzato con te. Dimmi solo chi è questo Aiden, dimmelo ti prego e finirà tutto!»
«Voglio che lui sia mio f-» - ma Louis fu interrotto da un urlo proveniente dal solone, quasi sicuramente Liam.
«Forse si è visto allo specchio e si è spaventato» - disse ancora divertito Louis, Niall sorrise a quella battuta ma da bravo fidanzato lo difese dicendo che niente e nessuno era più bello del suo futuro marito.
Il biondo aprì per primo la porta che divideva la cucina dall'ingresso ed il salone e rimase letteralmente a bocca aperta, Louis lo superò per vedere cosa aveva lasciato tutti di sasso, ma vide solo una porta sbattere ed un paio d'occhi verdi scomparire.
Forse era finito tutto davvero questa volta.
Come Louis, finito.
Diviso dall'amore per Harry e da quello di un bambino.
Niall alzò semplicemente le spalle e disse - «Te lo meritavi Lou»
***
Harry_Styles
I let you use me from the day that we first met But I'm not done yet falling for your Fool's Gold and I knew that you turned it on for everyone you met but I don't regret falling for your Fool's Gold.
16.04.2016 - 11:12
-ANGOLINO DI -G:
Ora vi dico un segreto, i casini sono quasi tutti finiti con questo capitolo.
Spero che ora vi sia tutto più chiaro e spero che la storia continui a piacervi. Io ho fatto del mio meglio e con la febbre, non sono poi così soddisfatta.
Voglio ringraziarvi tutte, immensamente tanto perchè avete reso tutto questo possibile, grazie. Ed in bocca a lupo per chi domani inizia scuola.
Un abbraccio, G.