Niall

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"Niall ammettilo, ti era mancato tutto questo." lo spintonó Ryan quasi facendolo cadere dallo sgabello posto davanti al bancone del pub. "Ryan!" lo riprese il biondo mettendosi seduto composto e scrollando la mano su cui gli era caduta la birra strabordata dal boccale. "Ma la smetti di guardarla?" "Ma guardare chi?" "Lei Niall, non sono mica cretino." sussurró Ryan per non farsi sentire dal resto del gruppo, sapeva che sennò si sarebbe scatenato l'inferno e voleva preservare la dignità del suo amico ancora per un po'. Solo un po' però. "Non la sto guardando." scosse la testa ritornando con lo sguardo fisso sul suo boccale. "Sai almeno chi sia?" chiese Ryan. "Certo che so chi è Ryan, per chi mi hai preso? Non sono un maniaco. È stata la mia vicina di casa da sempre ed era molto tempo che non la vedevo, non l'avevo quasi riconosciuta." spiegó il biondo cercando di nascondere un certo rossore per l'essere stato colto in flagrante. In realtà non si spiegava come potesse essere davvero lei, quando erano ragazzini portava gli occhiali, l'apparecchio, era secca come un chiodo e sua madre la costringeva a fare due treccine veramente brutte e Niall si ricordava ancora come da casa sua sentisse ogni mattina gli strilli delle due. Era totalmente diversa, sembrava così sicura di sé mentre si destreggiava fra i tavoli con i suoi shorts di jeans coperti per metà dal grembiule. Non che fosse mai stata brutta, anzi, però il cambiamento era evidente: i capelli non erano più lisci e lunghi ma erano tagliati sopra le spalle in un caschetto riccio sbarazzino, non portava più gli occhiali così che il verde bottiglia dei sui occhi risaltasse sotto le ciglia scure. Ciò che non erano cambiate, erano le lentiggini appena evidenti sparse su tutto il viso, caratteristiche di praticamente ogni irlandese che si rispetti, tutti tranne Niall.

"Niall amico, ti senti bene?" lo scosse nuovamente Ryan, questa volta seriamente preoccupato dal suo sguardo attento. "Ryan, che rottura di scatole che sei! Sì, sto bene. Stavo solo pensando!" sbottó Niall divertito lasciandogli un cazzotto giocoso sulla spalla che venne subito ricambiato, dando inizio ad una guerra imbarazzante per due ragazzi di 27 anni che si trovano in un pub. "Che succede qua?" la voce impetuosa della ragazza lì vece allontare di scatto. "Uhm, stavamo solo... Ecco, stavamo giocando." arrossí Niall per poi sorridere angelicamente. La ragazza lì guardó per poi scuotere la testa sconsolata e tornare dietro il bancone. "Sei Marren, giusto?" domandó dopo qualche minuto Niall, mentre la osservava spillare boccali su boccali di birra. "Si." annuí sorpresa lei prestandogli tutta la sua attenzione. Lo aveva riconosciuto appena era entrato perché, voglio dire, chi non conosceva Niall Horan? Lei di sicuro, visto che era stato il suo vicino di casa per anni, fino a che non si era trasferito a Londra per i provini di X-Factor. "Io sono Niall, non so se ti ricordi..." ogni tanto Niall sembrava dimenticarsi di essere un cantante di fama mondiale e se ne usciva con queste frasi alquanto stupide, solo che se ne accorgeva sempre troppo tardi. "Certo che mi ricordo Niall..." rise infatti Marren legandosi i capelli in una coda bassa, si stava veramente morendo di caldo il quel locale. "Non ci siamo più visti." inizió Niall cercando di non fare cadere la conversazione. "Già. Sai tu sei stato in giro per il mondo mentre io... Io sono rimasta sempre qui." Marren non voleva risultare così acida, ma le parole le  erano uscite di bocca prima che potesse fermarle. Da che ricordasse, era sempre stata innamorata di Niall da bambina e lui non l'aveva mai calcolata più di tanto se non negli ultimi tempi, quando le loro famiglie avevano iniziato a frequentarsi di più e poi era sparito, dicendo a malapena ciao. Marren aveva provato a capirlo: l'emozione del momento, poi il successo, il non avere un minuto libero. Però, anche se erano passati anni, un po' le faceva ancora male ma questo non lo sapeva nessuno, aveva accantonato quei sentimenti da anni e sarebbero rimasti lì dove erano. Lo sguardo colpevole di Niall la colpí in pieno. "Intendevo dire che, anche se sei ritornato probabilmente non c'è mai stata l'occasione di rivederci. Poi noi ci siamo trasferite dopo che mio padre è morto."

Niall si ricordó in quell'istante della tragedia di cui l'aveva informato sua madre, era successo qualche anno prima se non ricordava male: il signor Jones stava tornando da lavorare e per una disgrazia aveva perso il controllo della macchina rimettendoci la vita. "A proposito, mi dispiace Marren davvero." la ragazza sorrise appena per poi concentrarsi di nuovo sui clienti che mano a mano stavano scemando poiché si era fatto abbastanza tardi. Niall non si alzó per tutto il resto della serata, non seguí nemmeno i suoi amici che si erano spostati in una discoteca a qualche metro di distanza dal pub. Marren l'aveva affascinato e non voleva certo separarsene così presto. Avevano scambiato altre due o tre parole a niente di che, tutto molto formale. Il locale era ormai vuoto se non per Niall appoggiato al bancone con l'ennesima birra e Marren che, ormai libera del grembiule viaggiava veloce tra i tavoli per pulirli. Ad un certo punto la radio passó Slow Hand e Niall sbatté la testa sul tavolo senza rialzarla, ormai troppo imbarazzato. Marren lo vide e non poté fare a meno di ridere per poi iniziare a canticchiarla. "No, no chance
That I'm leaving here without you on me
I, I know
Yeah, I already know that there ain't no stoppin'
Your plans and those
Slow hands-" Marren si stoppó di colpo girandosi verso Niall scandalizza. Aveva ascoltato quella canzone migliaia di volte ma non si era mai resa conto a cosa alludesse. La faccia sconvolta e rossa dall'imbarazzo di Marren fece scoppiare a ridere il biondo, che dovette aggrapparsi al bancone per non cadere dallo sgabello. "Pervertito."

One Direction - OneShotsStories to obsess over. Discover now