Giorno 1

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Buio.

Dolore.

Ancora buio.

Apro gli occhi piano per evitare che la luce mi accechi poco prima di sentire degli strani rumori che non sembrano affatto provenienti dal posto in cui credo di trovarmi.
Il dolore alla testa è lancinante e sento tutte le ossa indolenzite, la voce pacata di un ragazzo mi fa aprire del tutto gli occhi e tutta la luce me li punge facendoli lacrimare leggermente.
«Madeline svegliati è tardi!» dice mentre apre le tende di una camera che non sembra la mia. Dove sono? Cazzo forse ieri sera devo aver bevuto troppo, ucciderò Lydia per avermelo fatto fare e per avermi fatta andare con uno sconosciuto. Perché mi devo sempre cacciare in queste situazioni?
«Ehm tu chi sei? Cosa è successo?» dico pacata anche se non lo sono per niente, quando succedono queste cose vado in bestia dato che non riesco a controllarmi e Lydia promette sempre di controllarmi essendo lei quella che mi trascina sempre in queste cose.
«Niall, non ti ricordi? Ovviamente no a quanto pare» ridacchia e si siede accanto a me, noto solo adesso di essere ancora vestita e questa cosa mi rilassa leggermente «Lizzie o Lana o come si chiama la tua amica mi ha chiesto di portarti via dalla festa perché aveva paura che tu potessi fare qualche cazzata, sono amico di suo fratello Liam» fratellastro aggiungerebbe Lydia ma lasciamo perdere, quei due non vanno per niente d'accordo e mai succederà.
Lei è la mia migliore amica da anni e abbiamo passato talmente tanto tempo insieme che ormai non ho ricordi di com'era la mia vita prima di lei, so tutto di lei e lo stesso lei di me ma l'unica cosa che mi manca della sua vita, l'unica incognita, è questo suo misterioso fratello che non può né vedere né sentire per motivi che so poco anche io.

Niall esce dalla stanza poco dopo avermi detto che ormai è pomeriggio inoltrato e che sarebbe il caso uscissi da questa stanza visto che, a quanto pare, è di Liam. Di bene in meglio direi. Raccatto scarpe, borsa e cellulare prima di uscire e cercare un semplice bagno per darmi una sciacquata al viso, appena lo trovo noto che non sono in così pessime condizioni ma nemmeno presentabile.

«Senti Liam arriverà a momenti e non credo che voglia trovarti qui.»

«Perché? Cosa ho fatto di male?» dico ridacchiando prima di sentire qualcosa salirmi in gola e precipitarmi sul water qui vicino. Solo due parole: che schifo. Niall gentilmente mi aiuta a non impasticciarmi anche i capelli e lo ringrazio mentalmente mentre continuo a vomitare anche l'anima.
«Scusami» sussurro
«Tranquilla, ero al tuo posto proprio due ore fa» ew «dicevo: so che lui e sua sorella non vanno d'accordo e non credo voglia trovare la migliore amica di lei a dormire nel suo letto»

«Niall lui non sa nemmeno di che colore ha i capelli sua sorella figurati se sa che io sono sua amica comunque ora vado, scusa del disturbo e grazie di tutto» mi alzo barcollando e mi avvio nel corridoio in cerca dell'uscita ma quando la trovo vengo bloccata dalla porta che si sta aprendo e da Liam che fa il suo ingresso. Senza pensarci due volte e senza rivolgergli il minimo sguardo lo sorpasso uscendo frettolosamente. La curiosità di conoscerlo e vederlo era troppa ma l'amore che provo per Lydia è più grande e decido di mantenere la sua privacy: finché lei non sarà pronta a farmelo conoscere io non lo farò.

Mi incammino verso casa mia dopo aver più o meno capito in che parte della città mi trovo, con la testa martellante e completamente indolenzita mi appoggio a una panchina.

«Maddy!» mi giro di scatto ma non vedo nessuno, me lo sarò sognato. Senti nuovamente qualcuno che grida il mio nome ma non vedo ancora nessuno. Ecco che la pazzia prende il sopravvento.

Continuo a camminare verso casa finché non inizio a riconoscere la via, le case e le automobili parcheggiate fuori, piano piano arrivo davanti a una piccola villetta e finalmente inizio a sentirmi meglio.

«Finalmente sei tornata! Non ci speravo più» dice Lydia sorridendo ma appena i miei occhi incontrano i suoi capisce subito che si beccherà un bel caziatone di prima categoria.
«Lydia! Ma come ti è saltato in mente di farmi portare via da lui? Potevi portarmi a casa te no? Usare la MIA macchina per farti i cazzi tuoi va bene ma per portarmi semplicemente a casa è troppo faticoso vero?!» abbassa lo sguardo colpevole e io continuo a rincarare la dose facendole finalmente capire che ogni volta non può far così, dopo pochi minuti inizio di nuovo a sentire il vomito che sale e mi precipito in bagno e con questo mi sembra di essermi liberata del tutto, Lydia mi segue scusandosi e dicendomi che anche io sbaglio a non darmi mai una regolata e, forse, ha ragione.

Dopo la sua ultima affermazione faccio finta di niente perché so che la  ragione è dalla sua parte ma mi fa troppo male per diversi motivi, salgo le scale e mi butto sul letto non pensando più a niente.

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Okay questo è un breve capitolo solo per introdurre la storia. Sappiate che è un lavoro molto vecchio per me dato che l'ho scritto diversi anni fa, ho perso un sacco di parti e mi è dispiaciuto un sacco quindi ho deciso di riguardarlo e riscriverlo da capo (più o meno).

Grazie per aver iniziato la storia!

Grazie per aver iniziato la storia!

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