.1.

1.7K 92 39
                                        

Tom's pov.

È passato più di un anno da quel maledetto giorno.
Un anno che non ho notizie di Amy. Un anno che non sento il suo profumo, che non accarezzo più la sua pelle liscia. È passato un anno, un lunghissimo anno dall'ultima volta che ho sentito la sua voce, la sua dolce, splendida, bellissima voce.
È da un anno che io non sono più io.
È da un anno che io non vivo più.
E comunque, sono cambiato un sacco. Oh, se lei mi vedesse in questo momento, mi prenderebbe a schiaffi ed io, me li godrei tutti quanti, con un sorriso ebete oltretutto.
Ho cominciato a bere, intendo, a bere proprio tanto. Non mi rado più. Può sembrare una banalità ma con lei, lo facevo sempre. Le piaceva accarezzare il mio viso "morbido come il sedere di un bimbo", lo diceva sempre. Mi sono fatto anche crescere i capelli e forse questo le sarebbe potuto piacere... mi diceva sempre che ci sarei stato benissimo con i capelli un po' più lunghi.
Beh, esteriormente in realtà non sono cambiato molto e solo uno sguardo attento noterebbe la tristezza che ormai risiede nei miei occhi. Soltanto che, non c'è nessuno "sguardo attento" per me. I miei genitori si sono separati ed io non li vedo più molto spesso, le mie sorelle sono partite, dicono che l'Italia sia un bel posto e poi... Amy non è più con me.
Lei lo vedeva sempre quando qualcosa non andava.
Oh sì, poi c'è Taylor.
Lei è... insomma, è nuovamente la mia fidanzata.
La donna per cui ho tradito la mia Amy.
La donna per la quale lei aveva una smisurata paura, nonostante non volesse ammetterlo. Aveva paura che io potessi tornare indietro sui miei passi. Paura che io potessi amarla ancora.
La donna per cui io avevo fatto una promessa alla mia piccolina. Una sera era crollata, senza un apparente motivo si era alzata dal divano per correre in bagno. Le ero corso dietro, avevo aperto la porta e l'avevo ritrovata rannicchiata, con la schiena contro il muro e le ginocchia al petto, a piangere.
«Ehi Amy, che succede?»
«Sto bene Tom, tranquillo.»
No, non stava bene. Non stava bene affatto.
«È che... ogni tanto io crollo per dei pensieri che mi creo da sola.»
«Parlamene.»
«No, preferisco che... che tu mi faccia una promessa.»
Cristo, era così piccola ed indifesa. Quegli occhi grandi mi chiedevano solo di proteggerla ed io volevo farlo ad ogni costo.
Mi aveva chiesto solo una cosa. Che se fossimo arrivati a perderci, nessuna avrebbe preso il suo posto. Che sarebbero state sempre un gradino indietro. Mi aveva chiesto di prometterle che quel posto, sarebbe stato sempre occupato da lei. Mi aveva chiesto di inciderci il suo nome, di non eliminare mai il suo profumo, di non sostituirla mai.
La mia piccola, dolce bambina. Non capiva, non voleva proprio capirlo che non mi serviva una stupida promessa perché mai e poi mai avrei permesso a qualcun'altra di prendere il suo posto, non voleva capirlo che dopo di lei, non avrei voluto nessun'altra.
Eppure lo avevo fatto.
«Te lo prometto.»
Un grandissimo figlio di puttana, sì, lo so.
Ma in realtà, quella promessa non l'ho mai infranta. Nessuna occuperà mai quel posto, nessuna cancellerà mai il suo profumo, i suoi abbracci, la sua voce. Io non amerò mai nessuna come ho amato lei.

Perché non l'ho cercata in questo anno?
Perché l'ho tradita, ovviamente. E non intendo solo fisicamente, io ho tradito il suo amore, la sua fiducia e mi sono tradito anche da solo perché io l'amavo ma l'ho fatto lo stesso e per cosa? Per paura.
E qui torniamo punto e a capo perché adesso io, con la paura, ci convivo. In tutti i sensi.
Insomma io ora convivo con Taylor.
A lei non... non importa un granché credo. Lei non riesce a vederlo che non sono più io da ormai un anno. Forse però non lo vede semplicemente perché quando sono stato con lei in passato, non sono mai stato me stesso.
Adesso, le stesse cose che facevo con Amy, con Taylor mi sembrano... stupide. Insensate.
Io che provo ogni tanto a farle capire che mi sento vuoto, solo, triste... e lei continua a dirmi di essere felice e di non poter chiedere di meglio.
Sembra non voglia ascoltarmi o forse, probabilmente mi sente ma poi si gira dall'altra parte, facendo finta di niente.
Tanto ormai sono riuscito ad abituarmi alla routine:
Mi alzo la mattina almeno due ore prima di lei, dice sempre di voler trovare la colazione pronta, dice anche che dovrò farmi sempre perdonare per averla fatta soffrire; aspetto sempre che lei vada a lavoro per poter cominciare a pulire la casa dato che non le piace il rumore; la porto a fare shopping almeno tre volte a settimana, vuole essere viziata in ogni modo e la porto sempre a cena fuori.
Insomma, non è tanto male considerando che io, tutte queste cose me le merito.
Oh, giusto! Ho dimenticato di mettere nella routine le sue sfuriate settimanali per ogni minimo dettaglio, specialmente quando non sorrido o quando dimentico di buttare i rifiuti. A volte sono riuscito a calmarla ma quando la rabbia le offusca tutti i pensieri, non c'è niente da fare. Una volta mi ha perfino tirato un piatto, o almeno credo. Ricordo solo una forte botta alla testa e poi sono svenuto. Quando mi sono ripreso, accanto a me c'era un piatto rotto, la porta di casa era spalancata e sul tavolo un bigliettino con su scritto "Torno domani. Ti prego, voglio trovare la casa in ordine. Ricordati che ti amo."
Lei mi ama. Non mi farebbe mai del male. Se a volte si arrabbia è perché l'ho fatta soffrire molto. Non credo che quando mi fa del male, lo faccia con cattiveria. Lo sa che non alzerei mai un dito contro una donna. A volte però... a volte credo che lei voglia spingermi al limite, credo che voglia soltanto concretizzare le stronzate che un anno fa dicevano tutti i giornali... "Hiddleston, la bestia che picchia la sua nuova fiamma".
Però questi sono solo pensieri, stupidi aggiungerei.
Lei mi ama.
Non mi farebbe mai del male.

A Volte Succede |SEQUEL|Where stories live. Discover now