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Capitolo 1

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Un déjà vu.

Tutto iniziò con un semplice sogno avvenuto all'incirca quattro anni fa in una fredda notte d'inverno, all'epoca Jimin aveva solo dodici anni.

Sognò un ragazzo, un ragazzo che non aveva mai visto, nemmeno quando di pomeriggio usciva con gli amici.

Non lo aveva mai incontrato per strada, forse perché non si soffermava più di tanto ad osservare le persone che camminavano accanto a lui quando era con i suoi amici del cuore. Era un ragazzo che a detta sua era così bello da mozzare il fiato, anche se non lo avesse mai visto in volto se lo sentiva che fosse bello.

In quel sogno stava nevicando, tutto attorno a loro era silenzioso e calmo nostante fossero in pieno centro, si tenevano amorevolmente la mano mentre i passanti camminavano accanto a loro avendo lo sguardo fisso in avanti come se non si rendessero nemmeno conto della presenza di due ragazzi che si tenevano per mano, e questo era abbastanza strano dato che era un fatto abbastanza scandaloso per gli abitanti di un Paese omofobo come la Corea.

Non si ricordò cosa si disse con quel ragazzo al suo fianco, poiché le parole nel suo sogno erano ovattate e non cristalline come avrebbe voluto che fossero. Si ricordava, o meglio si ricorda tutt'ora, perfettamente ogni minimo gesto che il ragazzo aveva fatto; dal passarsi le mani fra i capelli al giocherellare con le dita di Jimin. Ad un certo punto si era posizionato davanti a lui, aveva poggiato le sue mani fredde ma dal tocco dolce sulle guance morbide e paffute di Jimin avvicinando lentamente il viso al suo facendo toccare le loro fronti delicatamente come se il ragazzo avesse paura di rompere quella meraviglia, dai capelli rossi come il fuoco che stonava con quel paesaggio tanto bianco e candido, da un momento all'altro. Il rosso si ricordò che sulle labbra del ragazzo spuntò un sorriso, un sorriso che sapeva tanto di amaro quanto di dolce, dire una frase con sguardo dolce ma appena il ragazzo davanti a lui apriva la bocca per parlare il suo suono assordante del tram accanto a loro copriva del tutto la sua voce, e Jimin riusciva soltanto a vedere quelle labbra sottili muoversi nonostante la vicinanza fra i due volti.

Poi buio.

Jimin si risvegliò di soprassalto, imperlato di sudore avendo il cuore che gli batteva a mille. <<Cavolo l'ho sognato ancora.>> disse portando una mano al petto cercando di regolarizzare il respiro <<Sto facendo solo e soltanto questo sogno ultimamente, non ce la faccio più.>>

Poco dopo sussultò per il rumore decisamente troppo forte e rumoroso della sua sveglia impostata sul cellulare, tanto che grugnì infastidito e si affrettò a spegnerla controllando l'orario sul display acceso.

Le 7:00 in punto.

Con un sospiro spostò le coperte dal suo corpo, rabbrividendo appena per il mancato calore delle coperte al quale il suo corpo si era abituato e poggiare i piedi a terra per alzarsi da quel letto comodo. <<Oggi inizia dinuovo la scuola eh?>> sospirò nuovamente dirigendosi verso l'armadio aprendolo per dare un occhiata veloce ai vestiti che ci fossero all'interno per poi piegarsi e prendere l'intimo da uno dei cassetti di cui disponeva l'armadio. <<Chissà se Taehyung si sveglierà presto stamattina.>> sbuffò divertito al vago ricordo che uno dei suoi migliori amici facesse sempre fatica a svegliarsi presto la mattina <<Non ho proprio voglia di aspettarlo fino a chissà che ora per fare le corse a scuola.>> si rialzò dinuovo dirigendosi al bagno personale di camera sua chiudendosi la porta alle spalle, iniziando così a spogliarsi velocemente per non dover fare tutto di fretta dopo.

Una volta spoglio di ogni suo vestito entró nella doccia aprendo il getto d'acqua calda facendo rilassare i muscoli ancora tesi per il sogno appena fatto. <<Sogno sempre questo ragazzo ma non l'ho mai visto e ne tanto meno lo conosco>> sbotta innervosito prendendo la bottiglia del suo shampoo preferito e versarselo un po' sulla mano. <<Perché cavolo devo sognare un ragazzo che mi tiene per mano poi. È estenuante.>>Con nervosismo si passa la mano nei capelli iniziando a strofinare ed insaponarli con ambedue le mani.

Passarono minuti interminabili per Jimin sotto la doccia.
Sotto il getto dell'acqua dava via libera a tutti i suoi pensieri, come se l'acqua potesse purificare e svuotare la sua mente allo stesso tempo. A volte si soffermava su cose davvero stupide sotto la doccia, alle volte faceva dei ragionamenti così intricati e tirava fuori argomenti degni dei più importanti filosofi, troncando poi il tutto con il semplice termine dello scorrere dell'acqua sul suo corpo oppure dava soltanto il libero sfogo alla sua bellissima voce cantando le sue canzoni preferite lasciando la mente priva di qualsiasi pensiero.

Quando finì di insaponarsi e pulirsi per bene il corpo e i capelli dal sapone chiuse il getto dell'acqua.

Uscì dalla vasca per avvicinarsi al telefono per controllare nuovamente l'orario, adesso erano le 7:30 e Jimin aveva esattamente quindici minuti prima che sua madre sarebbe entrata in camera per vedere se suo figlio fosse pronto, e guai a lui se non fosse stato così.

Così in tutta fretta, si passò un asciugamano su tutto il corpo per asciugarsi al più presto, si asciugò i capelli strofinandosi freneticamente l'asciugamano in testa sistemandoseli in modo impeccabile e si mise un paio di boxer per dirigersi poi in camera sua prendendo la divisa della scuola. <<Certo che potrebbero anche cambiarla, è così noiosa>> sbuffò prendendo la divisa ed indossandola, si avvicinò allo specchio per poi sorridere alla sua figura <<Almeno la palestra sta dando i suoi frutti finalmente, peccato che sotto questa camicia non si veda quasi nulla del mio duro lavoro.>> sorrise ancora soddisfatto notando come la divisa gli andasse a pennello e leggermente aderente sulle gambe prendendo la cartella sulla sua scrivania, tornando in bagno per prendere il suo amato cellulare e andare verso la porta di camera sua.

<<Ciao mamma.>> sorrise cordialmente a sua madre che si ritrovò davanti la sua porta nel momento in cui l'ha aperta.

<<Tesoro sai che ore sono? Se non ti sbrighi farai tardi a scuola.>> disse con tono severo e apprensivo verso il figlio portando i pugni chiusi sui suoi fianchi.

<<Sì mamma lo so, non preoccuparti non farò tardi.>> e con questo regalò uno dei suoi migliori sorrisi alla madre dirigendosi verso la cucina tenendo la cartella in spalla.
Sì diresse al piano di sotto andando in cucina per fare la sua solita colazione, appena entrò si diresse verso il padre per dargli un bacio sulla guancia sedendosi poi a tavola iniziando a mangiare.

<<Sei contento di ritornare a scuola per vedere i tuoi amici Jimin?>> gli chiese il padre sorridendogli dolcemente.

Jimin ingoiò velocemente la fetta biscottata con la marmellata per rispondere al padre <<Sì molto, mi sono già organizzato per andare a scuola insieme a Taehyung, tra un po' dovrebbe arrivare davanti casa.>>
<<Bhe allora dovresti sbrigarti non credi?>> ridacchiò notando una macchia di marmellata sulla sua guancia pulendolo poi con un fazzoletto. <<Sì certo, adesso vado. Ciao papà, ciao mamma!>> salutò entrambi con un gesto della mano andando verso l'ingresso per mettersi le scarpe <<Ci vediamo oggi.>> e con questo uscì di casa chiamando il suo migliore amico che prontamente non rispose.

~Spazio Autrice~
Ciao a tutti! Questa è la mia prima storia spero che vi piaccia, non romperò nei prossimi capitoli, se mai che ne saranno e se mai questa storia avrà qualche lettore, se avete consigli da darmi sul modo in cui scrivo o su eventuali errori grammaticali potete dirmelo tranquillamente.
See you soon~

Déjà vú~ [IN PAUSA] La tua prossima ossessione. Scoprilo ora