La prima mossa ~ Prologo

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L'amore è una piacevole sorpresa, un anestetico per i battiti cardiaci troppo forti, per il bassoventre che freme, una camomilla che distende teneramente le linee imbronciate delle labbra, i tratti tesi delle cosce, inumidisce i luoghi più placidi dell'anima. Il sesso, a sua volta, è ciò che rende docile ogni nostra spavalderia, ogni orgasmo prevalica la ragione, stringe deciso al guinzaglio il corpo ed ogni suo arto, affievolisce i sentimenti, ti urla dentro e il suo eco è più potente di qualsiasi altra cosa al mondo. Il sesso e l'amore rivoltano gli occhi e li scuotono fra le palpebre tremanti, fanno nascere la primavera sulla pelle, profumano di possessione, di appartenenza, di cruda intimità. Quando si scopa e si è innamorati ogni maschera decade, si è nudi nelle membra e nello spirito, si gioca ad armi pari. Si è esattamente come si è venuti al mondo, animali, istintivi, con la voglia di graffiare, divorare, stringere ardentemente fra le braccia la propria preda, il proprio compagno, ciò che più ci rende assetati di vita. L'insieme delle due cose che più ci rendono umani, svegli, interessati è ciò che ho ormai dimenticato da tempo. Quei formicolii lungo la mia immagine magra, quelle scosse che ammorbidiscono i miei seni minuti, la sensazione che la mia essenza racchiusa fra quattro mura di carne così piccole e avvolte da capelli scuri appartenga veramente al tocco di un uomo soltanto, che di me è in grado di soddisfare ogni selvaggia esigenza, ogni bisogno di tenerezza.

Questo è quello a cui penso, stanotte, come da programma, mentre Eric mi dorme accanto, fra lenzuola sconvolte in un qualsiasi hotel di Malibù, di quelli con le camere arredate di tutto punto e la splendida vista sull'oceano Pacifico. Non sono mai perfettamente sicura del cosa ci faccia qui almeno una volta al mese, per un weekend intero, in sua compagnia. Forse non voglio ammettere a me stessa cosa mi spinge a trovare mille scuse per arrivare fino a qui ripetutamente. Abbiamo una prenotazione fissa sempre nella stessa stanza: la 302. Probabilmente perché è confortante frequentare sempre lo stesso ambiente, fare finta che i nostri incontri siano normali. Pensare che questo sia l'involucro di un mondo parallelo in cui facciamo ciò che ci piace fare ed è semplicemente giusto così. Nessun giudizio, nessuna inibizione, nessun tipo di parola d'ordine o crisi isterica che ci dica basta. Bestialità pura, schietta e semplice. Poche frasi, quelle che bastano, un buon potenziale di attrazione fisica. Non so nulla, di lui, a dirla tutta. So che può permettersi di pagare questi giorni di piacere sporadico in un posto decisamente dignitoso e confortevole. So che è un uomo molto bello, molto alto, curato, dai capelli biondo cenere appena arricciati che ne incorniciano il volto fascinoso. Uno che sicuramente ha avuto molte altre donne nella sua vita e sa bene come maneggiarne di ogni tipo. Il resto credo non mi interessi in nessun modo. Sono qui, lontana da casa, ed ogni volta mi ritrovo la sera tarda a pensare, durante questi appuntamenti. Mi godo i piacevoli dolori e rilassatezze di una serie di ore passate a perdere la testa, stringo le ginocchia al petto e tengo la schiena contro il muro.

Domani mattina ci sarà la scopata di addio, l'ennesima.

Come se volessimo illuderci e abbandonarci al pensiero che ogni volta sia davvero l'ultima.

La prima mossaWhere stories live. Discover now