Prologo

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La prima volta che incontrai Tim avevo 12 anni, Agosto finalmente era arrivato e mai come quell'anno in famiglia attendavamo con trepida ansia le ferie dei miei genitori. Il periodo appena passato era stato estenuante, non a caso tra la maturità di mio fratello Luca e l'apertura della quarta palestra di mamma e papà, eravamo tutti esauriti e avevamo bisogno di un po' di meritato riposo.
Quell'anno, anziché organizzare una vacanza di relax al mare, eravamo diretti a Stoccolma, meta interessante e fin troppo alternativa visto il periodo, ma mamma era stata irremovibile, niente mare, tutti da Irma, la sua più vecchia e cara amica di scuola trasferitasi in Svezia da più di 20 anni, ritrovata casualmente su Facebook un paio di mesi prima. Ovviamente Irma aveva due figli e mai mi sarei aspettata che uno di questi sarebbe stata la mia rovina.
Con Tim fu amore a prima vista, mi affascinò immediatamente quel ragazzino dai capelli color oro e gli occhi azzurro ghiaccio. Eravamo coetanei, ma se io caratterialmente ero espansiva ed aperta a nuove conoscenze, Tim era timido e introverso, con un magnetismo che ti inchiodava sul posto. Sin da subito capii che con uno sguardo riusciva a guardarti dentro e con il silenzio della sua timidezza ti conquistava, riusciva a scaturire l'interesse di voler approfondire la conoscenza verso quel bambino con le cuffie perennemente alle orecchie.
Passammo l'intera vacanza sempre insieme, e fu così per svariati anni. In famiglia tutti ci chiamavano "i siamesi"  per l'attaccamento quasi morboso che instaurammo sin da subito, ci capivamo con uno sguardo ed avevamo una miriade di interessi in comune.
Il nostro, è stato sin da subito, un rapporto basato sul contatto fisico costante, lui era un coccolone e io adoravo dare e ricevere coccole, andavamo a dormire sempre insieme la sera, e sempre insieme, affrontavamo le giornate. Si può tranquillamente dire che durante tutta la vacanza non ci staccammò mai, nemmeno per un minuto.
Tim diventò ben presto tutto il mio mondo, mi insegnò vari trucchetti per barare e vincere durante le partite a carte contro mio fratello Luca e suo fratello Paul, e mi portò per il quartiere a far conoscere i suoi amici. Ricordo benissimo la prima volta che incontrammo il suo più caro amico Ron
"Tim chi è quella mocciosetta che ti porti dietro da un paio di giorni? Alziamogli la gonna, anzi no, tiriamogli i capelli?" strillò Ron nella nostra direzione dalla sua bicicletta super accessoriata. Tim alzò gli occhi al cielo e sospirando rispose "Ron ti presento la mia amica Liv" e con aria seria aggiunse " lei non si tocca, trattala come se fosse mia sorella, e per la cronaca, è tutto tranne che una mocciosetta chiaro?" Con uno sguardo di intesa si concluse il siparietto e da allora non mi importunò più, anzi per tutte le vacanze avevo una schiera di moschettieri che mi proteggevano e coccolavano come una piccola principessa.
Durante la permanenza a Stoccolma Tim delle volte si comportava come un fratello iperprotettivo, anche più di Luca, ricordo indelebile nella mente quando mi insegnò ad impennare con la sua bici "dai mora che ce la puoi fare!!!" mi disse cercando di infondermi un po' di coraggio "Tim se cado e mi faccio male? Ho tanta paura" piagnucolai, ma lui sorrise e accarezzandomi il viso mi incoraggiò "non ti preoccupare, ci sono io, prova...se cadi... ti prendo" Inutile dire che andò a finire con un braccio fratturato per Tim e una gamba escoriata per me, più tutta la tiritera di sensi di colpa che si portava dietro per avermi fatto sbucciare un ginocchio quando in realtà lui si era fatto più male di me, ma Tim era così, ti donava tutto se stesso senza volere nulla in cambio, ed io ero ammaliata da lui.
Si dice che le bambine maturino prima dei maschietti e forse credo ci sia un fondamento di verità in quella affermazione perché quell'estate, anche se avevo 12 anni e conoscevo Tim da poco più di un mese, iniziai a provare per lui un sentimento che non era più di sola amicizia. Lui era uno spettacolo di ragazzo, fisicamente si presentava alto e ben impostato lasciando facilmente immaginare che da grande sarebbe stato di una bellezza devastante, caratterialmente era allo stesso tempo dolce e premuroso con chi voleva bene, e fermo e deciso con chi non si fidava; e credetemi erano più le persone di cui non si fidava che quelle di cui si fidava. Tim era diffidente di natura ma con me non fu così, si aprì sin da subito e mi svelò quello che chiamo ancora oggi il magico mondo di Tim.
Ripensandoci bene, credo di averlo amato sin da subito, sapete quei battiti cardiaci incontrollati, le mani sudaticce, il fermarsi del tempo, la mancanza di appetito, il voler sognare tutte le notti lo stesso viso, beh erano tutte sensazioni che iniziai a provare per Tim quasi immediatamente. Pur volendo, non riuscivo a nasconderlo, anzi, credo che il mio battito di cuore incontrollato per quanto era forte, lo riusciva a sentire tutta Stoccolma e non solo Tim.
L'attrazione fisica tra me e lui è sempre stata incontrollabile, infondo non si sceglie chi ti piace, e nel mio caso averlo sempre a contatto, dormire tutte le notti insieme, alla fine mi portò a cadere con tutte le scarpe nel suo fascino. Io ero partita semplicemente per una vacanza estiva, mai mi sarei immaginata di avere in programma un appuntamento con l'amore. Maturai "il sentimento" vero e proprio durante una delle nostre partite a carte, stavo stranamente vincendo, anzi credo che lui mi volesse far vincere quella partita, comunque, Tim mi disse "se dopo due settimane che tento di insegnarti a vincere a questo gioco, vinci questa partita, ti faccio una promessa" incredula lo provocai " avanti casanova dimmi cos'hai in mente" lui mi guardò con una strana luce negli occhi e mi disse " voglio essere io il tuo primo bacio" incredula alla sua affermazione cercai di sdrammatizzare, nella mia testa non credevo possibile che quell'adone di ragazzo potesse ricambiare il mio sentimento "biondo, come sei dolce questa mattina, non è da te, a stare con le femminuccie non è che per caso ci stai diventando? e poi... chi ti dice che non ho già baciato qualcuno?" lo provocai ma lui con un balzo mi saltò addosso, devastandomi di solletico; non so bene come, ma dal solletico si passo ad altro, e nel soggiorno di casa sua, in una tarda mattinata di agosto, ricevetti il mio primo bacio.
Che dire, altro che orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, so solo che il tempo si fermò, il cuore rallentò, e il mio corpo bruciò per tutte le sensazioni che si sprigionarono in quel semplice contatto di labbra. A corto di parole, quando si staccò da me riuscii solo a dire "ecco il mio Tim finalmente, solo mio" si perché lo sentivo a tutti gli effetti mio e aggiunsi "rifallo tutte le volte che vuoi, anzi non smettere mai di farlo" e lui guardandomi negli occhi con una strana luce mi confessò " non mi stancherò mai, fidati Liv, penso che tu abbia capito che sei tutto per me, sei il mio mondo.... ti prego, fammi una promessa" mi osservò in silenzio e con un lungo sospiro aggiunse "sono consapevole di essere caratterialmente un disastro e di avere mille progetti in testa per il mio futuro, ma ti prego...qualunque cosa accada non perdiamoci cerchiamo sempre di ritrovarci, non mi abbandonare Liv". Turbata ma allo stesso tempo emozionata corsi ad abbracciarlo e baciarlo; ero cosciente delle difficoltà che avremmo incontrato nel futuro, della distanza che ci separava e dei suoi progetti, ma di una cosa ero convinta niente e nessuno mi avrebbe portato via Tim.
Inutile dirvi che dopo quel bacio ne seguirono tanti altri, anzi, credo che iniziammo a passare tutto il tempo baciandoci; non solo, proprio in quel periodo cominciai a soffrire di un nuovo sintomo nella mia "malattia d'amore", le famose e gettonate farfalle nello stomaco.
Ho sempre rifiutato l'idea tanto reclamata nei libri che qualcuno potesse sentire le farfalle nello stomaco, anzi, mi sono sempre domandata come si faccia a capire di avere le farfalle nello stomaco, eppure dal momento in cui ho iniziato a baciare Tim le ho iniziate a sentire anche io e devo dire che non se ne sono più andate. Non saprei nemmeno spiegare la sensazione che si prova ma sembra di essere su un pianeta diverso, un mondo dove tutto è bello, tutto porta allo star bene e alla felicità.
Sapere di aver trovato il grande amore ma al tempo stesso dover rinunciare a parecchie cose, per la distanza che ci separava, non rendeva il rapporto sereno e tranquillo, anzi vivevo più di paranoie che di sensazioni positive, anche se devo ammettere che Tim riusciva bene nell'impresa di rassicurarmi e di ricordarmi ogni giorno quanto amore provava per me. Non mi sono mai stancata, nemmeno un giorno, di sentirgli pronunciare da quella fantastica bocca le due paroline magiche, la droga di ogni innamorato, il famoso "ti amo".
Ero altresì consapevole però che con Tim lontano chilometri da Roma era difficile se non impossibile essere felice 365 giorni l'anno. Cercavo di concentrare il più possibile il nostro rapporto nei tre mesi estivi, una volta l'anno infatti ci alternavamo per vederci, a volte andavo io in Svezia altre veniva lui a Roma, ma il nostro rapporto era anche lunghe, lunghissime telefonate serali, infiniti messaggi e chat notturne, videochiamate e miriade di squilli solo per dirci 'ti sto pensando'.
Durante i mesi che non ci vedavamo sia io che Tim coltivavamo le nostre passioni, la mia, avendo genitori proprietari di svariate palestre, era il fitness, adoravo allenarmi e cosa ancor più importante, adoravo avere il mio corpo tonico e snello per sorprendere ogni anno sempre di più Tim quando mi rivedeva.
Dal canto suo Tim adorava comporre musica. Credo che la mia più grande rivale in amore è stata proprio la musica, la sua musica. Con il sennò di poi ho capito a mie spese di venire sempre dopo, quando lui componeva nuovi suoni o nuovi testi era come ipnotizzato, non esisteva nessuno se non il suo computer o i suoi strumenti; il tempo che dedicava alla musica per Tim non era mai abbastanza. Adorava comporre canzoni e melodie ed era meraviglioso osservare il suo volto concentrato ed estasiato mentre era intento a suonare il pianoforte o la chitarra, ancor di più era stupendo vedere il suo viso soddisfatto di aver creato un pezzo che per lui era accettabile. Credetemi già all'epoca aveva un talento innato. Ogni sera, prima di andare a dormire, sia se stavamo insieme o se ci vedavamo via video prendeva la sua chitarra e mi suonava una canzone e la sua voce mista alla melodia rimarrà per sempre qualcosa di paradisiaco. Vi confesso che custodivo e custodisco tutt'oggi gelosamente questi momenti, i nostri momenti.
L'estate che conobbi Tim fu davvero grandiosa e con essa forse iniziò il periodo più bello della mia vita.
Cinque anni più tardi capii che purtroppo le promesse di due poco più che adolescenti non sarebbero durate molto e che Tim si sarebbe dimenticato ben presto di me.

Regole + amore, solo guaiStories to obsess over. Discover now