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min yoongi x park jimin [ wattpad 2019 | bojackk ] tematiche delicate, non prendere esempio dalle azioni presenti in questa lettura. aggiornamenti lenti con capitoli medi/lunghi. scene di sesso e autolesionismo ben dettagliate. contiene persone reali, ma storia e fatti sono puramente inventati dalla sottoscritta. non replicare/pubblicare su questa o altre piattaforme senza il mio consenso.
- - SMUT - - (Già dal primo capitolo, sì)
Erano le cinque del pomeriggio e i due ragazzi si stavano rilassando dopo una giornata faticosa, distesi sul letto - ovvero un semplice materasso - che condividevano nel loro piccolo appartamento a Busan. Ognuno guardava il proprio cellulare, il più grande scorreva velocemente le foto di Instagram nella sua home invece il più piccolo guardava un episodio del suo drama preferito. Quando non dovevano lavorare passavano pomeriggi interi nell'appartamento, uscendo ogni tanto per respirare un po' l'aria di Busan. I due avevano deciso fin da subito di trasferirsi in quella città essendo il luogo di nascita del minore, Jimin provava un senso di nostalgia da quando si era trasferito anni prima a Seul dove aveva incontrato il maggiore. E con fortunata e tanta pazienza, Yoongi riuscì a pubblicare il suo primo libro riscuotendo abbastanza successo.
Terminata la puntata, Jimin posò il cellulare sul legno del soppalco e si accoccolò al petto del fidanzato.
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«Perché invece di guardare Instagram, mi coccoli un po'?» chiese Jimin arpionandosi ancora di più al suo petto.
Il maggiore mise via il cellulare, facendo ottenere a Jimin la sua completa attenzione, e iniziò ad accarezzargli i capelli con movimenti lenti della mano. Il minore si abbandonò completamente alle cure del fidanzato, impazziva per quei momenti visto che durante la settimana faceva i turni alla tavola calda infondo la strada, quando tornava era quasi sempre stanco e viveva poco quelle piccole attenzioni. Quanto voleva lavorare da casa come faceva Yoongi; a quest'ultimo infatti bastava il suo quaderno per appuntarsi le idee con la sua matita, un computer e tanta ispirazione per fare il suo lavoro.
Ovviamente sapeva quanto difficile era scrivere un libro che piaccia e che la gente sia disposta a comprare, non era un lavoro da sottovalutare quello dello scrittore. Devi metterci cura nei dettagli e attento a non farti scappare il più piccolo degli errori, ma soprattutto devi avere la capacità di scrivere una storia che faccia emozionare. E Yoongi metteva molto amore nelle sue parole, parole che ti rimanevano in testa per giorni. Usufruiva di giornate intere per scrivere, era il suo modo di esporsi al mondo, si addormentava su quelle pagine quando era troppo stanco ma non voleva abbandonare il suo lavoro all'indomani.
Alla fine - come ci si aspettava - i due ragazzi si addormentarono, risvegliandosi mezz'ora dopo in una posizione diversa. Jimin dava le spalle al maggiore il quale gli cingeva i fianchi, le loro gambe erano intrecciate tra di loro creando un'idea di unione. La schiena del minore contro il petto di Yoongi e tra i loro bacini non esisteva alcuno spazio, era un bel modo di svegliarsi per Jimin che appunto fu il primo ad aprire gli occhi.
Sentiva l'alza bandiera di Yoongi - creatasi per via del dormire - premuta sul suo didietro, e la cosa gli faceva molto piacere... molto. Sperando di non svegliarlo, iniziò ad ondeggiare il suo sedere sul pacco del più grande, facendo crescere sempre di più l'erezione di quest'ultimo. E per quanto Yoongi amasse dormire, infatti dormirebbe pure in mezzo ad un terremoto, quel strusciarsi non passò di certo inosservato.
«Jimin» sbadigliò «cosa stai facendo?».
«Niente hyung, hai dormito bene?» cercò di cambiare argomento il minore, mentre continuava a fare quel movimento.
Yoongi afferrò con presa salda i fianchi di Jimin, che prima stava cingendo dolcemente, facendo terminare quei movimenti provocanti. Il minore si girò verso di lui, lo guardò negli occhi perdendosi in quelle oscure iridi e quel taglio dell'occhio pressoché perfetto.
«Perché mi guardi sempre così?» Yoongi lo osservava a sua volta, per leggergli dentro e per trovare ogni sfumatura delle sua persona.
«Perché hai un bel faccino» sul volto di Jimin vi era un sorriso divertito, anche quando Yoongi gli pizzicò la guancia paffuta.
Si coccolarono ancora per un po', quando la suoneria del telefono costrinse i due giovani a separarsi, il minore quindi si rigirò nel letto fino ad arrivare al proprio telefono che suonava.
« "Ehi Youra, come va?" » disse Jimin al telefono.
Yoongi capì che si trattava della migliore amica del ragazzo, colei che per Jimin era come una sorella.
« "Ma non ti preoccupare, non disturbi affatto. Certo che ti ospitiamo a cena" » continuarono a parlare del più e del meno, per poi termine la chiamata.
«Abbiamo Youra a cena stasera» lo informò e il più grande annuì, nella sua testa già pensava a cosa cucinare visto che voleva sempre fare buona figura con gli amici del fidanzato.
«Comunque, dove eravamo rimasti?» chiese Jimin con una punta maliziosa nel suo tono di voce.
«Cosa hai in mente Jimin?» chiese di rimando l'altro, sdraiandosi a pancia in su.
Il minore si avvicinò a lui, «voglio riprovarci Yoongi» disse facendo scorrere il suo sguardo sul corpo di lui «per favore».
Yoongi semplicemente annuì, osservò come il minore lentamente gli abbassò i pantaloni della tuta grigia insieme ai boxer blu, quel tanto che bastava per far uscire il proprio membro. Sempre lentamente il minore passò la sua mano su tutta la lunghezza dell'altro, per poi appoggiare le labbra carnose sul glande. Chiuse gli occhi, ma non per piacere, cercando di rilassarsi il più possibile e cercando di non immaginarmi qualcun altro al posto di Jimin. Il minore inglobò l'intero membro di Yoongi, facendo movimenti circolari con la lingua e succhiando.
Il maggiore ci proverò con tutto se stesso, ma alla fine nella sua mente l'immagine di Jimin sfocò fino a scomparire del tutto. Al suo posto una ragazza dai capelli lunghi fino alle spalle, con le forme al punto giusto. Il suo volto era oscurato, non era importante chi era, l'importante è che era una donna.
Il suo membro iniziò ad indurirsi dentro la bocca dell'altro, il minore alternava i movimenti della mano con quelli della bocca. Qualche minuto dopo il maggiore si riservò nella bocca di Jimin, che da bravo bimbo ingoiò tutto.
«Ce l'ho fatta?» chiese speranzoso il minore, anche se sapeva già la risposta vedendo gli occhi di lui.
Gli basta uno sguardo per capirlo, per leggerlo; adesso erano lucidi per il piacere appena avuto, ma vi era anche malinconia. Sapeva che tutto ciò non sarebbe bastato, ancora si chiedeva del perché continuava a provarci.
«Mi dispiace Jimin» disse il maggiore cingendogli le spalle «mi dispiace».
- - - Questa storia, è nata durante una notte insonne. La mia mente continuava a darle forma, non facendomi dormire. Spero che come primo capitolo vi piaccia. ^^
Edit: questa storia l'avevo già pubblicata mesi fa, adesso l'ho ripescata nella speranza di fare un lavoro migliore.