CAPITOLO CINQUE

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Sentii un gemito e poi il silenzio.
Una volta capito da dove provenisse la voce, ci andai subito.
Proveniva dallo sgabuzzino vicino al bagno di servizio.
"James, James, James" esclamai impaurita.

Trovai il mio migliore amico, seduto in terra con la schiena appoggiata al muro, e con la testa girata verso il senso opposto al mio.
Gli occhi erano chiusi, come se stesse dormendo, ma credo che dopo aver detto il mio nome, fosse svenuto, tramortito dai pugni e dai calci che aveva avuto nello stomaco.
Li si potevano benissimo notare per la maglietta bianca che si era sporcata di rosso.
Il naso, invece, era completamente rotto, da cui colava sangue.
Le braccia invece erano rivolte verso dietro, infatti non potetti non notare la corda che univa i due polsi che erano diventati ormai viola.
Chissà da quanto tempo si trovava il quello stato...

Non pensavo di trovare il mio migliore amico in quelle condizioni.
Pensavo che stesse solo giocando a farmi perdere la pazienza com'era solito fare...

Invece no.

Andai subito a prendere un coltello in cucina.
Ma cosa cazzo era successo?

Ritornai al punto di partenza.
Le mani mi tremavano, cercavo di fare il più piano possibile per non arrecare altri possibili danni. Non sapevo cosa fosse successo, come mai si era cacciato in questo guaio, e perché...

Mentre cercai di tagliare la corda che era molto doppia con un nodo stretto con molta forza, sentii delle voci.
Non erano le voci né del padre, poiché quella la conoscevo bene, a causa delle giornate trascorse a casa di James, né quella della madre, soave e dolce...

Erano voci di due uomini. Una più forte e quindi maggiormente più udibile e l'altra più rauca.

La prima cosa che pensai di fare fu quella di nascondermi.
Mi girai intorno, non riuscivo a vedere un possibile nascondiglio, fin quando non notai il bagno di servizio, che era fortunatamente vicino allo sgabuzzino, così potevo controllare il mio amico, e difronte al salotto, per vedere cosa stessero combinando quei due.

Erano appena scesi dal piano di sopra. Credevo fossero due semplici ladri che avevano conciato in quel modo il mio amico solo perché voleva difendersi.
Ma parlarono di tutto tranne che di gioielli o denaro.

"Sei riuscito a trovarlo?".
"No. Non credo l'abbiano loro, il capo si è sbagliato." Il capo? Ma in che cosa si è cacciato quel coglione di James?

"Il Cavaliere non ne sarà felice..." si lamentò quello con la voce più alta.
"Lo so... Perché eri così sicuro di trovarlo qui? Che cazzo!"
"Non ti starai facendo venire mica i sensi di colpa?" Disse tra una risata e l'altra l'uomo che aveva la voce bassa.
"Certo che no, ma per colpa del..."
"Non pronunciare il suo nome" lo interruppe il primo.

Ma di cosa stanno parlando? E cosa c'entra James con questi due?

Le domande che mi frullavano per la testa erano mille. Ma nessuna di questa aveva la risposta.

Riuscivo ad intravedere il corpo di James che stava iniziando a muoversi di nuovo...
Si era svegliato.

Cercai di farmi notare agitando le mani, però, con scarsi risultati.
Non potevo permettere di farmi scoprire, altrimenti sarei stata spacciata.

Quella situazione dava dentro di me una scossa di adrenalina. Mi sentivo bene nel pericolo.
Il non farmi scoprire faceva nascere in me iperattività, come se avessi vissuto queste situazioni sempre...

Mi stupii di me stessa, e dei pensieri poco sani di mente che feci.

James iniziò a gridare. Cercava aiuto, e il fatto che non potessi fare niente, creava in me dei sensi di colpa.

C'era qualcosa che mi spingeva a non chiamare la polizia, sentivo che se l'avessi chiamata, avrei messo in pericolo James, e avrebbe ricevuto altre botte da quei due sconosciuti.
Dovevo chiamare un'ambulanza però...

Li vidi; vidi in faccia i due uomini, che corsero per far zittire James, per paura che qualcuno nei paraggi potesse sentire.
Un panno bianco, del liquido sconosciuto e il mio amico ritornò a stare in silenzio come se niente fosse successo.

In quel momento però, l'adrenalina fece spazio alla paura.

Paura che potessero scoprirmi e farmi del male. Socchiusi la porta.

Cercai di prendere il telefono dalla tasca del giubbotto ma mi accorsi che si stavano avvicinando sempre più al mio nascondiglio.
"Hai sentito anche tu un rumore?" Chiese uno dei due.
"No Jack".

Il mio respiro si fece sempre più pesante, ed ebbi il timore che potessero davvero sentirmi questa volta.
Il tempo che rimasero vicino alla postazione in cui mi trovavo mi sembrò interminabile.
Mi ritrovai a restare ferma, mi accorsi che per un paio di secondi trattenni il respiro.

Accertatosi che James non urlasse più, i due si allontanarono ed io potetti ritornare a respirare regolarmente.

Si allontanarono anche dalla mia vista, per quanto riuscissi a vedere dalla serratura della porta.
Costatai che non avevano trovato ciò che stavano cercando.

"Dobbiamo andarcene..."
"Cerchiamo da qualche altra parte, deve essere per forza qui!"

Fecero un rumore assurdo, capii che avevano tolto i cuscini dal divano, avevano aperto ogni cassetto di ogni mobile nel grande salotto che adoravo così tanto...
In cucina sentii piatti e bicchieri spaccarsi al pavimento e pentole cadere.

Animali, erano semplicemente degli animali.

Puntai lo sguardo verso James, niente, non si svegliava. Forse la dose di quel liquido a me sconosciuto era aumentata, e quindi gli effetti sarebbero durati un altro po'...

Notai la porta di casa era aperta, così tentai di uscire senza far rumore.
Il mio intento era quello di fuggire ma proprio in quel momento sentii due spari e diverse imprecazioni provenire dalla cucina.
"Vuoi tenere giù quella cazzo di pistola? Ma cosa ti sei messo in testa? Non dobbiamo uccidere nessuno altrimenti il Cavaliere ci fa fuori..."

Non dobbiamo uccidere nessuno.

A quelle parole mi si gelò il sangue nelle vene e mi fermai sul posto.
Altri rumori si fecero spazio nel silenzio e tutto ciò che potetti fare fu girarmi e guardare James che, piano piano, riacquistava i sensi.

"James" dissi in un sospiro.
Il mio petto si alzava e abbassava pesantemente.

"Kimberly..."

N/A

Ciao! Speriamo che la storia vi stia piacendo!
Fateci sapere con qualche stellina...⭐️

P.S: Scusateci per eventuali errori...

Alla prossima! ❤️

Enne_tii

MARIGOLDDove le storie prendono vita. Scoprilo ora