Decido di chiudere le finestre per almeno tentare di nascondere il cielo grigio e malinconico che pre-annunciava che da li a poco sarebbe ricominciato l'incubo dell'80% dei ragazzi di San Orlando, ovvero, la ri-apertura della East high school.
Sarebbe stato il mio terzo anno e mamma e John non avevano fatto altro, insieme a tutta la squad degli amici di amici e prozii vari, di ricordarmi quanto fosse importante per la scelta del college costringendomi a scegliere almeno 2 attività extrascolastche che l'istituto proponeva.
Con Trixie non avevamo parlato d'altro: "Non importa il corso o l'attività, ma la gente che ci troverai" diceva sempre lei, ormai fin troppo contagiata dai pareri esterni.
A me poco importava, all'alba del terzo anno avevo già dato un'idea di me quindi era di poco conto a che corso andassi e il livello di popolarità che vi avrei trovato dentro.
Veronica Elizabeth Clark, per tutti Ronnie.
La ragazza dai lunghi capelli corvini, occhi blu come colui che dovrebbe essere a norma di genetica mio padre e una pigrizia tale da farmi presentare tutte le mattine priva di trucco.
Alta ma non troppo, magra ma non troppo. sono sempre stata la "via di mezzo" fisicamente parlando, ma mai caratterialmente.
Una cosa con me o scotta o gela, o mi ci metto con cuore e anima come si suol dire oppure rimango completamente indifferente funzionava così anche con le persone e tutti a scuola se n'erano accorti da tempo.
"Ronnie, a tavola!" la voce di mia madre interrompe bruscamente una delle mie molteplici riflessioni su me stessa; non che io sia estremamente egocentrica ma mi ritrovo spesso a pensare alla mia persona cercando di darmi una classificazione, appiopparmi qualche aggettivo ben difinito e posso dire con certezza che in 17 anni di vita mai ci sono riuscita, mi vedo troppo complessa perfino per me stessa e non sempre è un pregio.
Scendo di corsa facendo 4 o 5 gradini alla volta rischiando di cadere varie volte e raggiungo la cucina dove trovo mamma e John già pronti a farmi un discorso.
John è un uomo meraviglioso, nulla da dire. Sono contenta che mia madre lo abbia trovato e che si siano innamorati, le serviva proprio un principe azzurro dopo tutto quello che avevamo passato. Bello, ricco e famoso nel mondo dell'economia sembrava un angelo cascato dal cielo e infatti ci ha reso la vita quasi paradisiaca.
Dobbiamo a lui la villa in cui abitiamo al centro della città, dobbiamo a lui il mio promettente futuro tra i college migliori di San Orlando e, soprattutto, dobbiamo a lui il posto di lavoro di mamma nella libreria della signora Marilù.
Stranamente mia madre corre in cucina a prendere da mangiare senza accennare una parola, John si complimenta su quanto io sia fine ed educata da scendere le scale in quel modo.
Nessun discorso, me la sono scampata.
Dopo pranzo decido di contattare Trixie lasciandole un messaggio su whatsapp dove l'avviso che da lì a poco sarei piombata a casa sua per goderci gli ultimi momenti di relax insieme e per aiutarla con questo temibile outfit da primo giorno di scuola.
Corro in camera indosso le prime cose che capitano, mi lavo il viso, i denti e avviso mia madre che sarei uscita per poi avviarmi verso casa sua.
Beatrix è la mia migliore amica, insomma la classica sfigata che ti conosce dall'asilo e tutto il resto.
mi è stata molto accanto e viceversa, ha pianto quasi quanto me quando dopo l'accaduto con "papà" eravamo prossimi al trasferminento per poi fare i salti di gioia quando abbiamo scoperto che ci saremmo avvicinate di ben 800 metri a casa sua, quindi niente cambi drastici.
Una corsa con alle orecchie la mia amata playlist di spotify e in un batter d'occhio sono arrivata.
Alla porta trovo i gemelli che, dopo avermi aperto, mi saltano addosso e con fare scherzoso iniziano a far finta che io sia un albero e loro le scimmie. Adorabili o insopportabili? dipende dalle situazione.
Mi avvio verso la camera di Trixie e la ritrovo incantata davanti al pc, 21 Bottons le stava dando alla testa e la lavagnetta magnetica che le avevo regalato per il suo undicesimo compleanno era diventata una check list con i vari outfit e i prezzi corrispondenti.
Mi siedo sul letto e già intuisco cosa avremmo fatto per il resto del pomeriggi: SHOPPING A NON FINIRE.
Una cosa che ci ha sempre unite è come i nostri due caratteri si mischino alla perfezione
lei è sempre la reginetta delle feste, la più bella.
Io non so nemmeno mettermi il mascara.
Nonostante ciò rimane una ragazza con dei principi semplici e ben lontana da quelle reginette odiose delle serie tv, sa soltanto vestirsi e truccarsi poi per il resto è una sfigata come me.
Per lo più sua voglia di fare mille cose al giorno si mischia con la mia pigrizia che ci porta a farne solo la metà.
Insomma, V&B: coppia vincente.
Usciamo di casa una quarantina di minuti dopo e ci ritroviamo ad una velocità quasi indecente davanti a starbucks pronte a una chiacchierata davanti a due Vanilla Cream.
Lei inizia a parlarmi della sua estate per poi passare all'argomento centrale.
"Ho notato che quest'anno avremo in comune molti corsi con Sam e i ragazzi, lui l'ho conosciuto quest'estate, non è male, quest'anno dovremmo davvero provare a farci amicizia!!"
Io che socializzo con un gruppo di ragazzi usciti da Baywatch con corrispondenti Barbie al loro fianco? A I U T O.
"Non lo so, mi mettono soggezione e in più penso che i loro risolini ad ogni nostro passaggio in corridoio non fossero proprio casuali, Insomma farci amicizia mi spaventa un po'"
Avevo sempre più paura.
"Veronica non cominciare con le tue manie di persecuzione, non penso sia così! io ci ho fatto amicizia con Sam è un brava persona e ci eravamo promesse che quest'anno sarebbe stato diverso!!"
"Non saprei Beatrix"
In realtà l'unica cosa che sapevo era che in parte la mia amica aveva ragione, sarei dovuta uscire dal guscio e smetterla di farmi "spaventare" da dei miei stupidi coetanei.
Bevo l'ultimo sorso del mio Vanilla Cream e concludo la frase:
"Magari si potrebbe provare, ci sto"
Mi pento quasi immediatamente di quello che ho appena detto.
"Poi magari è la volta buona che ti trovi un fidanzato!".
Le lancio la cannuccia e entrambe scoppiamo a ridere ricordandoci di quando, a causa di una battaglia di palline di carta, siamo riuscite a farci cacciare dal locale qualche settimana prima.
Dopodiché usciamo e nessuna delle due tocca nuovamente l'argomento per tutto l'intero pomeriggio.
Quest'anno sarebbe stato diverso.
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THIS IS NOT A LOVE STORY
RomancePuò davvero il passato farti credere che nessuno sarebbe disposto a restare per te? Il passato ti cambia per sempre o ti rende solo più vulnerabile? E l'amore può, invece, curare ogni tua ferita? I nostri protagonisti probabilmente faranno fatica a...
