Questione di cliché

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Ho sempre avuto l'impressione che la mia vita fosse tutta un cliché.

Avete presente le situazioni da romanzetti rosa? Quelle dove la protagonista è una sfigata cronica, ha un passato burrascoso alle spalle, è un'autolesionista - non nel mio caso, per fortuna - e abita di fianco alla sua cotta secolare?

Se la risposta è , allora potete anche chiudere la pagina. O forse no, a voi la scelta.

Dipende da quanto i romanzetti rosa vi annoiano o da quanto il finale sia scontato. Anche se vi consiglierei di non dare tutto per scontato, quello non lo si fa nemmeno quando la mamma vi ordina di comprare la carne macinata dal macellaio e voi ordinate la tipologia sbagliata di carne, perché vi dimenticate di specificare che volete bovino e non suino. Succede. A me è capitato e non potete nemmeno immaginare la sfuriata della nonna la sera stessa.

Comunque, dicevo.

Se invece la vostra risposta è no, potrei anche decidere di raccontarvela sotto chiave umoristica, spero. Almeno, secondo la mia migliore amica - e lei sì che è bella e intelligente più di quanto mai io potrei essere - la mia vita è uno spasso tanto quanto lo è la mia espressione quando lo vedo levarsi la maglia sudata dalla finestra della mia camera.

Anche questo pare che sia l'ennesimo cliché. E lo è, stando alle statistiche dei film di quarta categoria che Hollywood, la Disney e chiunque si reputi un ottimo regista ci rifila ogni anno. Oppure potreste prendere d'esempio il video di Taylor Swift, "You belong with me", che tratta benissimo le tipiche scene da romanzi rosa: finestre comunicanti della futura coppia, anche se nel video non si odiano, la cheerleader senza cuore che sta con lui, e lui che, bello come il sole, è il quarterback della squadra.

I libri comunque restano l'esempio più lampante che me medesima, la protagonista ovviamente, possa offrire al pubblico.

Cioè voi.

Di me come persona non è che ci sia molto da dire di interessante.

Abito nella periferia di Coppertown¹, al numero 7 di River Street, contea del Marin, California, Stati Uniti D'America.
E come avrete ben capito, sempre per restare in tema di cliché, vengo dalla California. Non da Los Angeles o San Francisco, però, ma da Coppertown.

È una cittadina circondata da vigneti e campi di fieno, dislocata nell'entroterra della California per intenderci e abitata, all'incirca, da seimila anime distribuite tra vecchi e bambini. Almeno per il sessanta percento. Un'altra fetta buona per le coppie sposate - altrimenti tutti sti bambini chi li sfagiolerebbe mai? - e poi un esiguo dieci percento circa per gli ormoni ambulanti: gli adolescenti.

Coppertown in parole povere? Un buco. Chiamatela Sperdutolandia, Vignetolandia - perché no, non ha nulla a che fare con il rame² questo paese - o come vi pare, ma sempre buco resta. Specie per chi sogna in grande.

Non è molto emozionante in effetti, un po' come non dovrebbe esserlo la mia routine quotidiana, parlo al condizionale perché secondo Nina - la mia migliore amica, sempre lei - la mia vita non potrebbe essere che divertente.

Oh.

L'ho già detto, vero?

La memoria a breve termine non è il mio forte. Proprio no. Altro motivo per cui mi reputo una persona sfortunata. E so benissimo che la fortuna non esiste, ma voglio pensare - sperare - che, non baciando tutti allo stesso modo, io semplicemente sia una di quelle persone che prima o poi riceverà la sua dose di Felix Felicis.

Più tardi che prima.









× ANGOLO DISAGIO + disclaimerz vari ×

¹ Cittadina inventata per i fini della storia ( se poi ne esiste davvero una in California, chiedo venia in anticipo per il disagio. )
² Coppertown, letteralmente, dall'inglese dovrebbe significare città di rame

L'immagine di copertina è opera delle mie scarse capacità grafiche con photoshop, mentre l'originale dovrei averla rubacchiata da Pinterest. Penso.
( fine disclaimer )

Questa storia vorrebbe raggiungere livelli demenziali acuti, si spera, e l'autrice sa già che non è per niente un'opera del livello di George Martin o Agata Christie. Ergo la sto scrivendo perché vorrei tentare di buttare giù qualcosa che faccia ridere e basta e che sia piena zeppa dei classici stereotipi da fanfiction.
Dopo averne lette a centinaia un po' ovunque dovrei aver imparato almeno le basi!

Spero.

Come spero di aggiornare presto il prossimo capitolo, e magari di introdurre il resto dei personaggi.
Love ❤️

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⏰ Last updated: Oct 18, 2019 ⏰

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