Elsie's point of view.
Ore 3:50 del mattino.
Mi trovavo davanti la stazione di polizia di West Hollywood, con più di cinquecento dollari dentro la borsetta presi di nascosto dalla cassaforte di mio padre.
Il mio migliore amico mi aveva chiamato sbronzo nel cuore della notte pregandomi di venire il prima possibile alla stazione di polizia per pagargli la cauzione e farlo uscire da quella cella prima che i suoi genitori lo scoprissero. Tipico suo, combinare cazzate e poi telefonarmi per chiedermi aiuto. Anzi, più che altro tipico nostro, avevamo questo fottuto hobby di metterci nei pasticci e poi pararci il culo a vicenda. Era anche questo ciò che adoravo della nostra amicizia, avevamo una complicità che faceva invidia a tutti. Dopo tutto,è questo ciò che succede quando con una persona sei inseparabile sin dai tempi dell'asilo.
Gettai il mozzicone di sigaretta sull'asfalto e dopo averlo pestato aprì la porta del commissariato. Appena entrata degli agenti mi squadrarono dalla testa ai piedi, sorrisi cordialmente e mi avvicinai al poliziotto grasso seduto dietro una scrivania.
"Come posso esserle utile?" mi chiese serio.
"Sono qui per pagare la cauzione di Justin Bieber.." dissi decisa mentre tiravo fuori i soldi dalla borsa.
"Con calma signorina, deve prima mostrarmi la sua carta d'identità e firmare dei documenti.." parlò gettandomi un'occhiata severa.
Annuii in silenzio e gli consegnai la carta d'identità sedendomi su una sedia posta difronte la sua disordinata scrivania. Il poliziotto grasso esaminò il documento attentamente poi scrisse alcune cose sopra un foglio appena stampato.
"Signorina Elsie Dunn lei è un'amica del signor Bieber?" mi chiese senza alzare lo sguardo dal foglio.
"Sì purtroppo.." dissi ironica.
"Bene,inizi a mettere delle firme in tutti i punti segnati con l'asterisco io vado a prelevare il suo amico.." mi informò mentre si alzava dalla sedia.
Sbuffai annoiata a causa dei venticinque fogli da firmare ,l'avrei preso a calci in culo una volta che si fosse presentato davanti a me. Era già la seconda volta che mi svegliava nel cuore della notte chiedendomi di tirarlo fuori da una fottuta cella, la seconda volta che mi aveva costretto a prendere dei soldi di nascosto da mio padre. Fortunatamente Justin, come me, non aveva problemi economici quindi quelle banconote me le avrebbe tornate molto presto come aveva fatto la scorsa volta.
Passarono circa cinque minuti e mi si presentò davanti sostenuto da un braccio dall'agente. A quella scena non riuscii a controllare una risata, aveva la camicia strappata, il labbro spaccato e i capelli scompigliati. Mi guardò con un'espressione divertita, era evidente che era ancora mezzo sbronzo ed io scossi la testa, facendomi scappare un'altra risata.
"Le sembra una situazione divertente signorina?" mi domandò con voce severa il poliziotto.
"No,ha ragione mi scusi.." dissi tossendo per nascondere l'imbarazzo.
"Ha firmato i punti che le avevo indicato?" mi chiese ed io annuì. "Bene,adesso può consegnarmi i soldi per la cauzione.." mi informò e io feci come mi aveva detto.
"Possiamo andare?" chiesi alzandomi dalla sedia.
"Beh se non volete passare la notte a farci compagnia.." rispose il grasso.
"Lo prendo come un sì!" esclamai afferrando il mio migliore amico per il braccio. "Buonanotte!" continuai.
"A voi! E lei mi raccomando cerchi di non mettersi di nuovo in casini come quelli o si macchierà seriamente la fedina penale!" parlò rivolgendosi a Justin.
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The Twins.
Fanfiction"The twins" è proprio così che i coetanei della nostra città usavano chiamarci. Inseparabili sin dall'asilo, stesso colore di capelli, stessa carnagione chiara, stessi occhi nocciola. In molti quando ci vedevano insieme ci scambiavano per fratelli...
