Michael era appena sceso dall'autobus che lo aveva portato a Eastsound il più grande agglomerato di case dell'Orcas Island che a sua volta era l'isola più grande dell'arcipelago di San Juan, nello stato di Washington. Disgraziatamente per lui, durante l'inverno non era accessibile il traghetto che lo portasse fino a Eastsound ed era rimasto quasi due ore ad aspettare l'autobus che lo portasse fin lì. E per circa venti minuti ebbe il serio dubbio di non aver preso un autobus ma uno di quei camion frigoriferi per il trasporto di merce deperibile.
L'autobus lo aveva lasciato neanche troppo vicino a casa ma decise di scendere lo stesso per riscaldarsi un po' e anche perché l'autobus avrebbe fatto un percorso che lo avrebbe portato ancora più lontano.
Abituato com'era al clima più gentile di Nuova Roma, il clima di quella parte di Washington, così freddo e pungente sembrava penetrargli fin dentro le ossa per insidiarsi in lui e fallo diventare una parte di sé.
La cittadina ci era riuscita. Michael poteva continuare a camminare ad occhi chiusi e i suoi piedi lo avrebbero portato dove desiderava, avrebbe saputo come camminare per non scivolare sul ghiaccio che ricopriva le strade.
Quando giunse a casa sua sentì l'esitazione che lo reclamava come il freddo. Bussò ugualmente poiché il sole era già tramontato e si era alzato un vento che portava la scia salmastra dell'oceano.
Ad aprirgli fu una donna dai capelli color platino e che lo guardava con il solito, freddo astio color azzurro ghiaccio. << Ah, eccoti! >> mormorò aspramente socchiudendogli la porta come se non volesse farlo entrare. Di sicuro ne era capace così Michael frappose il piede tra la porta e lo stipite per poi infilarsi dentro con una mossa agile. La donna non aveva scelta che aprire così che Michael potesse far entrare il suo bagaglio. Aveva portato poche cose, sapeva che sarebbe rimasto per non più di tre giorni. Forse sarebbe partito prima.
<< Ciao Ester, >> la salutò con il tono freddo come il clima di quel giorno. << Come sta papà? >>.
Il padre di Michael soffriva dal ritorno dalla guerra di disturbo post-traumatico da stress che gli portava ad avere allucinazione, forte irritabilità e molta ansia che gli impedivano di vivere appieno la vita familiare o di intraprendere relazioni sociali con altre persone, o almeno a detta di suo padre che si era fatto persuadere da queste convinzioni.
<< A quindi te lo ricordi che hai un padre? Ti serve il tetto sotto cui stare, non è così? >> le rispose malevola l'altra e Michael decise di ignorarla e di andare a vedere lui stesso il padre.
Si trovava in cucina, alzato a guardare fuori dalla finestra. I nonni di Michael non potevano immaginare che il fagottino che era stato suo padre avrebbe avuto una tale somiglianza con il David di Michelangelo, di cui portava il nome. Il fatto di somigliare a famose opere d'arte doveva essere un tratto di famiglia perché Lucas gli diceva sempre che somigliava all'Apollo del Belvedere. Lui gli chiedeva sempre se non trovasse inquietante il fatto che somigliasse al padre divino di lui. C'era rimasto molto male perché se ti dicono che somigli al proprio padre non hai molte chance di conquista. O forse gli stava insultando l'arnese tra le gambe, dato che è tremendamente piccolo quello scolpito dagli artisti greci, ma non era nello stile di Lucas. E poi Lucas non lo aveva mai visto come mamma l'aveva fatto.
David Knight sembrò girarsi appena e con la coda dell'occhio lo riconobbe. Michael si congelò all'istante. Era sempre meglio annunciarsi invece di apparire nel suo campo visivo come se fossi un Lario perché poteva avere reazioni aggressive.
<< Figlio mio, Michael >> attraversò la stanza e lo abbracciò a lungo. Michael gli portò le mani alle spalle e lo strinse seppur non troppo forte.
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So this is Christmas, let's stop all the fights
Short StoryE' una sorta di speciale natalizio della mia altra storia "In the land of Gods and Monsters, I was ..." in cui approfondirò alcuni aspetti della vita dei semidei che ho creato. Verranno trattate tematiche varie ma si ricollegheranno tutti a quelli d...
