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"Ash.. Sc.. "Lo blocco con una risatina amara

"No tranquillo.. Capisco eri distratto"dico forzando un sorriso.

Raccolgo il bicchiere vuoto da terra e lo butto.

"Andiamocene"dice la ragazza mentre io prendo dei fazzoletti per pulire quella pozza a terra.

"Tranquilli ora me ne vado"dico in sussurro

Raccolgo i fazzoletti e li butto nel cestino
Mi tolgo la giacca sporca e guardo Cameron seduto su uno dei divanetti, con attaccata al collo quella ragazza.

Ha gli occhi chiusi come se si stesse trattenendo.

Li apre di scatto e guarda i miei.

Lo stomaco si rimpe di tutti gli animali possibili sulla terra mentre le mani mi brudono.

Forzo un sorriso e vado verso le scale.

Ashley l'hai superata ormai non lo ami piu.

Salgo le scale e quando arrivo al mio piano noto che ce un ascensore, non lo avevo notato prima.

Ma non ci do peso.

Vado verso di esso e ci entro.
Schiaccio l'ultimo piano e mi ritrovo davanti uno spettacolo magnifico.

Tutta New York con le luci accese, le stelle e la luna.

Ma come sempre il freddo non manca.
Metto la giacca anche ancora piena di camomilla ma almeno mi tiene caldo.

Vado verso il bordo e guardo l'orizzonte.

Forse dovrei smetterla di essere cosi paranoica.
Dovrei provare davvero a far entrare nel mio cuore Jon.

Mi ama.
Me l'ha detto piu di una volta..

Ma io amo lui?

"Spero di non averla rovinata troppo"dice la voce sensuale di Cameron alle mie spalle.

"Mm no tranquillo,sono solo 200$ buttati al vento"dico e lui ridacchia e si appoggia al bordo, piegandosi leggermente a novanta.

"Ma che bella posizione. "Dico ridendo
"Beh"dice passandosi una mano trai capelli

"Sei meglio tu"dice e mi accorgo ora che l'ho imitato

Ridacchio e sospiro

Rimetto lo sguardo sul paronama e intando sento dei movimenti strani.

Lo guardo e vedo che si è seduto sul bordo con le gambe che penzolano nel vuoto, per poi buttarsi di sotto.

Tiro un piccolo urlo e subito guardo sotto.

"Oh mio dio"dico toccandomi il petto.

"Allora vieni?"dice ridendo tenendosi in equilibro sul tabellone pubblicitario,che è di qualche mentro piu sotto.

"Ma se cado?"domando preoccupata
"Nanetta mi ricordavo che eri piu coraggiosa"dice lui con un ghigno.

Sospiro e mi metto seduta, per poi buttarmi di sotto.
Tiro un piccolo urlo ma poi tocco la superfice fredda del tabellone, facendolo tremare.

"Visto?"dice lui sedendosi per amminare quel paranoma bellissimo.

Lo seguo e un silenzio cala fra noi due.
È come se fossimo tornati a tre anni fa.
Il panorama, il silenzio per niente imparazzante e le nostre mani che si sfiorano.

Io non voglio tornare indietro.

"Dovremmo smetterla di aggredirci cosi, non pensi?"domanda lui tutto un tratto.

Un Disastro PerfettoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora