La notizia

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La cena a casa di Jason è andata benissimo! Mi sento a mio agio con la sua famiglia. Sua mamma è una donna energica, divertente e incredibilmente dolce, mentre la piccola Jenny è semplicemente adorabile. È come ho sempre sognato una sorellina: affettuosa, esuberante e sincera. Anche per oggi la scuola è finita e sono al centro commerciale prima di andare a casa di Jason per fare da baby-sitter. Nel cuore della notte Rocky ha fatto cadere il mio cellulare sul pavimento e si è rotto lo schermo. Poi, per completare l'opera Zeus l'ha portato in giardino e lo ha seppellito. Risultato? Sono senza cellulare per l'ennesima volta! Mia nonna si è messa a ridere non appena le ho raccontato l'accaduto e si è complimentata coi cani per l'ottimo lavoro, dicendo che noi giovani siamo dipendenti da quegli affari! Ma se la prima a non riuscire a farne a meno è proprio lei!
Il nostro legame con la tecnologia è paragonabile a quello che c'è tra un neonato ed il seno materno. È vitale come respirare.
Non è un bene, lo so, ma provate ad immaginare il mondo senza i cellulari, i computer? L'uomo è diventato talmente pigro da non poter addestrare un piccione per portare i messaggi. Magari questo è un po' estremo.
Nessuno scrive più le lettere a mano... dipendiamo dalla tecnologia completamente.
E la cosa che mi fa ridere di più è che facciamo affidamento sul T9 che ormai è automatico nei cellulari anche se la maggior parte delle volte è proprio il T9 a sbagliare le parole!
Il mio cellulare lo faceva sempre prima di essere annientato dai miei cani!
Adesso mi tocca ricomprare il cellulare! Però almeno ne posso approfittare per comprare qualcosa a Jenny. Io adoro quella bambina!

Il centro commerciale è affollato come sempre, ma fortunatamente tropo un ragazzo abbastanza carino che mi presta attenzione. Pago il mio cellulare e sto per andare via quando vedo un cellulare bellissimo, rosa chiaro. È l'ultimo modello della linea Samsung Galaxy. Decido di comprarlo, ma prima di darlo a Jenny devo chiedere a sua madre se per lei non è un problema.
Mi fermo in un negozio di borse e scarpe e acquisto una borsa bianca di non so quale marca. So solo che è bellissima!
L'ultima fermata è in pasticceria: sono molto golosa perciò faccio incartare alcuni dolci da portare anche a Jenny per merenda.

Busso al citofono per farmi aprire il portone e in pochi minuti raggiungo la porta, che viene spalancata da Joanna che mi stringe in un veloce abbraccio. Deve andare a lavoro e stava aspettando solo me.

- Joanna prima che vai... Ho preso un cellulare a Jenny in modo tale che se dovesse allontanarsi un'altra volta può chiamare te, tuo marito o Jason. Spero che per te non sia un problema. - Dico tutto d'un fiato. Non voglio farla arrabbiare o farle pensare che voglio comprare l'affetto della figlia con regali.

- Oddio! Ecco cosa dovevo fare! Aveva un cellulare, ma per sbaglio l'ho messo in lavatrice insieme ai suoi pantaloni. Non è un problema tesoro. Sei davvero una brava ragazza, sono felice che entrambi i miei figli ti abbiano incontrata. Ci vediamo stasera alle otto. - Dice, dandomi poi un bacio sulla fronte, proprio come faceva la mia mamma.
Esce velocemente di casa e io raggiungo Jenny in cucina. Sta finendo di fare i compiti ed è molto concentrata, tanto che quasi non si accorge della mia presenza. Comincio a guardarmi intorno alla ricerca del necessario per preparare due tazze di cioccolata calda. Sentendo il rumore del cassetto si gira e mi vede. Subito si lanci verso di me e mi abbraccia forte.

- Ciao piccoletta. Finisci i compiti e poi ti do un regalino.

- Regalo? Lo posso avere ora? - Fa gli occhi dolci, ma io scuoto la testa.

- Prima il dovere.

- Uffa, va bene. - Brontola, tornando a fare i suoi esercizi di matematica. Mi siedo vicino a lei e ne approfitto per fare qualche esercizio di chimica per l'indomani.
Circa venti minuti dopo abbiamo entrambe finito così posso darle il mio regalo. Alla vista del cellulare i suoi occhi si illuminano e mi riempie la guancia di baci.

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