19:: i'll make love to you

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Mi aggiustai lo chignon che mi fece distrattamente mia madre quella sera. Con le mie mani allisciai il mio vestito nero a tubino, troppo corto per i miei gusti. Però lui aveva detto che mi sarei dovuta preparare per quel giorno importante per me e che mi sarebbe venuto a prendere per portarmi a casa sua, dove c'era una sorpresa che mi aspettava.

Mi spruzzai il profumo e respirai profondamente prima di muovere qualche passo con quei trampoli che avevo ai miei piedi; già sapevo che quando sarei arrivata a casa sua me li sarei tolti. Il giacchettino era appoggiato sulle mie spalle in caso qualche vento primaverile soffiasse quella sera tranquilla, la sera del mio compleanno.

I miei diciassette anni passavano inosservati sul mio viso ancora da bambina troppo eccitata dall'idea dell'amore che provavo per quel ragazzo misterioso. Nei mesi precedenti tutto era andato liscio e mi sentivo così innamorata che nulla mi avrebbe distolto dal sentimento così forte che provavo.

Il clacson risuonò fuori casa mia e dopo aver salutato mia madre, mi accigliai ad uscire dalla porta, dove mi stava aspettando con un sorriso smagliante. Gli caddi addosso con l'intento di rimanere in equilibrio per abbracciarlo.

«Giuro, questi affari non li metterò mai più» mi lamentai, sbuffando mentre sentivo di sottofondo la sua risata cristallina.

«Cosa te li sei messa a fare se non sai portarli?» domandò mentre mi teneva per il braccio scendendo quei quattro gradini.

«Mi hai detto di prepararmi al meglio!» esclamai. «E questo vestito di Taylor non si abbina senza tacchi, secondo lei»

«Mi sento compiaciuto sapendo che ti sei vestita così per me» rise.

«Non posso dire lo stesso» lo squadrai, fissando quei jeans neri strappati e la sua felpa preferita.

«Ti prego, le camicie non sono roba per me» sbottò, aprendomi la portella.

Il viaggio in macchina fu silenzioso, accompagnato dalle musiche che passavano per la radio locale. La mia mano finii sul suo ginocchio, premendolo con poca forza. Un sorrisetto divertito apparse sul viso di Calum che svoltò per andare a casa sua e slacciarsi la cintura. Ritrassi subito la mano, uscendo dalla macchina precedentemente aperta dal mio ragazzo.

I tacchi volarono sul divano appena misi piede nella sua casa vuota, togliendomi il giacchettino bianco e poggiandolo sull'appendiabiti. Calum mi abbracciò da dietro, baciando il mio collo scoperto e riempito da mille brividi e segni violacei che si susseguirono. Mi girai, guardandolo nei suoi occhi marroni e mettendo le mie braccia intorno al suo collo.

«Che sorpresa avevi per me?» chiesi curiosa. Per tutta risposta mi portò nella sua stanza, adornata da petali sul pavimento e candele profumate alla vaniglia accese sulla scrivania. Le lenzuola rosse erano stese sul letto insieme ai cuscini dello stesso colore. Mi sorpresi guardando tutto quello, per poi impaurirmi. L'avrei fatto per la prima volta e non mi sentivo del tutto sicura, il mio respiro accelerò sentendo come la cerniera del vestito veniva abbassata dalle sue dita lunghe e delicate.

«Rilassati amore mio, ti farò l'amore nel modo in cui vorrai. Èla tua notte e la renderò la più magica del mondo. Realizzerò il tuo desiderio di sentirti amata sopra tutto.» proferì vicino al mio orecchio vedendomi tesa, le sua mani mi stringevano le spalle fino a cadere vicino alle mie mani, unendole e facendomi girare. Mi diede un bacio sulla fronte, armeggiando con i ferrettini e i vari elastici che opprimevano i miei capelli, slegandoli. «Sei più bella con i capelli slegati e scompigliati»

A quel punto trovai il coraggio di baciarlo e stringerlo a me, non dovevo avere paura di ciò che poteva succedere perché sapevo che lui si sarebbe preso cura di me. Mi fece stendere sul nostro letto dopo avermi tolto quel vestito così stretto. Mi baciò le guance per poi andare a tracciare un percorso lungo e insopportabile sotto il mio collo con quei piccoli baci. I miei gemiti inondarono la stanza e sentivo il bisogno di sentirlo completamente mio. Le mie mani strinsero il tessuto della sua felpa per poi toglierla e gettarla sul pavimento. Dopo varie risatine per colpa del gancetto del mio reggiseno, riuscì a togliermelo; fiondandosi sui miei seni scoperti per riempirli di segni violacei e brividi causati dal suo respiro troppo caldo per il mio corpo così infreddolito dal terrore.
Si sbottonò i jeans, facendoli cadere sulle sue caviglie e gettandoli per terra insieme ai suoi boxer. Era completamente nudo su di me e sentivo come la timidezza saliva e la vergogna di non essere abbastanza mi tormentava.

Si accorse della mia titubanza e mormorò «È la tua notte, Sky. Non rovinarla per delle paure infondate, faremo tutto con calma, c'è tutta la notte che possiamo utilizzare a nostro favore»

Annuendo con un groppo in gola, abbassai i miei slip. Calum mi baciò facendo passare quell'imbarazzo così fitto in quell'atmosfera troppo bella per non godersela. Quindi decisi di darmi a lui, non avevo altro da perdere.

Le lacrime che susseguirono poco dopo per il dolore che sentii, presto vennero asciugate dai pollici del ragazzo che cercava di mettermi a mio agio. Le mie unghia tracciavano delle linee per tutta la schiena di Calum, mentre sospiri uscivano dalle nostre bocche a vicenda. Le mie gambe stringevano il suo bacino per sentirlo ancora più vicino al mio corpo. I nostri respiri divennero una cosa sola, insieme ai nostri cuori martellanti che battevano allo stesso ritmo e ai nostri corpi frementi uniti.

Non mi vergognai quando pronunciai il suo nome quando sentii di essere arrivata al settimo cielo, sfiorando le sue labbra bagnate. Si spostò dal mio corpo sudato per poi abbracciarlo, cercando di scacciare il dolore lieve che lo stordiva.

«Grazie per aver esaudito il mio desiderio»




Io solamente piango.

Sono riuscita a pubblicare nonostante la mia tristezza per aver perso una persona cara, non voglio venir meno alle mie responsabilità.

Questo capitolo lo dedico a Maria perché lei è stata una delle prime a leggerlo e perché mi supporta sempre in ciò che faccio c:


Sehnsucht »calum.☀Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora