Madelaine.
Elena era una strega, una persona orribile e non potevo far niente per impedirle di distruggermi. Lentamente stavo guardando la mia vita crollare per mano sua e, nonostante cercassi di contrastare i suoi piani, lei era sempre un passo davanti a me. Anche se avrei voluto distruggerla, non ci sarei mai riuscita o almeno non in queste condizioni. E mentre pensavo a quella stronza, sentivo le lacrime colare dai miei occhi, ascoltando ciò che mi diceva Harry.
Mi sentivo male, presa in giro per tutto questo tempo. Ora riuscivo a capire le parole di Colton e mi sentivo una merda schifosa per il semplice fatto di esser andata a letto con lui. Sapevo di non provare nulla per lui, ma non avrei mai dovuto farlo, era ingiusto e sbagliato. Ripensai alle parole di mio padre e collegai tutte le sue parole, sul fatto di voler essere ancora una volta una famiglia, e sentii soltanto la nausea. Non avrei mai immaginato di scoprire tutto in questo modo, avrei sperato che mio padre me ne parlasse.
Rimasi immersa in quell'abbraccio, desiderando soltanto che lui rimanesse per sempre con me. Avrei preferito perdere una gamba o un braccio, ma non sarei mai riuscita a sopravvivere senza di lui. Sapevo che tutti conoscevano il nostro amore, si sentiva da lontano l'elettricità che i nostri corpi emanavano, come due pezzi di puzzle separati ma che uniti avrebbero potuto rompere qualsiasi cosa. Io ero il veleno, lui il mio antidoto, la mia soluzione ad ogni dolore. Non volevo la ricchezza, ne gioielli, mi bastava lui per essere completa al cento per cento.
«Andrà tutto bene amore, te lo prometto. Parla con me Madelaine, non distruggere te stessa, non parlandone con nessuno. Io sono qui e ci sarò nonostante tutto. Io ti amo così tanto.»
«Io non sono pronta a tutto questo, non riuscirei mai a vedere la donna che sposerà mio padre come la mia matrigna. Io voglio solo la mia mamma, però so che lei vorrebbe che entrambi fossimo felici, ma come posso dirle che non potrò mai essere completa senza di lei, che senza di lei non saremo mai una famiglia ma soltanto delle anime sperdute e sole? Non saprei come accettare tutto questo.»
«Devi pensare che nonostante tutto lui rimarrà sempre tuo padre e per quanto io tenti di occupare il suo posto, non potrò mai farlo, semplicemente perché io non posso diventare la tua nuova figura parte e volerti accanto come mia fidanzata. E sai che non potrei mai guardare in faccia l'uomo che ti ha ridotto in questo stato, potrei solo sputare addosso su ciò che ti ha fatto e odiarlo così tanto per le cicatrici sul tuo corpo. Devi parlarne con lui tesoro, pensaci su quello che ti sto dicendo. Lui sarà l'unico che ti potrà dare tutte le risposte che desideri. Sarò con te amore mio, sempre, ma parlaci.»
Le mie lacrime bagnavano la sua camicia e tutto ciò che sentì furono le sue labbra sulla mia fronte, il rumore del vento che colpiva gli alberi, e nulla. Harry sapeva che prima o poi tutto ciò sarebbe dovuto accadere, che un giorno mio padre sarebbe tornato per scusarsi, e forse lui sapeva che non appena tutti i problemi con la mia famiglia si sarebbero risolti, sarei tornata da loro e avrei lasciato che lui proseguisse la sua vita con Elena. E mi sentii male, solo al pensiero che non sarei stata più sua, che di noi sarebbe rimasto soltanto il ricordo.
«Non me la sento di tornare in salotto, scusati con tutti quanti da parte mia. Voglio andare nella mia stanza, mi dispiace.»
Harry annuì lentamente, depositando un ultimo bacio sulle mie labbra. Mi aiutò ad alzarmi e mi afferrò la mano, camminando verso casa. Sapevo che stava pensando, lo vedevo dai suoi occhi duri e dalla sua espressione. E non gli avrei mai dato la colpa di tutto questo, poiché lui non aveva fatto nulla, e prima di entrare, lo attirai, unendo le nostre labbra in un bacio, infilando la lingua nella sua bocca. Ci staccammo abbastanza velocemente, tanto da farci notare anche da Anne, che sorrise dolcemente. Harry la salutò, indicandole poi di andare via dalla finestra, baciandomi un'ultima volta quando seppure con una smorfia Anne sparì.
Prima di entrare in casa sentii un «Pensa a quello che ti ho detto.» e poi mi sorrise, stringendomi un'ultima volta tra le sue braccia. E quando arrivò il tempo di staccarci, entrai in casa, evitando Colton, salendo velocemente le scale, chiudendo la porta della mia stanza a chiave.
Avrei dovuto chiamare mio padre e seguire il consiglio di Harry o restare in silenzio e pensare a tutta quest'assurda storia? Afferrai il pezzo di carta con su scritto dei numeri e guardai il cellulare, immergente poi la testa tra le coperte. Non ero sicura di cosa voler fare e anzi più ci pensavo, più sentivo la testa scoppiare. E decisi di non chiamare per il momento, decidendo di non accettare tutto questo. Cinque anni dalla morte della mia mamma e io non credevo di poter guardare la nuova fidanzata di papà e non sputarle addosso. Sapevo di star sbagliando e in cuor mio sapevo di far la cosa sbagliata, ma il mio orgoglio precedeva sempre su tutti i miei sentimenti e per quanto sapessi che esso mi avrebbe rovinata, non riuscivo a farne a meno. In quel momento pensai al cartone di LSD, alla possibilità di vedere un'ultima volta Annie e alla voglia di staccare la mente, appigliandomi al solo modo per spegnere le emozioni. E in quel momento non pensai agli occhi delusi di Harry se lo avesse scoperto, e infilai il cartone sulla lingua, aspettando che cominciasse a dare i primi effetti. Per precauzione rimossi la chiave dalla porta, sapendo che Harry si sarebbe preoccupato se avesse visto la porta chiusa a chiave.
Scusami Harry, scusa per ogni mio errore, mi dispiace.
Perdonami.
DU LIEST GERADE
Madhouse. [h.s.]
Fanfiction«Ti porteranno via da me, lo so. E devo allontanarmi; non voglio rimanerne scottata.» Le accarezzò i capelli con una mano, alzandole il viso, tagliando la distanza tra le loro labbra, incrociando le loro mani e legando le loro anime. «Nessuno ti po...
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