Disclaimer
Questa è un'opera di fantasia. Personaggi, eventi e ambientazioni sono frutto dell'immaginazione dell'autrice.
Contenuti: storia destinata a un pubblico adulto.
Perché ciò che una persona mostra al mondo non è sempre ciò che è davvero.
Buona lettura :)
Capitolo 1: La Maison Noir.
Il quartiere di Cheongdam non dormiva mai davvero.
Le vetrine delle boutique riflettevano le luci della città e le auto di lusso scorrevano lente lungo la strada, fermandosi davanti a un edificio dall'eleganza discreta. Nessuna insegna luminosa o invito sfacciato. Soltanto una targa in ottone incastonata nel marmo scuro.
Maison Noir.
Era un locale riservato ad una clientela selezionata, dove il prezzo di una bottiglia di champagne poteva superare lo stipendio mensile di molte persone e gli spettacoli trasformavano la danza in arte.
Quella sera, però, l'arte era stata interrotta.
"E non farti più rivedere! Maiale."
Yoongi scaraventò quell'uomo sul marciapiede senza tanti complimenti mentre i due colleghi osservavano la scena a pochi passi.
L'uomo provò a ribattere qualcosa, ma bastò un passo in avanti di Namjoon perché il coraggio gli si spegnesse in gola. Si rialzò in fretta, si sistemò la giacca con movimenti nervosi e si allontanò borbottando che avrebbe denunciato il gestore del locale.
"Sì, come no. Provaci."
Jin bevve un sorso d'acqua senza smettere di seguirlo con lo sguardo.
"Porco."
"Schifoso." aggiunse Yoongi.
Namjoon sorrise appena.
"Per la miseria, Min. La tua prima sera di lavoro e già scarichi la gente in strada. Sei partito col piede di guerra?"
Yoongi si sistemò la giacca con un gesto secco.
"Odio questa gente."
"Questo locale è pieno di persone che pagano una fortuna per desiderare chi sale su quel palco. Prima o poi qualcuno dimentica dov'è il confine."
"Sono ballerini, non sono lì perché qualcuno li tocchi. Cristo, hai visto come l'ha presa?"
"L'ho visto io." intervenne Jin.
Dio, quel ragazzo aveva spalle larghe quanto un armadio a due ante.
"L'ha afferrata per la coscia e stava già cercando di risalire con la mano."
Yoongi serrò la mascella.
"Si deve ritenere fortunato che non gli ho spezzato il polso."
Jin abbassò la bottiglietta e lo guardò per un istante.
"Comunque bella presentazione."
Yoongi aggrottò la fronte.
"Che?"
"Sei qui da quanto? Due ore?"
"Tre."
"Tre ore." Jin annuì, serissimo. "E hai già fatto volare fuori un cliente."
"Uno che se l'era meritato."
"Su questo non si discute."
Namjoon lasciò uscire una risata bassa e gli diede una pacca sulla spalla mentre tornava verso l'ingresso.
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Maison Noir - After the Lights.
FanfictionNessuno conosce il suo nome. Nessuno può avvicinarsi troppo. Esiste solo la musica, il desiderio e venti minuti di spettacolo capaci di lasciare un'intera sala senza fiato. Yoongi avrebbe dovuto limitarsi a fare il suo lavoro. Segnare il confine tra...
