Capitolo 19

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Mi staccai in fretta da David, che nel frattempo mi aveva rubato un altro bacio, e rientrai nella villa.

<<Oh, Sarah!>> esclamò una voce squillante, fastidiosa.
<<Victoria>> sospirai, voltandomi verso di lei.

Aveva un'aria euforica, dovuta sicuramente al fatto di essere riuscita a portarsi a letto metà degli invitati alla festa.

<<Il tuo caro Matt ti cercava>> riprese lei. <<Vai da lui...non vorrai farlo aspettare!>> Il modo in cui i suoi occhi scintillavano mi fece presagire cattive notizie imminenti.

Raggiunsi Matt su uno dei divani. Era ancora lucido, e stava parlando con Alex, il fratello di Malika.

<<Oh, eccoti>> mi disse quando mi vide.
<<Scusa, ero in bagno>> mentii, sedendomi accanto a lui.
Alex mi guardò con curiosità, facendomi sentire a disagio.

Forse aveva intuito la mia bugia. Pregai che non fosse tanto idiota da dirlo.
<<Mal?>> chiesi, cambiando argomento.
<<Con Aiden>> rispose Matt, passandomi un braccio intorno ai fianchi.
Fantastico.

David, nel frattempo, si era unito alla folla danzante senza smettere di tenermi d'occhio.
Ad ogni movimento di Matt lo vedevo irrigidirsi e stringere i pugni, e a nulla servivano i miei sguardi imploranti.

Verso le due di notte io, Matt e Aiden salimmo sull'auto del mio ragazzo e abbandonammo la festa.
Aiden era ubriaco fradicio, e mormorava parole senza senso mentre ridacchiava come uno stupido.

<<Ci vediamo>> dissi a Matt sulla soglia di casa, prendendo per un braccio mio cugino.
Lui si limitò a darmi un bacio veloce e poi ripartì.

Trascinai Aiden fin sulla soglia di camera sua, e quando lui si stese sul letto, si addormentò di sasso.
Tornai in camera e trovai David ad aspettarmi, steso sul letto a petto nudo come sempre.
E come sempre, la sua visione mi provocò un arresto cardiaco.

<<Un giorno mi farai morire, David Grant>> sussurrai.
Lui si limitò a sorridere e a cullarmi tra le sue braccia.

Di David amavo il fatto che riusciva sempre a sorprendermi con piccoli gesti.
Un abbraccio, un bacio rubato, il suo modo di parlarmi con gli occhi.

Era fatto così, dimostrava il suo amore tramite questi piccoli gesti.
E io non avevo bisogno di ricevere regali costosi per capire quanto ci tenesse a me.
Riuscivamo ad intenderci con un solo sguardo, e questo mi bastava.

Passai l'intera domenica a letto ad affrontare un terribile mal di testa e a cercare di portarmi avanti con lo studio.

E già, perché negli ultimi tempi avevo trascurato notevolmente la scuola e non era positivo.

Già mi immaginavo le ramanzine di mio padre sull'importanza dello studio e cazzate varie.
Lo chiamai e gli raccontai brevemente la mia vita, e lui sembrò abbastanza soddisfatto.

Avrei voluto anche chiamare Malika per chiederle com'era andata con mio cugino, ma il suo telefono risultava staccato e quindi rinunciai.
Ci avrei parlato a scuola.

Per tutto il giorno, e quella sera, David non si fece vedere ne' sentire.
Ero preoccupata, strani pensieri mi tormentavano, ma dovevo imparare a fidarmi di lui.

Al contrario di David, Matt passò da casa nostra e si intrattenne con me e Aiden, che stranamente non disse nulla sulla serata precedente.
<<Ci vediamo domani>> salutai Matt sulla soglia di casa.
Lui mi appose un tenero bacio sulle labbra. <<Piccola, domani non aspettarmi, ok? Ti accompagna Aiden a scuola>> rispose lui.

Da quando mi chiama piccola? E poi, perché mi da fastidio che mi chiami così?
La mia mente giocava decisamente brutti scherzi.

Il giorno dopo mi svegliai felice.
Si, ero felice di andare a scuola.
Prima di tutto, perché c'era David, che non vedevo dalla notte del ballo.
E poi c'era Malika, che doveva raccontarmi la serata con Aiden.

Scesi a colazione canticchiando e per tutto il resto del tragitto verso scuola fischiettai allegramente.
Aiden se ne accorse ovviamente.
<<Giornata si?>> mi chiese.
Annuii, mostrandogli un sorriso a trentadue denti.
Ero decisa a non farmi rovinare la giornata da nessuno, nemmeno da Victoria e le sue amiche.

Ma i miei propositi crollarono come un castello di carta.

Infatti, appena misi piede nel cortile esterno, tutti gli sguardi furono puntati su di me.
Mi strinsi nervosamente a mio cugino, anche lui perplesso da quell'accoglienza.

Mi guardai intorno in cerca di un qualsiasi volto familiare, che fosse Matt, David, Malika o una qualunque delle ragazze, ma nulla.
Solo studenti che mi squadravano dalla testa ai piedi sbalorditi e insieme incuriositi.

Al mio fianco sentii Aiden irrigidirsi. <<Insomma, che succede?>> chiese ad alta voce.
Nessuno parlò. Poi...
Poi dalla folla di ragazzi emerse una figura che ben conoscevo, i capelli biondo platino a incorniciarle il volto soddisfatto e maligno.
<<Chiedilo a tua cugina, che succede>> disse Victoria sorridendo vittoriosa.

Aiden e io ci scambiammo uno sguardo allibito. Strinsi le spalle, per far capire che non sapevo nulla, e Victoria se ne accorse.
<<Andiamo, Burke, quando aspettavi a dirlo?>>
Non capivo. Dire cosa?
Victoria sorrise ancor di più, facendomi venire l'improvvisa voglia di prenderla a schiaffi.
<<Vieni dentro, Sarah. Sarai felice di vedere la 'sorpresa' che abbiamo organizzato per te>> mi disse Victoria con un sorriso falsissimo.

Non avevo altra scelta che seguirla, anche perché la campanella stava per suonare.
La seguii, facendomi largo tra la folla che mormorava parole cattive su di me. E intanto mi preparavo al peggio.
E quello che trovai, non appena entrai nell'edificio, superava tutti i miei timori.

Sui muri, sugli armadietti, sulle porte delle aule, era attaccata una foto.
Una foto che ritraeva me e David, alla festa di sabato, intenti a baciarci.
Tutto si annullò intorno a me, con l'unica consapevolezza della foto attaccata ovunque, ed un solo pensiero:
ci hanno scoperti.

Sentivo gli sguardi di tutti su di me, ma non mi importava.
Victoria aveva l'aria trionfante e sapevo che c'era il suo zampino sotto, ma nemmeno di lei mi importava.

Volevo solo trovare Matt, e chiarire.
Matt. Non doveva saperlo così, non lo meritava.
Dovevo spiegargli, anche se non sapevo cosa gli avrei detto.

Matt non merita di essere trattato così.
Lo devo trovare.

<<Cosa c'è, Burke, non confermi? Perché non lo dici a tutti, eh? Perché non dici a tutti da quanto tempo te la fai con Grant?>> mi insultò Victoria.
Strinsi i pugni e mantenni la calma.
Non ora.

Ai lati di Victoria, spuntarono le gemelle Wayne.
<<Bella la foto, eh, Burke? L'ho fatta io!>> si vantò Leslie, e io ebbi solo voglia di staccarle quella testolina insulsa dal resto del corpo.

Mi voltai, e trovai lo sguardo allibito e accusatore di mio cugino.
Avevo lasciato anche lui senza parole, lo avevo deluso.
Scossi la testa mentre le prime lacrime cominciavano ad affiorare e feci di tutto per scacciarle.

Sarebbe dovuto succedere, ma non in questo modo!

Un mormorio si diffuse lungo il corridoio, e la folla di ragazzi si aprì, lasciando avanzare Matt.

Aveva gli occhi arrossati, ma nel suo sguardo c'era solo una rabbia cieca.
Sostenni il suo sguardo a lungo, le lacrime che cominciavano a colarmi lungo il viso.
Matt sostenne il mio sguardo con sfida.

<<Sei una stronza, Sarah Burke.>>

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