Vera
Dare da mangiare alle galline: fatto.
Controllare se i girasoli sono sbocciati: fatto. No, non sono ancora sbocciati.
Raccogliere l'insalata per i nonni: fatto.
Stendere la biancheria: fatto.
Fatto, fatto eppure è come se ci fosse qualcosa nell'angolo della mia mente che prude, come se avessi dimenticato qualcosa di molto importante da fare.
<<Mi sembra di aver fatto tutto >> borbotto mentre aggiro l'aiuola delle rose, con la mano che non regge le uova mi gratto il capo e mi guardo attorno cercando nel mio giardino un indizio nella speranza di capire se c'è davvero qualche faccenda che è rimasta incompiuta.
<<Anche voi siete a posto>> dico a Coco e Chanel che zompettano ai miei lati e rassegnata salgo i pochi scalini che mi portano al portone d'ingresso tentando in ogni modo di non fare una frittata sul pavimento. Ho come il presentimento che quella sensazione di aver lasciato indietro qualcosa non svanirà presto e sono sempre più convinta che ci sia, in effetti, qualche cosa che non è ancora stata fatta.
<<Diamine!>> sbotto infastidita, ci fosse mai una volta in cui non faccio cadere tutto, un uovo è sfuggito dal mio cestino improvvisato fatto da lembo di maglietta.
<<Coco, ¡quédate quieta! >> esclamo invano mentre lei si fionda su quel che rimane di quel povero uovo. Mi batto una mano sulla spalla a mo' di complimento per essermi ricordata il comando corretto in spagnolo. Coco, prima di essere adottata dalla sottoscritta, stava con un delinquente ispanico che le ha insegnato alla perfezione solo comandi in lingua; il padrone poi è stato arrestato, lei è finita in canile e ora sta qui con me, o forse dovrei dire aquí conmigo. Guardo verso il basso e conto ancora tre uova sane, le sistemo un pochino meglio sulla maglia sperando di evitare altri decessi.
<<Guardiamo il lato positivo, guardiamo il lato positivo>> sospiro ricercando una certa calma a voce piuttosto alta a nessuno in particolare. Perlomeno non è necessario che io pulisca quello scempio dato che quella golosona non lascerà nemmeno la minima traccia dell'accaduto.
Per essere le otto di una domenica mattina le cose si stanno già mettendo male, il problema è che oggi sarà una lunga giornata di faccende.
Chiudere la pratica per il nuovo progetto: fatto.
Chiedere alla mamma come si lava la seta: fatto, sarò anche una ragazza tosta e indipendente e autonoma e quello che vuoi ma la mamma sarà sempre la mia versione aggiornata di Google soprattutto se si tratta di una camicia pagata l'equivalente di un polmone al mercato nero.
Cambiare le batterie al telecomando della televisione e della radio, <<Fatto anche quello>> e così anche per le voci confermare a Mary e Lea per il nostro gelato del mercoledì, chiamare il veterinario per Augusta, scegliere i nuovi cappellini di Adelina, Guendalina e Blablà. Sbuffo in modo tutt'altro che principesco quando mi rendo conto che nel parlare con il mio riflesso ho sputacchiato dentifricio su tutto lo specchio.
Pulire lo specchio dal dentifricio: fatto.
Gonfiare le ruote alla bicicletta, fare benzina alla macchina, ignorare gli strani rumori della macchina: tutto fatto.
<<Io so che c'è qualcosa che mi manca>> esclamo spaventando le mie galline mentre per l'ennesima volta nel corso della mattinata aggiro le rose con il più improbabile degli attrezzi da lavoro tra le mani. Per amor della precisione al momento sto stringendo un trapano con montata la punta piccola e un forcone che avevo dimenticato la scorsa settimana nel capanno sbagliato. Per qualcosa come la quinta o sesta volta. Giuro di star uscendo pazza! E' da tutta la mattina che mi porto dietro questa sensazione così frustrante di aver dimenticato qualcosa di importante, davvero importante, ma non so che cosa sia. Ci rifletto attentamente mentre preparo le ciotole di Coco e Chanel e per poco non penso di aver trovato la mia risposta in quei due musi affamati ma poi ricordo di aver pagato la veterinaria l'altro giorno e quindi di nuovo cado nello sconforto più totale; mi scervello finchè preparo il pranzo e controllo che tutte le dispense siano provviste di ogni cosa. Mentre l'acqua della pasta si scalda controllo dal Pc le mail del mio ufficio ma ancora non trovo nulla e questo mi spaventa ancora di più: da quando è stato inaugurato lo scorso autunno lo sportello per la Cultura e la Promozione del territorio -di cui sono modestamente l'unica responsabile, nonché unica unità operativa- il mio inbox è sempre pieno di lamentele, idee, proposte, moduli, progetti e chi più ne ha più ne metta. Deve esserci qualcosa sotto, mi faccio un appunto di controllare questa stranezza lunedì mattina appena metto piede in municipio. Gli abitanti di Rural Chase possono essere piuttosto prolifici nonostante siano poco più di un migliaio.
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You owe me a favor
ChickLitVera vive felice nella periferia inglese, circondata da parenti, verdure e animali. Va tutto a gonfia vele fino a quando Vera non si trova di fronte ai suddetti parenti a giurare di non prendere mai più in mano una motosega e di non salire mai più...
