Prologo

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Prologo

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«Non sono nata per condividere l'odio, ma per condividere l'amore».

Il suono arriva in ritardo, soffocato dal fruscio del nastro. Poi, la voce si fa spazio.

«Claudia, quindici anni, Roma, martedì 22 marzo 1994.
Se stai ascoltando questo... complimenti, sei nella mia testa».

Emma smette di respirare.

Un raggio obliquo entra dal lucernario sopra di lei e le taglia il volto in due. Le cuffie Philips nere, consumate ai bordi, le coprono appena le orecchie mentre il filo a spirale teso tra le mani e il registratore vibra vivo.

La cassetta gira. Sull'etichetta, una scritta a matita quasi invisibile: "Claudia '94".

«Parlano tutti, ma ascoltano in pochi. Tu mi stai ascoltando?»

Il nastro continua a girare, senza voce e un silenzio tenue riempie la stanza.

Emma guarda davanti a sé, il viso teso, le labbra socchiuse e gli occhi spalancati non seguono nulla. Fissano un punto nel vuoto, come se qualcosa le avesse appena attraversato il petto.

Poi, un sussurro le sfugge dalle labbra:

«Chi sei?»

click, playWhere stories live. Discover now