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Nuovo giorno, stessa routine, nuova tortura.
Con un leggero fastidio in corpo mi alzo dal letto, avviandomi verso la finestra per aprirla e lasciar circolare un po' d'aria, per poi fare la stessa cosa con l'armadio, mettendoci un attimo di più per scegliere quale combinazione della divisa scolastica mi avrebbe accontentata per oggi. Mi sarebbe piaciuto fare abbinamenti in base ai miei gusti e vestirmi come più mi piaceva, ma la divisa era la divisa, e toccava indossarla.
Le ragazze potevano decidere di indossare delle gonne nere lunghe fino le ginocchia, oppure dei pantaloncini su un grigio non troppo chiaro, con delle semplici tasche e della stessa lunghezza. Insieme da indossare vi era una camicia bianca con una cravatta, che imparai subito a legare. Il tutto era abbinato con una giacca rossa nella quale vi era sulla parte sinistra lo stemma della scuola. Questa la indossavamo solo in autunno e in inverno, poiché pesante. Infine avevamo da indossare delle parigine bianche con delle scarpe nere e semplici.
I ragazzi avevano la stessa divisa scolastica, ad accezione delle gonne e delle parigine ovviamente.
Dopo aver indossato il tutto, con l'aggiunta della giacca essendo autunno, raccolsi i miei capelli in una coda con un elastico fino nero, per poi dirigermi in bagno. Mi lavai i denti, svuotai la vescica e mi sciacquai la faccia. Fortunatamente nella nostra scuola non era acconsentito indossare del make-up, quindi risparmiavo molto tempo.
Presi lo zaino, indossai le scarpe e mi diressi fuori casa sorseggiando un succo all'albicocca, il mio preferito.
Oggi il tempo era sereno, nel cielo fluttuavano le nuvole che definivo nuvole a pecorelle e, che a parer mio, erano molto carine.
Mi avviai verso la fermata dell'autobus, ma come al solito ero un quarto d'ora in anticipo. Appena finito la confezione della bevanda, la gettai nel secchio della pensilina. Quando mi girai di nuovo, per mettermi nella precedente posizione, vidi che anche Liam stava raggiungendo la fermata. Non c'era mai stata prima occasione di vederlo in anticipo.
< 'Giorno > si sedette affianco a me, con un'espressione assonata.
< Ciao.. > balbettai e lo notò anche lui. Non riuscivo a non pensare all'accaduto di ieri, a le sue mani intrecciate nelle mie. Perché diavolo l'ha fatto?
< Sei molto pensierosa oggi > come se il corvino mi leggesse la mente, si girò verso di
me aspettando una risposta.
< Già.. lo sono spesso > sbuffai < Stavo pensando a quello che abbiamo visto ieri >
< Anche io ci ho pensato in realtà > lo guardai, ma lui aveva già cambiato direzione, con lo sguardo, verso la strada.
< Dovremmo dirlo agli altri? > domandai azzardata.
< Non lo so, alla fine non sappiamo bene cosa abbiamo visto lì sotto... potrebbe essere tutta una farsa > In effetti aveva ragione, magari erano poster e oggetti riguardanti qualche film o serie tv.
Dopo poco arrivò il pullman, salimmo ma nessuno parlò più con l'altro. La mia testa era piena di pensieri e domande su cosa potrebbero essere quelle cose, ma dalla bocca non esce nemmeno un piccolo verso.
Il pensiero che mi tormenta di più sono le cavie... Se veramente sono lì da oltre vent'anni, come hanno fatto a vivere così a lungo, senza né cibo né acqua?
Arrivammo a scuola e raggiungemmo il nostro gruppo. Dopo poco però mi avvicinai a Sadie e le sussurrai all'orecchio, senza farmi notare da Liam. 'Devo parlarti di una cosa che abbiamo visto'. Lei confusa mi guardò e dopo poco annui. Ci mettemmo d'accordo e decidemmo di incontrarci alla seconda ora nel bagno, inventandoci qualche scusa.
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Hide - Don't get caught
Action[ Estratto del libro ] "E mi sedetti lì, sorridendo, piangendo, guardando la luna. Sapendo che anche tu, da qualche parte, la stessi guardando." Qual è l'inizio della fine? Questa è la domanda di un cruciverba a cui, all'età di quindici anni Elide e...
