<<Lui, che la notte se la portava dentro, nascondeva nelle piaghe della sua anima il buio da cui lo avevano strappato.>> sussurrai a bassa voce.
<<Quante volte avrai letto il fabbricante di lacrime?>> gli occhi verdi di mia mamma si concentrarono su di me,
<<non lo so, sarà la terza volta questa. Sai che è il mio libro preferito.>> finí chiudendolo.
<<Siamo quasi arrivate, tesoro.>> disse lei.
Infatti, pochi minuti dopo, vidi sbucare sul ciglio dell'autostrada un cartello verde, sopra c'era scritto: Benvenuti a Leavenworth, siete nello stato del Washington.
<<Fantastico.>> borbottai,
<<non sarà così male.>> ribattè mamma, ma io a malapena la sentì.
Nei miei diciassette anni di vita avevo traslocato ben quattro volte, questa era la quinta.
La mia felicità non era mai alle stelle quando dovevo traslocare, questa volta men che meno.
Ero passata dalla bellissima e affollata LA, a qui.
Una piccola cittadina tranquilla chiamata Leavenworth, dove la temperatura massima non superava i diciannove gradi, anche d'estate.
Non amavo particolarmente il caldo, quindi da un lato era una cosa a mio favore.
Credetemi se vi dico che passare di città in città non è mai un pro,
voleva dire nessuna amicizia stabile, o relazioni stabili di ogni tipo...
nella mia vita non c'era nulla di stabile, tranne mia mamma, ed il mio cane.
I miei genitori divorziarono quando avevo solo dieci anni, ma mio padre non c'era mai a casa, neppure quando vivevamo "assieme".
Ora si è costruito una famiglia e vive a Londra, lontano da qui, fortunatamente.
Ci sentiamo poche volte, di solito è sempre lui a chiamarmi.
Nonostante ciò, e nonostante tutti i traslochi che la mia vita ha dovuto affrontare, potevo definirmi una ragazza solare ed ambiziosa.
Mamma mi aveva detto che saremo rimaste qui per un bel po', se non per sempre.
Voleva garantirmi una permanenza duratura e stabile per farmi vivere a pieno la mia adolescenza che tra qualche mese sarebbe finita appena lo scoccare della mezzanotte avrebbe segnato i miei diciotto anni.
Voleva garantirmi amicizie sicure, e perché no, anche un fidanzato.
Anche sotto quel punto di vista non ho mai avuto nulla di stabile, solo piccole storielle,
preferivo la fase di flirt a quella del fidanzamento, per diverse ragioni:
1) i miei spostamenti non mi consentivano di creare una relazione duratura.
2) la fase di flirt era sempre la migliore, ed ero brava in quello.
3) non c'era davvero un punto tre, ma penso di non aver mai incontrato prima d'ora un ragazzo che veramente mi abbia fatto credere che la fase di flirt non sia la migliore rispetto a tutto il resto.
Certo, ero stata fidanzata un paio di volte, ma mi annoiavo facilmente.
<<Eccoci qui, la nostra nuova casa!>> mamma batté felicemente le mani.
Non sembrava male, e sperai con tutta me stessa che non lo fosse.
Da fuori sembrava una normale villetta a due piani.
Feci scendere Thor dall'auto, che scodinzolava felice, e la prima cosa che fece era la pipì.
Ridacchiai scuotendo la testa.
Thor era un cucciolo di soli tre anni ed era un gold retriever, i miei nonni me lo regalarono quando avevo quindici anni.
Non mi ero mai staccata da lui.
Scacciai i miei pensieri e presi i diversi scatoloni, e poi mia mamma aprì la porta.
Un odore di nuovo mi inondò le narici e mi fece sospirare.
La casa era sui toni del bianco e del beige, con qualche ritocco marrone.
Molto ordinata ed accogliente.
Ero curiosa di vedere la mia camera, così salì di corsa le scale seguita da Thor.
Su una porta bianca, con una scritta in corsivo viola c'era scritto "Med".
La porta si aprì scricchiolando leggermente, e ne rimasi sorpresa tanto da restare qualche secondo sulla soglia prima di entrare.
Mia mamma mi aveva già detto di essere venuta qui per far restaurare questa vecchia casa, ma non immaginavo ci fosse riuscita così bene.
Le pareti erano bianche, ed il resto tutto sui toni del viola e del lilla, due dei miei colori preferiti.
C'erano delle mensole ed una libreria color panna, accompagnate da una scrivania.
Mi piaceva davvero tanto, anche il letto era molto bello, abbastanza grande per due persone.
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Amore nucleare.
RomanceTratto dal libro: > Nessuno dei due sapeva che in realtà, la fine del mondo sarebbe stata poco dopo. Proprio come la immaginava Medea, come uno schiocco di dita che ti scombussolava tutto attorno. Le loro labbra si avvicinarono e piano tutto scompar...
