Capitolo 40 Per 10 minuti

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Caricai sulle spalle Alison e mi guardai intorno.
Una stanza troppo pulita.
Troppo ordine.
Feci cadere Alison sul parquet di scuro legno.
Si sentì un leggero 'pam' e io mi girai sui tacchi e andai verso la collezione di dischi in vinile.
Ne toccai uno a uno e li lasciai cadere e frantumarsi sul tappeto con una bandiera inglese sopra.
Feci una risata isterica, da posseduta.
Forse mi stavo vendicando o forse stavo facendo il mio lavoro.
Ma questo lavoro era fottutamente divertente.
Mi spostai sulla scrivania dove c'era il suo lavoro per la scuola.
Passai una mano sulla scrivania e tutto il lavoro si ruppe per terra.
Buttai a terra la sua libreria e la calpestai.
Oltrepassai Harry sdraiato anche lui sul parquet.
Adesso il mio lavoro era quasi completamente finito.
Ma non del tutto.
Arrivai davanti al muro ben dipinto del nero.

"Piantala zayn!!" Urlò Alison a Zayn che gli stava schizzando della tempra su tutto il corpo
"No, mi diverto"
"Piantala bambino devo finire il mio muro prima di uscire di qua, tu invece non devi andare da Alice?" Chiese Alison mentre dipingeva il muro con il suo pennellino.
"Oh Alice può aspettare" disse Zayn avvicinandosi ad Alison
Alison continuava a sorridere come una povera scema.
Zayn arrivò fino al suo collo sul quale diede un piccolo bacio o qualcosa di più che fece cadere la testa di Alison da un lato.
"Che ne dici di togliere questa tuta piccola?" Disse Zayn prendendo una spallina della salopette in jeans di Alison e lasciandola sulla spalla.

La mia mente era offuscata da queste immagini.
La rabbia colpì in pieno il mio corpo tanto da farlo tremare.
Non solo aveva preso Harry,
Aveva avuto il coraggio di rubarmi anche Zayn.
Era troppo.

Andai verso Alison.
Mi avvicinai con furia.
La presi dai capelli e le passai le mie unghie sulla sua guancia e fronte.
Sangue caldo scese sulla sua pelle fredda.
Sulle mie unghie ne era rimasto un po'.

Corsi contro il muro e tirai un pugno ad esso.
Si formò una piccola buca sul muro nero, tutta crepato.
Con il sangue rimanente decisi di scrivere sul muro.

'Una tale Bugiarda è stata qui, ricordati il mio nome non lo dimenticherai. Questa è una promessa.
xxBUGIARDA'

Sentí un rumore alla porta, ma nessuno si presentò, per sua fortuna.
Iniziai a scrivere bugiarda da per tutto.
Tutto questo era solo divertente.
Maledettamente divertente.

Delle luci rosse e blu riempirono la stanza.
Luci troppo familiari per me.
"Cazzo" imprecai.
"Alice se sei là dentro, ti conviene uscire con le mani sopra la testa!"
Urlò una voce metallica.
Passai una mano tra i capelli in preda al panico.
Mi girai e vidi Harry con il telefono tra le mani e una chiamata ancora aperta.
"Non ci credo" dissi sottovoce.
Dovevo andare via da quel posto.
Iniziai a sudare e piccole gocce cadevano sulla mia fronte.

Dalla finestra provenì uno strano rumore.
Una corda era legata alla maniglia e sul muro si stavano arrampicando diversi uomini.
Decisi di rimanere immobile e magari mi sarebbe venuta un'idea.
La casa era circondata e non potevo uscire come fossi stata una semplice persona.
All'improvviso la finestra si dpalanco ed entrarono uomini armati con delle tute blu addosso.
Presi Alison sulle spalle e poi mi ricordai di aver addosso una maschera.
Loro mi avevano detto che mi sarebbe servita a qualcosa.
Se solo mi avessero detto cosa.
Strinsi forte gli occhi quando i due poliziotti portarono fuori le pistole.
Mostrai i canini in segno di sfida.

Sulle mie spalle il peso si alleggerì,come non ci fosse più niente.
E fu così Alison non c'era più.
Mi guardai le mani.
'Adesso tocca a te' mi dissi mentalmente.
Lasciai le mani cadere lungo il mio corpo.
Sentí la forza di vivere nel corpo,
Il panico era sparito da quando Alison non era più sulle mie spalle.
Mi voltai e Harry era ancora distesa a terra.
Vidi il cellulare, poco più in là dalla sua mano adesso.
Una cosa mi colpì.
Quello non era il cellulare di Harry.
Sopra c'era una foto di Alison e Zayn.
Quella foto mi fece infuriare ancora di più.

La rabbia prese il sopravvento sulla poca ragione, che mi era rimasta.
Presi il cellulare di Alison.

I due poliziotti erano ancora lì con la pistola in avanti puntata verso me.
Tremavano.
E avevano ragione.
Diedi un'ultima occhiata al cellulare di Alison e mi fiondai sui poliziotti.
Morsi il collo di uno e lasciai la testa dell'altro arrivare al muro in un decimo di secondo.
Saltai giù dalla finestra e corsi come una matta verso il bosco.
"Eccola è lì inseguitela! presto inseguitila! Salite in macchina razza di idioti!" Urlava uno dei poliziotti.
Correvo e correvo con le luci rossi e blu che illuminavano la strada.
Corsi verso il bosco

Arrivai in fretta nella sorta di castello nel bosco.
Lanciai la maschera per terra appena entrai.
Mi trovai davanti a Loro.
"Ho bisogno di vedere Zayn" dissi sottovoce.
"Adesso" dissi secca.
"Alice cosa ti è successo perché stai facendo tutto questo?"
"Tu zitta troia, ti consideravo meglio di così" dissi guardandola in quegli occhi castani persi nei miei azzurri ormai.
Non disse niente ma una lacrima ruppe il suo stato di trucco.
"Tornando a voi, sapete dirmi dov'è Zayn? Io ho bisogno di dirgli due 'paroline'" dissi puntando lo sguardo ai loro cappucci di diversi colori.
Una di loro sorrise e pensò che non la avevo vista probabilmente.
Errore.
"Perché non lo chiami?" Disse una di loro porgendomi il cellulare.
Lo afferrai senza esitare.
Composi velocemente quel dannatissimo numero...
"Tu tuu tuu pronto?" Rispose Zayn
"Tu brutto bastardo..." Dissi senza neanche dire chi ero
"Alice?! Con che telefono stai chiamando?" Chiese lui spaventato
"Zitto bugiardo le domande qui le faccio io idiota!" Urlai nella telefono
"Alice dobbiamo parlare... Sei ancora in prigione? -silenzio- non lo sei vero?"
"Zitto traditore... Pensavo di essermi innamorata di te e tu lurido bastardo ti facevi Alison? Sei solo un porco devi solo andare a fanculo Zayn, non meriti amore" urlai con le lacrime che cadevano.
Loro sorridevano di gusto.
"Piccola..."
"Non mi chiamare così, hai 10 minuti, hai solo 10 fottuti minuti se vuoi venire a salutare la tua ragazza Zayn. Dopo di che tagliamo la corda... O la gola"
Dei singhiozzi provenivano da Alison da dietro le mie spalle.
"Sai dove trovarmi" dissi prima di chiudere la linea.
Applausi.
Fu questa la prima cosa che sentì.
Battiti di mani a ritmo.
"Ottimo lavoro"
"Crudele. malvagia. Perfida."
"Bugiarda." Aggiunsero
"Tutto quello che ho detto era vero... Riferì
"La voglio morta tra 10 minuti" conclusi con uno sguardo ad Alison.
Aveva le mani nei capelli.
Le lacrime le avevano rovinato lo stucco o il trucco.
Lacrime di paura.
Ma quella scena non fece che aumentare la mia ira.
Arrivai fino a lei e le presi il mento con due dita facendola guardare nei miei occhi.
"Mai e dico mai mettersi contro un demone."
"M-mi dispiace"
"Troppo tardi Alison" dissi
Lascia cadere di nuovo di nuovo il suo mento.
Mi girai verso Loro.
Al momento la più forte qua dentro ero io.
Il capo ero io.
E in 10 minuti avrei ucciso qualcuno.
In 10 minuti qualcuno mi avrebbe fermato.
In 10 minuti avrei potuto morire.
Ma per 10 minuti io ero il demone dentro quella stanza.

IL CAPO
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Ciao gente!!
Sorry per queste due settimane vuote ma 1º non avevo alcun tipo di idea
2º La scuola ha deciso di uccidermi
Però ecco il capitolo spero che vi piaccia❤️
Giuro che recuperò i due capitoli mancanti delle altre due settimane❤️

-Meglio Conosciuta Come Nella❤️

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