Capitolo 39 Buonanotte

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"Cosa ci fai qui piccola?" Disse.
Stetti zitta e abbassai lo sguardo.
Non riuscivo a reggere quello sguardo che chiedeva risposte.
Che io non potevo dare.
"Alice?!? Ci sei?!?" Chiese lui
Rialzai lo sguardo.
"Ti devo parlare... Zayn" dissi guardando quegli occhi nocciola che stavano graduatamente cambiando colore.
"Siediamoci da qualche parte" dissi io
"Nel bosco" propose Zayn.
Gelai e risposi di colpo, girando la testa di scatto.
"NO" dissi senza controllare le mie emozioni.
"O...kay calma..." Mi guardò un po' male e io riposai lo sguardo al cemento della strada.
"Che ne dici della caffetteria che c'è qui all'angolo?" Disse prendendomi sotto il mento con due dita.
Lo guardai sperando che non stesse per fare quello che stava per fare.
Si avvicinava a me sempre di più, ma io non potevo.
Mi allontanai.
Lasciando Zayn perplesso.
"Il parco va benissimo" dissi tornando a guardarlo.
Cercò di prendimi la mano ma io la parcheggiai nelle tasche.
Mi guardò un po' perplesso e mise anche le mani in tasca.
Camminammo in silenzio per tutti il tragitto.
Finché non arrivammo al cancello che apriva l'ingresso al parco.
Zayn entrò ma quando io mi avvicinai le porte si chiusero di colpo e mi spostai immediatamente indietro.
Guardai in alto e vidi una scritta.
'Non spifferare i nostri fatti in giro bugiarda
xxLORO'
Sbuffai e iniziai a pensare ad una scusa logica.
Senza trovarne una.
Zayn andò avanti e quando notò che io non ero al suo fianco si girò di colpo e mi vide fuori dal cancello mi venne incontro.
"Alice cosa succede?" Mi chiese sedendosi per terra e io feci lo stesso.
"Zayn promettimi una cosa" dissi e lui si girò verso di me capendo che qualcosa di brutto stava per succedere.
"Devo partire Zayn..."dissi la mia bugia tutto di un fiato
"Promettimi che non penserai più a me, promettimi che ti dimenticarsi di me, promettimi che viaggerai e avrai una vita felice senza di me..." Dissi guardandolo profondamente negli occhi.
"Non sono mai stata brava nel giustificare le mie azioni. Mi dispiace tanto Zayn" dissi infine e mi morsi il labbro inferiore per non piangere.
E lo strinsi forte.
Tanto forte che del sangue minacciò di uscire.
"Alice non puoi farmi questo, non ora non in questo periodo" disse e io abbassai lo sguardo e urtai contro il cancello.
La fronte di Zayn toccò la mia è ci concedemmo un minuto prima che io me ne andassi.
"Non andartene, ho prima una cosa da darti" sussurrò Zayn posandosi una mano sulla guancia.
Si avvicinò di nuovo per baciarmi e mi avvicinai anche io.
Mi ritirai quando capì cosa stavo per fare.
"Non posso Zayn" dissi prima di alzarmi.
Lui fu più veloce e si alzò prima di me e mi prese il braccio.
Mise la mano in tasca e ne tirò fuori un piccolo oggetto.
Un anello.
Mi girai per guardarlo e piccole lacrime erano sul suo volto.
E piano piano le lacrime che avevo trattenuto uscirono.
Non volle lasciarmi la mano e io dovetti fare forza per liberarmi .
Non volevo l'anello.
Non potevo averlo.
"Non andare Alice" disse un ultima volta, lasciando cadere l'anello per terra.
Riuscì a staccarmi e iniziai a correre senza girarmi all'inizio.
"ALICEE" urlò Zayn.
Presi forza per non girarmi, ma il dolore nel mio petto era più forte di qualcun ques altra tortura.
Mi girai mentre correvo e vidi calde lacrime scendere sul viso di Zayn, aveva un braccio tra le fessure del cancello, come un bambino che perde la sua mamma.
Volevo tornare indietro. Lo giuro.
Ma non potevo.
Le lacrime avevano macchiato il vestito.
Ma non mi importava e iniziai a correre più veloce.
Entrai nel bosco.
I rami mi tagliarono tutte le gambe e entrai nell'albero senza pensare se ce l'avessi fatta o no.
Entrai nell'enorme ingresso.
Mi piegai in avanti e misi le mani sulle ginocchia.
Respiravo affannosamente.
Sentì un battito di mani davanti a me.
Alzai la testa e incrociai cappuccio rosso.
"Bella scenata piccola bugiarda, vediamo di passare all'azione" disse stando composta.
Mi tirai su completamente e poggia il peso sulla gamba sinistra incrociando le braccia
"Cosa devo fare?" Dissi
"Alison..." Sbucò dal nulla capelli rame (avevo deciso questo nome per distinguerla da cappuccio nero).
"Alison?" Chiesi con tono interessato alla faccenda.
"Già che ne dici di portarla qui da noi?" Disse cappuccio nero.
"I vostri desideri sono mie ordini" dissi facendo un enorme inchino
"Adesso dove si trova?" Dissi
"Vieni cara ti mostriamo tutto" disse cappuccio rosso facendomi cenno di seguirla.
Mi guardai intorno.
E poi feci un bel passo grande per seguirla.
Ci ritrovammo in una stanza che non centrava niente con tutto il resto del 'castello'.
Era una stanza tappezzata di computer,
Con un enorme computer sul fondo della stanza al disotto di esso erano presenti un tavolo e 2 sedie.
"Siediti" disse cappuccio rosso e io obbedì.
Le porto una mano all' altezza del computer.
È iniziò a far roteare la mano a destra e a sinistra aprendo cartelle e file.
E fu lì che vidi il nome di Alison.
Ci schiacciò sopra e si aprì una mappa e con un puntino rosso era segnato il nome di Alison.
Riconobbi subito quella via.
Era la via della casa di Harry.
Era la casa di Harry.
Deglutì rumorosamente e passai una mano nel colletto del vestito.
"Tu devi andare lì e prendere Alison" disse amaramente cappuccio nero.
Rabbrividì al pensiero, ma dovevo dimostrarmi forte così annuì con soddisfazione.
Odiavo ancora Alison, ma non gli avrei mai fatto del male.
"Nella tua camera ci saranno i vestiti che dovrai indossare, appena sei pronta scendi noi aspetteremo all'entrata" disse capelli rame.
Annuì decisa e mi avviai nella mia stanza.
Chiamai l'ascensore che mi portò nella mia stanza.
Andai sul letto e mi ci sdraiai sopra e mi misi le mani in faccia.
Dovevo veramente andare da Alison e portarla qui a forza.
Girai la testa verso i vestiti (ovviamente neri) erano aderentissimi e tutto un pezzo.
E degli stivali rossi naturalmente con tacco.
Dovevo ammetterlo Loro avevano classe.
Lo indossai e lasciai cadere sulle spalle i capelli biondi.
Mi guardai allo specchio.
Ma non vidi me.
Era un'altra persona.
Mi toccai il viso per vedere se fossi ancora lì.
Poi scossi la testa e chiamai l'ascensore.
Arrivai all'ingresso e Loro erano lì che mi aspettavano.
Mi guardavano mostrando solo la loro bocca incurvata in un sorriso.
Solo un accenno.
Ma sembrava un sorriso di un imperatore.
Una di loro poggiò la mano sulla mia spalla
"Sei pronta?" Mi chiesero come fossi loro amica
"Sicuro" dissi io con le gambe che mi tremavano
"Bene piccola bugiarda, questa è per te" mi diedero una maschera di carnevale rossa da indossare.
"Rossa?" Chiesi tenendo in mano la maschera
"Lo capirai presto. Adesso indossala" dissero loro e io obbedì.
Mi legai stretta la machera dietro la testa e lasciai i fili intrecciarsi nei miei capelli biondi.
Cappuccio nero mi spinse contro il muro e io uscì senza nemmeno accorgermene.
Ero fuori ed era buio.
Fantastico.
Iniziai a sentire sempre più goccia mentre mi affrettavo ad arrivare alla casa di Alison e Harry.
Iniziai a correre più veloce e sempre più veloce per non bagnarmi la pioggia mi colpì in pieno.
Arrivai difronte alla porta di ingresso di quella maledettissima casa.
Dovevo trovare un modo per entrare.
Iniziai a creare nella mia mente una cartina di quel posto.
Trovai nella mia mente la benedetta entrata nella camera di Alison.
E mi avvicinai.
Saltai sul lato della finestra e sentí delle risate all'interno.
Mi spostai leggermente verso la finestra e vidi Harry e Alison che ridevano chissà per quale motivo.
Poi successe una cosa.
Qualcosa che mi diede la forza di andare avanti a fare quello che stavo per fare.
Harry baciò Alison.
Con passione.
Anche se io e Harry non stavamo più insieme.
Anche se io amavo Zayn.
Questo mi fece arrabbiare.
Troppo forse.
Strinsi forte il muro e tirai un calcio al vetro.
Strinsi forte le mascelle e entrai nella stanza.
Atterrai in piedi e mi sistemai i capelli.
I loro occhi si aprirono e lo stesso fecero le loro bocche.
"Chi diavolo sei tu?" Chiese Harry alzandosi e mettendosi davanti a Alison con le braccia aperte.
"Non ti preoccuparti tesoro, non dimenticheresti mai chi sono io" dissi avvicinandosi a lui.
Il demone che era in me aveva completamente preso il controllo di me
"Vattene" disse Alison che si stava mangiando le unghie.
Annusai l'aria
"Come vedo sei ancora umana Alison, Bhe tra poco non so se lo sarai ancora" dissi guardandola
"Vattene. Adesso" disse Harry
"Chi mi impedisce di stare qui, sono la più forte qua dentro, posso fare tutto quello che voglio"
"Non puoi fare niente con la mia ragazza" urlò Harry e i suoi occhi diventarono rossi
"Una volta lo dicevi per me questo" dissi.
Lui guardò i miei occhi azzurri.
"Oddio Alice..." Disse guardandomi.
"Si caro?"
"Cosa ti hanno fatto?" Chiese avvicinandosi a me
"Io voglio la tua ragazza" dissi puntando Alison
"Non la avrai mai" disse lui tornando indietro
"Perché sto sempre ad ascoltare le mie prede?" Chiesi girando gli occhi
"Cosa? Hai intenzioni di nutrirti da lei?" Chiese Harry
"Non io, Harry caro" dissi avvicinandomi a lui.
Gli passai una mano sulla guancia e poi gli diedi un bacio.
Dopo avergli dato il bacio lui cadde per terra.
Svenuto.
Sorrisi
Lo scavalcai.
"Passiamo a te cara" dissi puntando Alison.
Lei tremava.
"Non uccidermi" disse piangendo
"Lo vedremo cara"
Toccai Alison e lei cadde.
Sul letto.

"BUONANOTTE ALISON"

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