From Sherlock To John

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Caro John,
Ti ho pensato tanto ultimamente:ho pensato al grigio, a quel colore che ti sta così tanto bene addosso, che ti rende vivo e luminoso e ti accende le guance di un rossore vitale. Ho pensato tanto a noi: alle volte in cui ci siamo fatti male e a quelle in cui abbiamo giurato di non farcelo mai più. Ho pensato a tutto questo e mi sono sentito debole e impotente di forte all'enormità del destino, alla crudeltà quasi cinica del creato.
Non so se a qualcuno può importare di me, non so se effettivamente qualcuno leggerà davvero questo biglietto, ma sento il bisogno quasi fisico di lasciare uscire in qualche modo tutte le parole che in tutti questi anni ho tenuto dentro di me, chiuse con un pesante lucchetto per paura. Paura di cosa? Se cerco la risposta non ce l'ho. Del giudizio degli altri? Di sembrare ridico, stupido, sentimentale? Forse. Forse, semplicemente, non ho mai trovato la persona che sapesse o meglio meritasse di ascoltarle. Ma poi sei arrivato tu, John, coi tuoi maglioni marroncini, con la forza del soldato e l'altruismo del medico e la dolcezza di chi sa cosa vuol dire stare all'inferno e non vuole che nessun altro lo sappia. Mi hai preso per mano e mi hai insegnato a vivere nel mondo, non quello costruito nella mia testa, non quello in cui esistono solo crimini e casi da risolvere, ma quello in cui ci sono le emozioni e i sentimenti e le paure e le delusioni. Sei stato per me la bussola da guardare quando ero perso, sei stato e sarai sempre il mio ultimo abbraccio non dato, ma soprattutto il mio bacio più silenzioso,cosi bramato e desiderato eppure mai urlato al mondo.
Caro John, perché, perché siamo stati così stupidi? Avevamo tutto, avevamo l'uno l'amore dell'altro, ci sentivamo immortali, invincibili, e forse è stato questo il nostro errore. Pensavamo di avere tutto il tempo del mondo e invece il tempo fugge via come le ultime giornate estive prima del freddo invernale, il tempo se ne frega di te. Ma so che tutto questo è inciso dentro di me, dentro di noi e ne sono eternamente grato. Così mi viene da ridergli in faccia a questo tempo bastardo perché non sa niente di noi, noi che siamo stati così fortunati a trovarci, ad amarci.
E se ci fosse un Dio lassù in questo momento tutto ciò che gli chiederei sarebbe solo un ultimo, disperato, attimo con te. Per darti quel bacio che per troppo tempo mi ha infuocato le labbra e le guancie e per dirti quelle parole che per troppo tempo ho rinnegato, che non mi sono dato nemmeno la libertà di pensare. Perché ti amo, john, ti amo e ti ho amato dal primo giorno in cui ti ho visto, e continuerò a farlo. E credimi se ti dico che sto piangendo mentre scrivo questo credimi se ti dico che ho lottato per te per tutto questo tempo. Credimi.
Ti prego di essere felice, di ascoltare ogni tanto la radio sulla nostra stazione preferita, di ricordarti di bere un goccio di wiskey il venerdì sera come era nostra abitudine, di  accendere il caminetto solo nei giorni pari, di ascoltare il vento a primavera che muove i campi di girasole e d'estate le onde dell'oceano. E ti auguro di sentirti sempre come tu mi hai fatto sentire in quell'attimo eterno, interminabile e stupendo in cui sei entrato nella stanza al sant barts e mi hai guardato, mettendomi a nudo come mai nessun altro aveva fatto.E in quel momento, te lo giuro, mi sono sentito più in alto delle stelle, in un posto che appartiene solo agli innamorati, oltre le porte stesse della notte.Perché tu, tu mi hai preso la mano e portato lontano, hai spalancato con incoscienza e senza voltarti quelle porte, facendomi vibrare di leggerezza.
Perché in fondo è vero, forse noi non siamo fatti per questo mondo, forse il nostro posto è altrove, nell'interminabile secondo che scorre in uno sguardo, nell'infinita sensibilità di un pianto, in quel luogo speciale che ancora un nome non ce l'ha.
Ti prego, non incolparti per la scelta che ho fatto.
Sono e sarò sempre tuo,perché ti ho amato con tutto il corpo, con tutta l'anima e con tutto il cuore.
Non dimenticarti di me
SH

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