Il mare era sconfinato, sembrava non avere una fine; era cosí vasto, e di un azzurro talmente limpido e brillante da fare invidia persino al cielo.
Quando i gabbiani sfioravano la sua superficie, si sentivano pervasi da una nuova energia, e le sirene, quando osservavano la loro immagine sullo specchio d'acqua, erano un tutt'uno con la brezza marina.
Eppure,
quando chiunque parlava con il mare e gli faceva qualche complimento, lui si metteva sulla difensiva, guardingo, e rispondeva: <<ti sbagli, io sono solo un ammasso d' acqua>>.
Tutti lo invidiavano, anche i fiori, cosí belli e delicati.
Non c'era nessuno che non volesse diventare il mare.
Ma ciò nonostante, lui rimaneva convinto di non essere niente, solo acqua, e che chi vedeva qualcosa di diverso in lui, sicuramente glielo faceva presente solo per una questione di educazione, e non perché lo pensava davvero.
In fondo, cosa avevano le api da invidiargli?
Loro potevano volare ovunque, andare dove le conducevano i piú futili capricci.
Cosa avevano da invidiargli gli elefanti?
Animali con una possenza tale da riuscire a spaventare anche un leone.
Il mare stava male, tutti riuscivano a specchiarsi grazie a lui, ma lui non riusciva a farlo da nessuna parte, non si era mai visto; probabilmente, per questo non riusciva a capire che non aveva motivo di desiderare di essere qualcun altro.
Non si rendeva conto che lui poteva andare ben oltre rispetto a dove poteva arrivare un ape, e che nelle sue giornate di tempesta, poteva abbattere un intero branco di elefanti.
Era ignaro dei coralli che crescevano dentro di lui, dei colori che si espandevano, dei giochi di luce sulla sua superficie o della vita che grazie a lui si era generata.
Semplicemente non lo sapeva.
Non lo vedeva.
Tutti noi abbiamo dentro dei coralli, dei colori e delle conchiglie che racchiudono preziosissime perle. Abbiamo anche degli squali sempre in agguato, che bramano l'occasione per farci barcollare e cadere. Ma siamo noi. Il mare non é un ape perché nel mondo cé bisogno sia del mare che dell'ape. C'é bisogno di te, cosí come sei, con gli squali che so, conosci già a memoria e sai esattamente quanti sono, che forma hanno, e addirittura dove sono le loro cicatrici; ma tu non sei solo questo, sei anche pieno/a di meraviglie, stracolmo/a di antichi tesori sepolti e di gioiosi cavallucci marini che nuotano allegri tra un ombra e l'altra, illuminando la loro strada, la tua strada.
Tu sei come il mare, sei stupendo/a ma non lo sai.
Casarino Irene
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L'oceano che hai dentro
Short StoryOgnuno dentro di se ha un vero e proprio oceano di emozioni, di paranoie e paure. Ma questa cozzaglia confusa di elementi, ci rende unici, particolari, Noi stessi. Questa storia é per chi non riesce a vedere tutte le meraviglie che nasconde dentro d...
