Dimples || Daniel Ricciardo

974 42 37
                                        

La luce del sole filtrava tenue, illuminando parzialmente il letto ed il resto della mia stanza.

Aprì piano gli occhi, cercando di abituarmi a quel poco di luce; sorrisi quando li aprì del tutto, notando una figura dormire beata accanto a me.

Mi girai piano nel letto, avvicinandomi piano, per evitare di porre fine al suo sonno così beato e tranquillo.

La sveglia sul comodino segnava appena le sette e un quarto.

Doveva essere tornato da poco più di due ore, circa.

Mi piaceva quando ero costretta ad addormentarmi da sola e al mio risveglio lo trovavo lì, accanto a me.

Sapevo che soffrisse tanto questa nostra distanza, forse un po' di più rispetto a me, dato che era sempre lui quello che doveva partire e andare via.

Più volte gli avevo ripetuto che non mi lasciava da sola per capriccio, ma perché il suo lavoro lo prevedeva.

Fece un verso strano, allungando poi una mano verso il mio lato.

Piano piano avvicinai la mia mano alla sua, facendola sembrare ancora più minuscola.

Un piccolo sorriso si aprì sul suo viso stanco, mostrandomi le sue bellissime fossette.

Con movimenti lenti e delicati mi avvicinai ancora di più a lui, poggiando la testa sul suo petto nudo e avvolgendo il suo braccio attorno alla mia vita.

Mi accucciai contro di lui, sentendo subito quel calore così familiare.

Era fine novembre, le temperature erano stranamente basse a Monaco e lui dormiva a petto nudo trasmettendo un calore allucinante.

Lo prendevo spesso in giro, dandogli del termosifone e lui rideva sempre, mostrandomi quelle piccole fossette un po' nascoste dalla sua onnipresente barba scura.

La sua mano intrecciata alla mia riscaldava la mia vita coperta da una sua maglietta a maniche lunghe, mentre l'altra era rimasta poggiata sul materasso, fino a quando non portai la mia mano libera sul suo petto.

Il mio più grande difetto è sempre stato quello di avere le mani gelide.

Ma era questo il bello di avere un fidanzato caldo come un termosifone: era in grado di riscaldarmi sia il cuore, che le mani, facendomi sentire la persona più felice e fortunata al mondo.

Mi morsi il labbro, consapevole di averlo svegliato con la mia mano gelida, forse anche più fredda di quella di Elsa, la protagonista di Frozen.

-Smettila o finisce male- la sua voce rauca da appena sveglio era sempre un colpo basso -Non volevo svegliarti, mi sento in colpa ora- risposi lasciandogli un piccolo bacio sul petto -Ho dormito un bel po' in aereo, non preoccuparti- sorrise con gli occhi ancora assonnati.

-Mi sei mancata, piccola- disse stringendomi fra le sue braccia muscolose -Anche tu, honey badger- sorrisi facendomi ancora più piccola.

Daniel poggiò le sue labbra sulla mia fronte, spostando le sue mani lungo la mia schiena, scendendo fino al sedere.

-Sei impossibile, Ricciardo- commentai scuotendo piano la testa -Ma mi ami proprio per questo- sorrise innocente, dandomi un bacio sul naso -Se non la smetti, inizio a toccarti le fossette- lo minacciai con le labbra a un soffio dalle sue, così morbide e carnose.

Daniel fece uno dei suoi versi strani, tipici di quando ride -Potrei lasciartelo fare, sai? Mi sei mancata troppo e vedere gli altri con le loro fidanzate non ha aiutato di certo- affermò prima di darmi un bacio a fior di labbra -Manca poco e avrò finito con la tesi, poi sarò tutta tua e mi potrai portare ad ogni singolo Gran Premio- sorrisi accarezzandogli la guancia sinistra.

Dimples || Daniel Ricciardo Histórias para pegar e não largar. Descubra agora