"E per questo ha messo una nota alla classe" la voce di Lea fece eco in tutta la palestra già abbastanza caotica. C'erano all'incirca un'altra quindicina di persone e tutte stavamo parlando con amici o conoscenti. Una luce opaca, entrava dalla grande finestra di fronte a Alis, ormai era arrivato novembre, la scuola era iniziata da qualche mese e la sera iniziava a calare sempre prima. L'autunno, metteva una sensazione di vuoto e malinconia, ad Alis, che amava la luce estiva, anche se preferiva di gran lunga la primavera, con la sua brezza rinfrescante che carezzava la pelle durante le giornate soleggiate di giugno, quando l'estate era ormai alle porte.
Conosceva Lea da circa un anno, una ragazza aperta e forse un po' egocentrica, le stava raccontando come, quella pazza della prof d'inglese, aveva messo una nota all'intera classe, per puro stress personale e di come, ora, erano ricadute dure conseguenze sulla classe. "Quindi ciao ciao, cara gita." Concluse Lea, liquidando con la mano l'idea di andare in viaggio d'istruzione insieme alla classe di Alis in dicembre.
"Perciò, per una nota così insignificante non potrete venire in gita?" Chiese la ragazza dai capelli biondo cenere, con un tono leggermente infastidito dalla notizia.
"Così dicono" ammise Lea, spostando lo sguardo da Alis alla finestra, intenta a osservare il sole mentre spariva dietro la casa di fronte. Il cielo si era colorato di diverse tonalità dal rosso al viola, fino a diventare di quel familiare blu intenso, comune durante il crepuscolo. "Cercheremo di convincere il professor Freyman a portarci, dopotutto pure lui è al corrente dell'irascibilità della Watt." Freyman era un uomo grande e grosso che poteva infliggere anche un po' di paura a qualcuno, ma in realtà era uno dei professori più coerenti e gentili dell'intero istituto a Lake Placid. Avrebbe sicuramente trovato un compromesso.
Alis prese tra le mani la coda di cavallo che si era fatta rapidamente qualche minuto prima e la tirò leggermente per evitare che si afflosciasse come il suo umore nelle ultime settimane, provava una strana sensazione che nemmeno lei riusciva bene a spiegare, stava diventando particolarmente pigra e malinconica, tutto ciò che desiderava era tornare a qualche mese prima, quando la sua unica preoccupazione era doversi lavare i capelli ogni giorno, per il cloro della piscina dei suoi cugini, Kyle e Katniss. Tante cose non le piacevano dell'arrivo dell'inverno, come congelarsi le mani ogni mattina mentre andava a scuola, nonostante i guanti di lana, che per un qualche motivo a lei sconosciuto, non le riscaldavano per niente le mani, anzi, se aveva ancora tutte le dita attaccate, probabilmente, era sotto una specie di benedizione. Un altro motivo per cui odiava l'inverno, era dover abbandonare la sua amata pista di atletica, due allenamenti su tre si svolgevano all'interno delle palestre in inverno e lei avrebbe fatto di tutto per tornare ad allenarsi all'aperto, con temperature più consone magari, ma faceva freddo e non poteva negarlo. Portò i suoi occhioni blu sull'orologio a muro e noto con una sorta di soddisfazione, che erano già passati cinque minuti dall'inizio dell'allenamento e loro, invece, non avevano nemmeno fatto riscaldamento. Non che per lei fosse un peso allenarsi, anzi, ma quel giorno era particolarmente stanca, non vedeva l'ora di andare a casa e abbuffarsi sulla polenta fatta in casa da sua madre, che era una delle cose più buone al mondo per Alis.
All'improvviso venne riportata alla realtà da una ventata di aria gelida, che la fece rabbrividire all'idea di dover uscire un'ora più tardi per tornare a casa. Imprecò in silenzio contro se stessa per essersi scordata per l'ennesima volta la sciarpa a casa.
Guardò con curiosità fuori dalla porta della palestra per cercare di scorgere chi fosse entrato dalla porta d'ingresso, ma venne preceduta, un ragazzo castano entrò proprio in quel momento. Alis non aveva mai visto prima quel ragazzo, perciò concluse che doveva essere un nuovo atleta. Distolse lo sguardo annoiata e si avvicinò a Lea e Clarissa, la terza componente del trio, entrambe concentrate in una discussione su chi andasse peggio in matematica.
Dopo qualche minuto, Lea notò il ragazzo nuovo e lo salutò con un rapido cenno della mano.
"Lo conosci?" Chiese incuriosita Clarissa, scrutando con attenzione lo sconosciuto, per poi tornare a guardare Lea, che nel frattempo aveva scrollato le spalle in modo indifferente. "Non abita molto distante da casa mia. Possiamo dire che lo conosco di vista." Spiegò rapidamente la ragazza cercando di liquidare il discorso. Solo allora, notò Alis, che il ragazzo nuovo le stava fissando, la bionda girò la testa e incrociò lo sguardo del moro, che dopo un paio di secondi distolse lo sguardo, insieme ad Alis.
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Tutto ciò che ho perso.
Teen FictionAlis e Sebastian sono i protagonisti di questa sottospecie di storia d'amore. No, non è la classica storia, dove lui è un ragazzo difficile e lei finirà per innamorarsi e soffrire... o forse sì? In questo libro vi verrá narrata tutta la loro storia...
