AU nella quale Louis non sopporta proprio il suo vicino di casa.
O nella quale Harry è un musicista e adora suonare di notte.
Dalla storia:
«E chi te lo dice che io non l'abbia fatto apposta per vederti? Sei ancora più bello quando sei incazzato...
Sono contentissima di ripubblicare questa storia dopo cinque anni dalla prima pubblicazione (mi sembra impossibile siano già passati cinque anni, eppure è così <3). La considero il mio posto sicuro, in assoluto, e spero lo possa essere anche per voi. Nelle prossime settimane mi occuperò di ripubblicare una sorta di prequel e un sequel di questa storia. Vi abbraccio.
Alessia
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A te PicciGiù, a te che sei una forza della natura. Ti voglio bene, più di quanto immagini.
Come il mare con gli scogli
Se c'era una cosa che Louis Tomlinson, trent'anni sulla carta ma molti meno percepiti sapeva, era quella di non sopportare le case a schiera. Insomma ... che senso avevano? Louis le trovava sgradevoli prima di tutto esteticamente: danno l'impressione di essere parte di un unico enorme blocco e sembrano, per questo, tutte ammassate tra loro. E quindi: zero privacy. Ed ecco il secondo motivo per il quale le odiava. E abitare nella periferia di Londra, non faceva altro che aumentare il suo fastidio; specie perché, Louis abitava proprio in una casa a schiera.
... Già! E non è tutto! ... Infatti, Louis abita in una delle zone più trascurate della capitale inglese. Non fraintendiamoci, casa sua è piuttosto moderna - poiché lui l'ha rinnovata da cima a fondo -, ma è comunque vecchissima. Dieci anni prima, quando da Doncaster aveva deciso di trasferirsi a Londra, non poteva permettersi granché. Con i soldi che aveva messo via negli anni, facendo qualche lavoretto part-time, era riuscito a prendere in affitto quella piccola casetta. E non gli era parso un grande problema il fatto che si trovasse in uno dei primi quartieri della città ... fino a quando non aveva scoperto quanto fossero sottili le pareti. Quanto riuscisse a sentire perfino lo starnuto del suo vicino. Appunto ... dicevamo? Zero privacy.
Louis poi amava i rituali e ne aveva uno per quasi ogni cosa: dopo aver fatto colazione, doveva fare una piccola passeggiata attorno all'isolato; prima di andare a fare la spesa, doveva controllare un milione di volte ciò che aveva in frigorifero, per poi fare una lista di quello che avrebbe dovuto comprare. Sì, era un tipo piuttosto pignolo ... anzi! Diciamocelo chiaro e tondo: era un grandissimo "rompi scatole" - per non dire altro - come lo definiva Liam, il suo migliore amico. E Louis era profondamente conscio di esserlo, ma la cosa non lo disturbava affatto.
Il suo rituale preferito, tra i tanti che aveva, era quello di sedersi sulla sua sedia in vimini con una tazza di tè bollente fra le mani e gli articoli da correggere per il giorno successivo sulla scrivania. Essere il redattore capo di una rivista, era impegnativo. Louis passava ore e ore - e ancora ore - a leggere gli articoli, a sottolineare le frasi che lo colpivano oppure ad eliminare quelle che riteneva ripetitive o banali. Ma lui amava farlo. Aveva lavorato tanto, tantissimo, per ottenere quel lavoro. Per il suo lavoro, aveva dovuto rinunciare a molte cose, ma lo avrebbe rifatto altre mille volte.