*CONTINUA SU MashedPotatoY*
Giugno 1959. I Quarry Men sono distanti, bloccati e senza un batterista.
La chitarra di George suona per "Les Stewart Quartet".
Le mani di John si scontrano con i nasi della gente o gesticolano sopra i boccali di birra ai...
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La riconosco subito dalla prima nota anche se il volume è basso e il motore dell'auto sovrasta tutto.
La voce, l'atmosfera retrò. La canzone che esce dalla radio in bilico sul cruscotto di questa dannata macchina che ci sta sballottando da quasi cinque ore in mezzo alla polvere mi blocca sul sedile, mi folgora proprio come mi aveva fatto lei.
"We'll meet again
Don't know where, don't know when
But I know We'll Meet Again".
Era la nostra promessa.
«Ci rivedremo ancora?»
«Alla fermata dell'autobus, domattina».
Ci rivedremo ancora?
Quanto lo vorrei. Quanto vorrei che quel passato tornasse, un passato fatto di piccole certezze che erano tutto. Quanto vorrei rivederla.
«Paul?» mi chiama Jane risvegliandosi dal sonno in cui era caduta due ore fa. Devo averla svegliata muovendo nervosamente la gamba vicino alla sua o semplicemente è stata colpa dell'ennesima buca di questa strada sterrata bruciata dal sole cocente che entra dai finestrini e potrebbe incendiare anche me. Mi manca il respiro, mi sgancio un altro bottone della camicia.
Jane mi prende le dita che sto martoriando con i denti ma senza stringerle, le allontana dalla mia bocca e mi lascia la mano. Se siamo qui è anche per questo, per cercare una pausa da tutto e da tutti, per ritrovare la nostra intimità, per tentare di appianare la tensione che ci sta allontanando in quest'ultimo periodo.
«Tutto bene?» mi chiede guardandomi assonnata.
Annuisco alla sua domanda ma sono scosso e non riesco a riprendermi. Allontano la frangia sudata dalla fronte, passo un dito su una palpebra, mi mordo ancora le unghie, non riesco a stare fermo.
Questa canzone è arrivata all'improvviso, è come se mi avesse risvegliato bruscamente. Stavo ripetendo mentalmente la melodia alla quale sto cercando di dare un testo da mesi, osservando il paesaggio assolato fuori dal finestrino, e boom. Un po' come quegli stessi accordi che non abbandonano mai la mente da ormai troppi mesi. Mi sono svegliato una mattina dell'anno scorso e boom , c'era, magica e particolare, come se qualcuno me l'avesse suggerita mentre dormivo.
Non mi dà pace, non dà pace a nessuno a dire il vero, credo mi stiano odiando tutti. Ma non può stare con un testo che parla di uova strapazzate e belle gambe, non può andare sprecata una cosa del genere. Credo sia la migliore che io abbia mai composto.
"We'll Meet Again
Don't know where, don't know when
But I know we'll meet again
Some sunny day".
In un giorno di sole, come questo di oggi. È come se io e lei ci fossimo incontrati ancora, adesso, qui in questo giorno di sole. Lei è qui, ieri è qui. Vorrei che fosse qui.
«Ma che succede, Paul? Posso saperlo? Sembra tu abbia appena visto un fantasma».
Più o meno. Un fantasma, un'ombra scura muta, impalpabile e irreale sopra di me che si è portata dietro tutto il suo passato. Lei è diventata l'ombra scura sul muro che un tempo si univa alla mia.
«Vuoi dell'acqua? Questo caldo è asfissiante anche per me...»
«No, Jane, grazie».
Mi fiondo sulla sua borsa poggiata tra noi due, sul sedile in continuo movimento per via della macchina, e recupero una busta di carta marrone del pranzo ormai finito. La penna la prendo dalla tasca della mia camicia schifosamente sudata.
"There's a shadow hanging over me
Oh yesterday came suddenly"
Why she had to go?".
«Sei sicuro di stare bene, Paul? Cosa scrivi così di fretta?».
"Now I long for yesterday".
«Sto benissimo, Jane! Ho finalmente trovato un senso alla melodia alla quale lavoro da mesi!»
«Ancora lavoro... anche in vacanza».
Mi serve anche una sigaretta, dove le ho messe? Mi servono, sono nervoso, in fibrillazione, eccitato. La prima cosa che farò appena arrivato alla villa sarà quella di chiedere a Bruce una chitarra.
«Paul, siamo venuti qui apposta per pensare a noi due. E quella canzone ti ossessiona da troppo tempo! Ossessiona anche John e gli altri, a dirla tutta, compresa la troupe di Help e me!».
Questo suo tono mi contorce le viscere dal senso di colpa o fastidio, magari tutt'e due. Era così facile amare, ieri. Mi svegliavo nel letto di Forthlin Road e sapevo di amarla. Andavo a dormire la sera e continuavo ad amarla. Era naturale, era strano, era come un miracolo. Perchè allora è tutto rimasto a ieri?
Non sto a sentire Jane, continuo a scrivere perchè non mi deve sfuggire, perchè finalmente ce l'ho.
"Yesterday, love was such an easy game to play,
Now I need a place to hide away, Oh, I believe in yesterday".