I miss you

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Thomas si stese nel suo letto e spense la luce.
La stanza diventò buia come, ormai, lo era diventato il suo cuore.
Guardò la tenda davanti a sé e si perse nei suoi pensieri.
Thomas aveva preso l'abitudine di ripensare a tutto quello che gli era successo prima di andare a dormire.
O, almeno, quasi a tutto.
Cercava sempre di non pensare a l'unica cosa che lo faceva sprofondare in un abisso senza luce.
Cercava di non pensare mai al suo migliore amico biondo.
Qualche volta, però, gli capitava e si ritrovava sempre a piangere nel suo letto con un senso di colpa enorme.

Thomas iniziò a ricordare gli ultimi momenti passati con il biondo.
Ricordava ancora la pazzia che lo aveva pervaso.
Ricordava le sue ultime parole e i suoi occhi che, per un momento, erano ritornati quelli di sempre.
Quelli del ragazzo che aveva conosciuto nella radura e che lo aveva seguito ovunque.
Gli occhi di cui si era innamorato.

Perchè si, Thomas amava Newt.
Lo amava con ogni particella del suo corpo.
Quanto lo rivoleva indietro per stringerlo fra le sue braccia forti, non più quelle di un ragazzino, e abbracciarlo.
Tenerlo al sicuro da tutto.
Oh, quanto avrebbe voluto tenerlo al sicuro da tutto.
Proteggerlo, per sempre, da qualunque pericolo.
Però poi era stato lui stesso ad ucciderlo.
Newt lo aveva pregato di ucciderlo e lui lo aveva fatto. Aveva messo fine alle sofferenze del biondo.
Ma chi metterà fine alle mie di sofferenze? si chiedeva Thomas.

Alzò il viso e fece un sospiro strozzato.
Uno di quelli che si fanno quando cerchi di trattenere le lacrime e i singhiozzi.
Si alzò dal letto, sapendo che non sarebbe riuscito ad addormentarsi, e andò fuori.
Si avvicinò alla riva del mare e osservò il cielo pieno di stelle.
Sperava davvero che Newt potesse vederlo dall'alto.
Sperava davvero che, in fondo, il biondo non lo avesse mai lasciato.

Una lacrima rigò la sua guancia, seguita da altre, subito dopo.
Se il destino non fosse stato così crudele con lui ora starebbe guardando quel cielo stellato con il ragazzo che amava.
Singhiozzò sempre più forte e si strinse nelle spalle per il leggero freddo.
La luce lunare gli illuminava il viso.

Ad un certo punto sentì un po' di calore circordarlo.
Come se non ci fosse mai stato il venticello di prima.
Sentì un leggero fiato sul collo.
Thomas aveva capito che ciò non era normale.
«N-newt, sei tu?» parlò singhiozzando.
Si sentiva matto, ma voleva tentare.
Alla fine c'era solo lui.
Non ebbe una risposta ma sentì ancora del fiato sul collo.
Thomas sperava fosse Newt.
«M-mi manchi. Mi manchi così tanto. Vorrei stringerti a me, Newt. Mi dispiace. Mi dispiace di non essere riuscito a salvarti» sussurrò piangendo.

Thomas chiuse per poco gli occhi, facendo un respiro profondo, e quando gli riaprì vide, solo per un secondo, il volto di Newt vicino al suo.
Pensò di aver avuto un allucinazione ma, una parte di lui, sperava il contrario.
«Non sono riuscito a dirti quanto ti amo» parlò piano, come se alzare la voce facesse sparire quella sensazione strana.
Sentì un'ondata di caldo e vide, per un solo misero secondo, il volto di Newt sorridere con le lacrime agli occhi.
Poi Thomas sentì di nuovo freddo.
La sensazione di calma e il calore lo abbandonarono.
Scoppiò in lacrime ma con un leggero sorriso.
Perchè, nonostante tutto, aveva rivisto il suo Newt per un ultima volta e gli aveva detto quello che provava.

I miss you [Newtmas OS]Stories to obsess over. Discover now