Roma, 20**.
Un paio d'ore dopo l'inizio della festa a sorpresa per i miei diciannove anni, io e Amy sgattaiolammo sul tetto con una bottiglia di prosecco.
Ormai non ricordo quasi nulla di quella giornata, ma ancora oggi quando ripenso ai miei momenti più felici ho come un lampo di me in lacrime sul bordo di quella piscina mentre tutti cantano a squarciagola "Tanti auguri Emma!" incespicando tra le note come farebbe un ubriaco.
Ma, come ho detto, io e Amy eravamo sgattaiolate sul tetto per bearci del tepore dorato del tramonto.
Se chiudo gli occhi posso ancora vederla: lo sguardo assorto nel sole, le braccia strette al petto, indecisa se perdonarmi sul serio oppure no dopo un lungo mese di guerra fredda.
"Non farlo mai più." Si limitò a dire alla fine.
"Mi dispiace..." Sussurrai io.
"E allora perché lo hai fatto?"
Trattenni un sospiro. Me lo chiedevo anche io: l'unica risposta possibile era che un cane deve leccarsi le ferite in silenzio.
"Non voglio rovinarti la festa." Continuò guardando fissa davanti a sé. "Ma sappi che dovremo parlarne, prima o poi."
"Sì. Sì, lo so."
E poi, come promesso, cambiò argomento, senza più menzionare il fatto che senza rendermene conto l'avessi messa da parte per un'intera estate.
Lisbona, le chiamate rifiutate, i messaggi non letti: quel cane era parecchio messo male.
Parlammo di scuola (Amy doveva affrontare il suo primo anno di agraria, io l'ultimo di liceo) e la conversazione scivolò naturalmente verso l'Avviamento al lavoro.
"Quando inizia?"
"L'8 ottobre."
Mancavano solo due settimane.
All'epoca era ancora in vigore: ogni studente all'ultimo anno di liceo doveva accumulare un certo numero di ore di esperienza lavorativa per potersi diplomare. Io ero stata selezionata per partecipare a quello organizzato da Palazzo Romano.
"Ma quindi cosa vi faranno fare? Le fotocopie?"
"Non lo so. Il programma è nato solo quest'anno, quindi nessuno sa nulla. Però ci terranno un corso per imparare come rivolgerci alla nobiltà."
"Quindi conoscerai la nobiltà?"
"Può darsi, non lo so."
"Altrimenti perché vi servirebbe un corso?"
Feci spallucce. "Te lo dirò quando l'avrò capito. Ah, anche se in realtà dovrò firmare un accordo di segretezza."
"Allora basterà infrangerlo."
"E non possiamo portare i cellulari."
"Ma scherzi?!"
Le assicurai che ero serissima.
Sbuffò. "Certo che questi sono proprio dei montati. Ho capito che lì ci vive la famiglia reale, ma trattarti come una terrorista! Chi ha mai voluto fare quell'Avviamento? Ti hanno chiamata loro."
Ridacchiai. Se era entrata in modalità Amy protettiva, allora c'era una minuscola possibilità che mi avesse davvero perdonata.
"Ma senti, non sarà che incontrerai il principe?" Chiese dopo averci riflettuto su un attimo.
"Quale?" Chiesi facendomi ingenua.
"Ma Alessandro, no? Scusami: il cellulare, l'accordo di segretezza, il corso! Deve esserci un motivo."
Ah, il principe Alessandro. Aveva vent'anni, studiava legge all'università di Bologna e due terzi della popolazione femminile italiana lo considerava bello come un dio. Io e Amy eravamo immuni al suo fascino e potevamo permetterci di scherzarci sopra.
Amy sorrise, indovinando i miei pensieri: "Non l'hai pure già incontrato? Chi lo sa, magari è la volta buona che ti trovi un ragazzo. Eh, Emma?"
"No, grazie. Io con la nobiltà ho chiuso."
"Sì, sì, adesso dici così, ma non appena lo vedrai ti scioglierai come un ghiacciolo al sole." Mi stuzzicò Amy.
"Ma dai!" Esclamai scandalizzata. "Non lo sai che è fidanzato?"
Cadde dalle nubi. "E con chi?"
"Come con chi? Ma dove vivi? Con Livia Pozzi! Si sono conosciuti alla prima di un film, è su tutti i giornali."
"Aspetta, chi hai detto che era...?"
"Livia Pozzi."
"Ah. Quindi c'è aria da matrimonio?"
"Be'. In realtà la notizia non è stata confermata ma..."
"E allora lo vedi che hai ancora una possibilità? Non disperare, Emma! Ma poi chi sarebbe questa tipa?"
"L'attrice che faceva la rivale della protagonista in Un posto per due."
"Che?"
"Il film d'amore sulla ballerina e l'imprenditore."
Sguardo confuso.
"Quello che abbiamo visto a casa tua."
No, ancora nulla.
"Hai rovesciato tutti i popcorn sul pavimento."
"Ah! Ah, quello. Ho capito, ho capito. Era carino, quel film."
Era proprio da Amy dimenticare qualsiasi cosa che non fosse legata al nuoto.
"Comunque se lo incrocio ti faccio fare un autografo, va bene?"
"Te ne sarei grata per sempre."
Scoppiammo a ridere.
"Ma com'è possibile che sono rimasta in Portogallo per un mese e ne so più di te?" La rimproverai con un sorriso.
Amy raggelò.
Distogliemmo entrambe lo sguardo.
Ed ero appena riuscita a farle dimenticare tutto...
"Mi dispiace."
"Smetti di ripeterlo." Mi disse brusca.
Fissammo gli ultimi barlumi di sole eclissarsi lentamente oltre l'orizzonte, poi Amy riprese la parola.
"Torniamo dentro?"
"Sì."
Raccolsi la bottiglia di prosecco ancora integra e scendemmo per quelle scale umide.
Nessuno si era accorto della nostra assenza, per quanto triste possa sembrare.
Passai il resto della serata a chiacchierare con gli altri invitati, cercando di scacciare la soffocante certezza che la mia amicizia con Amy non sarebbe più stata la stessa.
Avevo ragione.
Ma riflettendoci dopo anni, ora che so tutto quello che di lì a poco sarebbe successo, era poi così importante?
Due settimane dopo ero davanti a Palazzo Romano nel mio completo migliore, pronta per iniziare il mio Avviamento al lavoro.
Inconsapevole di essere un agnello sacrificale davanti alle porte del macello.
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PRINCE
Roman d'amour"Ma se davvero dovessi ricondurre tutto a un istante preciso, a un'azione scatenante che porterà al folle effetto domino in cui sto annegando, allora quel momento sarebbe esattamente quando ho cercato di convincermi che il principe non stesse fissan...
