Non vedevo più nulla. Soltanto un grande vuoto che mi opprimeva le spalle, fino a spingermi verso terra. Avevo la sensazione di star affogando tra le mie lacrime, le stesse che mi solcavano il viso, come la pioggia sul terreno.
Le mani mi tremavano, non solo per la freddezza della stanza in cui mi trovavo...
Era come se il cuore perdesse i suoi battiti, come se volesse fermarsi. E la mente? E la mente si era già fermata. I pensieri che ritenevo più importanti andavano scemando via via nella foschia che la occupava.
I miei occhi si rifiutavano di vedere la crude realtà che stavano vivendo. Non avevo più le forze in corpo, neanche per alzare lo sguardo sul commissario che gironzola a per la stanza con quei suoi passi pesanti che parevano rimbombare nelle mie orecchie. Potevo avvertire il suo sguardo bruciare sulla mia pelle e addolcirsi ogni qualvolta incrociasse il mio. Aveva pietà di me. Finalmente alzai il capo verso quella figura. Si vergognava di vedermi in quello stato, proprio come un dottore quando deve annunciare una brutta notizia al paziente. Si avvertiva l'imbarazzo nei suoi movimenti come se non fosse in grado di parlarmi, ma ormai io sapevo già tutto. Che tanto le parole non servivano a niente! Quello che è stato fatto è stato fatto. Non si poteva più tornare indietro e anche ne avessi avuto la possibilità avrei commesso gli stessi errori, perché nessuna macchina del tempo sarebbe stata in grado di portarmi così indietro da riaverla sotto la mia ala.
Piangevo su quei giorni non trascorsi con lei quando la lasciavo sola a casa, ancora bambina a badare a se stessa, per andare a lavoro, che comunque non era abbastanza neanche per pagare l'affitto.
Ero proprio a lavoro quando ricevetti quella chiamata. Lavoravo in una caffetteria vecchio stile come cameriera. La mia unica preoccupazione in quel momento era portare i pasti caldi ai clienti che nel frattempo si lamentavano dello scarso servizio. Ad aggravare la situazione c'erano gli occhi del mio capo che seguivano ogni mio movimento per scorgere il minimo errore.
Trasportava un vassoio su cui era posata una caraffa piena di caffè, quando mi avvisarono di una chiamata per me dalla polizia. Iniziai ad agitarmi. Non avevo mai compiuto alcun reato contro la giustizia, ma comunque sentivo il mio cuore battere forte e la gola secca. Afferra i la cornetta con una mano sola e con l'altra tenevo il vassoio. Il commissario non ebbe alcuna paura nel dirmi cosa fosse successo. Quelle parole mi rimbombavano nella testa; persi l'equilibrio e feci scivolare gli ordini dei clienti sul pavimento. Si ruppe tutto in mille pezzi, un po' come il mio cuore. Sembrava come se qualcuno mi avesse trafitto lo stomaco con un pugnale. Mi mancava l'aria, respirare era diventato improvvisamente difficile. Chiusi gli occhi per qualche secondo nella speranza di riaprirli e scoprire che fosse tutto un sogno. Invece era tutto vero!
Lasciai alle spalle il mio capo e le sue urla e corsi all'impazzata verso l'uscita. Mi minacciava anche di licenziarmi ma non m'importava, volevo vederla ancora una volta. E nel frattempo sentivo quelle parole ripetersi nella mia mente come se mi tormentassero.
Arrivai troppo tardi. Le sirene delle ambulanze illuminavano il cielo al posto delle stelle. Usai le mie ultime energie per sputar fuori un urlo di frutrazione seguito da un fiume di lacrime. Cercai di avvicinarmi ma non mi permisero di farlo, nonostante fossi sua madre. Riuscii soltanto a scorgere una barella entrare nel veicolo, ma del suo viso neanche una traccia: era coperto da un velo bianco. Mi inginocchiai sull'asfalto. Non c'era più nessuno che potesse consolarmi in qualche modo, neanche i paramedici che non mi degnavano di uno sguardo.
Rimasi sola con me stessa sotto il ponte continuando a urlare dal dolore mentre la gola si graffiava mano a mano.
Non potevo crederci, non volevo crederci! Sarei voluta andarmene prima di lei, in modo da non soffrire per la sua morte.
Ma ormai era certo. Mia figlia era morta.
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October 23rd
RandomDove la madre di una ragazza sedicenne di nome Jocelyn trova il suo diario e scopre il suo triste mondo... by @giacyslover & @I_miss_bizzle 21-03-2019
