Nico era davvero in imbarazzo. Diciamo che sentirsi dire dal ragazzo che ti piace di abbassarti i pantaloni potrebbe creare un leggero sgomento.
Aveva un taglio enorme sul fianco destro e la cintura tagliata a metà. Maledetto il giorno in cui aveva deciso di aiutare Percy con Mrs. O'Leary.
«Non fa niente, lascia stare.» disse coprendo la ferita con la maglietta. Si stava alzando quando Will lo afferrò per il polso.
«Nico! Quel taglio si infetterà, è questo che vuoi?»
«si»
«Andiamo! Non devi sentirti in imbarazzo, faccio sempre queste cose, insomma...sono un medico»
Dire ad una persona già imbarazzata di non imbarazzarsi non fa altro che imbarazzarla di più! Oh miei dei, quanti "imbarazzo" ho detto?
Will lo guardò dolcemente e Nico si lasciò convincere, così prese il figlio di Ade per mano e lo trascinò sul lettino.
«Questo farà un po' male.» avvertì, prima di posare sulla ferita del ragazzo un panno intriso di chissà quale medicina.
In effetti, gli fece male. Nico contorse il volto in smorfie di dolore, cercando di non lasciar trapelare alcun segno di dolore. Peccato che, poco dopo, la sua mano stringeva quella di Will. La ritrasse subito.
Will non poté fare altro che sorridere leggermente, felice di quel gesto concessogli dal figlio di Ade. Poi il figlio di Apollo arrivò al bordo dei pantaloni.
«Dovresti abbassare un po' la vita dei jeans.» disse sopprimendo una risata. Il viso di Nico avvampò visibilmente. Si abbassò la vita dei pantaloni in modo impacciato, cercando di nascondere le sue gote rosse.
Quanto odiava provare certi sentimenti. Quanto odiva provare qualsiasi sentimento.
Will bendò la ferita e rimase a guardarlo negli occhi per qualche secondo di troppo.
«Cosa c'è? Ho qualcosa...qualcosa in faccia?»
«No, è solo che...» ma non fece in tempo a finire la frase, attratto dagli occhi scuri del figlio di Ade.
Si avvicinò pericolosamente e Nico si allontanò e, in tutta risposta, fece ciò che gli veniva naturale. Istintivamente scansò il figlio di Apollo e in un istante si ritrovò al sicuro nella cabina che odiava di più: la sua.
Il suo cuore sembrava volergli perforare il petto. Non lo sopportava.
Quella sera Nico, ancora con un velo di imbarazzo dipinto sul viso, si diresse a cena. Mentre si sedeva al suo tavolo, da solo, qualcuno si sedette davanti a lui.
«Mi dispiace. Capisco il tuo gesto, non avrei dovuto farlo. Scusami.» Si alzò dopo qualche secondo e andò a sedersi al suo tavolo.
A Nico dispiaceva. In fondo questo significava che i suoi cosiddetti sentimenti erano ricambiati, ma era pronto ad ammetterlo?
Quella stessa sera, Nico si fece coraggio, respingendo il desiderio di scappare lontano da lì.
Mentre Will parlava con alcuni figli di Efesto, Nico si diresse da lui, facendo zig zag tra la gente.
«W-Will?»
Will si voltò e salutò frettolosamente i figli di Efesto, che lo guardarono di traverso per poi tornare a parlare di nuovi congegni per svegliare i figli di Ipno.
«Io volevo fare quello, ma...è una cosa nuova, per me»
Era difficile ammetterlo, per Nico. Forse stava parlando più a se stesso che con Will. Se ne accorse e tornò a guardare i suoi occhi azzurri.
Provò ad avvicinarsi in modo naturale, fallendo miseramente. Will per fortuna lo capì le sue intenzioni e aiutò il figlio di Ade. Erano a pochi centimetri l'uno dall'altro e Nico poteva sentire il respiro del figlio di Apollo dul viso.
«Se non ti senti pronto va bene. Non sei costretto.»
Nico ci riflettè qualche secondo. Era quello che voleva? Lo era davvero?
Pochi secondi dopo le loro labbra si con giunsero in un tenero bacio. Nico era molto imbarazzato, ma provava qualcosa di...diverso, nuovo. Provava un sentimento che lo faceva sentire bene. Era felice, felice e innamorato. I sentimenti non erano poi così male, in fondo.
Spazio Autrice: sciauuuu a tutti! Questa è la mia prima Solangelo e una delle mie prime storie, o meglio immagina, in assoluto quindi si accettano critiche costruttive e consigli di ogni tipo. Spero vi sia piaciuto!💕
-Phoenix
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Short StoryStorie brevi, sketch, immagina e molto altro. Tutto ciò che mi passa per la mente lo trovate qui.
