3# katsudeku - 19/02/19
ᴀɴᴛɪᴄɪᴘᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ꜱᴛᴏʀɪᴀ
«ahh...ahh...k-kacchan..» i gemiti del più piccolo si facero sempre più forti. Con la sua piccola mano, tentava di soffocarli tappandosi la bocca, invano. «Zitto idiota! o ci sentiranno!» la voce de...
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«Mamma!!» la camminata lenta del piccolo bambino diventarò ben presto una corsa determinata. «Mamma!!» corse incontro alla donna, sulla ventina d'anni, lei non esitò nel sorridere al piccolo bambino stringendolo forte a se «Izuku! Potevi cadere! Sta attento» la donna cercò di avere un tono serio contro il figlio ma era più forte di lei, il dolce sorriso del più piccolo la scioglieva completamente. «Scusa mamma! Ma ero felice di vederti!» un'altro sorriso scappò sul tenero volto della madre «Allora? Ti sei divertito da Bakugo?» sul volto del più piccolo comparse un leggero rossore, annuendo più volte. «Sono stati tutto il giorno a giocare, non ho mai visto così elettrico Katsuki» aggiunse una voce alle loro spalle, che a poco a poco si avvicinò ai due, sorridente, lasciando andare un lieve sospiro al ricordo del pomeriggio frenetico, era la madre di Bakugo. «Mi dispiace un sacco, hai dovuto fare da Babysitter! -sospirò la donna- quandosono insieme nessuno può fermarli». Il piccolo cercava con lo sguardo il suo amico di giochi, «si sarà nascosto?» pensò dando dei lievi colpi sulla spalla della madre, un metodo per fargli capire che voleva scendere, infatti la madre lo posò dolcemente guardandolo con la coda dell'occhio, mentre continuava a parlava con l'amica. Izuku si avvicinò pan piano alla gamba della madre di Bakugo, dove poco prima aveva intravisto una folta chioma bionda. «k-kacchan..?» più il bambino lo chiama e più sembrava nascondersi dal proprietario. «K-kacchan.. sei arrabbiato con me?» si udì solo un leggero "tch" per poi vedere finalmente la esile figura dell'amico, Izuku sgranò di poco gli occhi, sorpreso di vedere l'amico leggermente rosso: cosa gli era preso? «T-tutto..okay?» chiese titubante «Uh- C-CERTO CHE SI BAKA! Per chi mi hai preso!?» il più piccolo sussultò sentendo il tono di voce dell'amico, ma si tranquillizzò riconoscendolo, gli prese la mano tirandolo vicino ad un parco proprio affianco a loro. «Izuku! Sta attento!» la madre si tranquilizzò sentendo un piccolo "si" «Non preoccuparti, che ne dici di prendere un qualcosa di rinfrescante?» propose l'amica, allontanandosi di poco dal parco. Nel mentre i due bambini stavano giocando fino a quando il verde non si lamentò iniziando a piangere «basta piangere, è solo un piccolo graffio» «K-kacchan... ma brucia!» il biondo infilò la mano nella tasca, correndo verso una fontanella pubblica, bagnando il fazzoletto che aveva estratto per poi ritornare affianco all'amico, posando il fazzoletto umido, sulla ferita. «A-ahiu..» il biondo osservava attentamente l'amico, trovandolo estremamente tenero in quel momento, in quei giorni stava trovando sempre più interessante Izuku anche se non capita esattamente il motivo, erano anche piccoli quindi lo trovava estremamente tenero quando piangeva o rideva, si stupiva lui stesso per certi pensieri finendo per pizziccarsi una guancia, come in quel momento. Ma qualcosa di morbido lo fece totalmente distrarre dai sui pensieri, un qualcosa di soffice e caldo, in poco tempo realizzò che l'amico gli stava baciando la guancia. «c-che fai idiota!?» chiese imbarazzato, il biondo « è già la quarta volta che ti fai male le guance.. e.. non mi piace vederti così!!» sbottò il più piccolo, guardando l'amico, aveva le lacrime agli occhi «Tch.. finisci sempre per piangere..» si avvicinò al verde, asciugandogli le lacrime col pollice, i due erano estremamente vicini l'uno all'altro e questo se ne accorsero entrambi. I loro respiri si erano come uniti tra loro, izuku percepiva questo strano calore come anche Bakugo, per entrambi era abbastanza strano ma non si vollero fermare o tanto meno dividere i loro sguardi. La piccola mano di Bakugo sfiorò la guancia dell'amico, che era come perso negli occhi color smerando di Izuku «k-kacchan..» sussurrò, la voce del più piccolo era roca e sottile, come se avesse paura che tutto quello fosse solo un sogno, i due avevano perfettamente capito di cosa avevano bisogno e pian piano le loro piccole labbra si unirono, annullando così la distanza tra i loro. Il bacio non durò tanto, essendo entrambi sorpresi «K-kacchan..questo è quello che fanno i grandi.. significa che mi vuoi bene?..» disse con un filo di voce entrambi erano rossi in viso anche se non si erano spinti era stato un semplice bacio asciutto. «Non dire stupidaggini!» il biondo non voleva ammettere che quel breve contratto gli aveva fatto battere forte il cuore: avevano otto anni eppure provavano già certe emozioni? Si dice che l'amore rende cechi: vale anche per adesso? Stanno sbagliando? Ha sbagliato Kacchan? Quest'ultimo lo aveva considerato come un semplice segno di affetto, non sapendo in realtà il vero e proprio significato.