Capitolo 1

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BRYAN

CONOSCIUTO ANCHE COME ARNOLD

Tiranno senza sudditi


Fottuti ragazzini del cazzo. Adesso ci penso io.

Voci, risate, casino. Proprio dove ho deciso di mettermi a dormire nella mia auto. La musica alta, martellante. Si stanno divertendo, eh? In questo quartiere nessuno dice una parola quando questi teppistelli vengono a fare le loro cazzate. Non si affacciano nemmeno alla finestra. Sono persone per bene, loro. Io non lo sono. Io sono un delinquente che vive in un' auto perché la famiglia mi ha cacciato. Vogliono vedere qualcuno che fa casino, eh? Mi stanno provocando. Mi solleticano le mani. Prenderò la mazza da baseball.

La afferrai per davvero. Aprii la portiera e la sbattei. I teppistelli erano nel parco, in un angolo dove c' erano due tavoli da ping pong e delle panchine di pietra. Il quadrato dei deficienti era coperto da un tendone.

Mi sono presentato come ospite inatteso, indesiderato. Come sempre, del resto.

" Ehi, sfigati, state dando una festa? "

Stringevo la mazza da baseball, facendola strisciare per terra. Non riuscivo a vedere le loro facce. Ma delle sagome nere mi fissavano. Cominciarono a sussurrare.

" Vi conviene spostarvi da qualche altra parte, questo è il mio territorio, per stanotte. "

Un ragazzino si avvicinò a me con un odioso sguardo di sfida. Il motore della mia rabbia cominciò a carburare.

" Noi siamo tanti. Tu chi cazzo sei? Non mi fai impressione con quella tua mazza. Qui non siamo in The Walking Dead, imbecille. Spostati tu, vattene via da qui. "

Il sangue cominciò ad arrossarmi la faccia.

" Tu devi essere uno di quelli che parlano per tutto il gruppo, eh? Quello che comanda. Piacere di conoscerti. Io sono Bryan e se non vi spostate come porca troia vi ho detto di fare, vi distruggerò. Non sapete di che cosa sono capace. Nemmeno io so di cosa cazzo sono capace. "

Alcuni di loro cominciarono a raccogliere le loro cose, e ad alzarsi.

Poi quello sputò verso i miei piedi. E lo spettacolo ebbe inizio.

Lo spinsi indietro con violenza e gli sferrai un pugno. Venne atterrato immediatamente. Urlò per il dolore e la sorpresa. Qualcuno si avvicinò a lui per proteggerlo.

Io saltai su uno dei tavoli da ping pong e cominciai a spaccare tutto con la mazza da baseball.

Qualcuno dei loro cellulari incontrò la mia furia. Non me ne fregava assolutamente un cazzo.

" Ho detto che ve ne dovete andare via! Io sono Bryan, e questo è il mio territorio! Qui comando io! Nessuno è superiore a me! Voi ve ne andate ora, o vi distruggo completamente! "

Poi cominciai ad imprecare e ad insultarli pesantemente. Avevano già cominciato a correre via. Avevano capito che nessuno mi può toccare, che nessuno può dirmi quello che devo fare, avevano assaggiato la furia di Bryan.

Non vedevo più nulla con chiarezza, era tutto offuscato, e continuavo a colpire tutto con la mazza, a saltare ed urlare. Dalla mia bocca uscivano risate deliranti. Ero sovraeccitato. La mia vera natura.

Mi ci vollero quindici minuti per calmarmi. Ero tornato in macchina. Mi attaccai alla bottiglia. Le mani tremavano. Faceva un freddo cane. E io non avevo vestiti pesanti con me. La strada era il mio regno. Ma era un dominio senza sudditi. C' ero solo io a badare alla mia vita. Un cane abbandonato prima o poi avrebbe trovato qualcuno che lo avrebbe preso con sé. Ma per me era diverso, perché tutti mi odiavano. E io li odiavo di rimando. Ero in guerra con il mondo. C' era solo una persona che voleva ancora stare assieme a me, il mio fratellino. Presto ci saremmo di nuovo incontrati di nascosto. Stavo per tornare nell' oblio del sonno, e non sapevo se mi sarei svegliato il giorno dopo. Non mi importava. L' oblio mi apparteneva.

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⏰ Last updated: Dec 03, 2018 ⏰

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