Capitolo 1️⃣

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La sveglia suona, è ora di svegliarsi, un'altra giornata noiosa e monotona, pensai. Come ogni giorno, dopo aver spento la sveglia mi diressi verso la cucina per vedere sul calendario che lavoro avrei dovuto fare oggi, dovevo andare a fare delle consegne per conto di Jason, un panettiere di quasi 50 anni che adoro tanto in quanto mi tratta come fossi sua figlia, perciò ogni tanto lo aiutavo con le consegne e lui mi pagava. Notai anche che domani sarebbe stato il mio compleanno, il secondo compleanno che avrei passato sola, pensai. Non potevo esserne tanto triste, dal momento che era colpa mia se adesso non voglio relazionarmi con altre persone, al contrario di qualche anno fa, anche se devo ammettere che ho una voglia assurda di innamorarmi. Dopo essermi lavata, mi misi degli shorts e una canotta rosa con sotto le adidas bianche, mi feci la coda alta e, dopo aver chiuso casa, presi l'ascensore per andare in cantina a prendere la mia vecchissima grazziella rosa e grigia. Il panettiere distava circa 2 km da casa mia, visto che io abito in centro e lui un po' più lontano.
Appena sono arrivata, Jason mi ha fatto vedere tutto quello che dovevo consegnare, sinceramente ero un po' preoccupata dal momento che oggi ero particolarmente stanca, perciò non vedevo l'ora di tornare a casa. Verso le 12, dopo aver finito circa metà delle consegne, sono andata per pranzare al mio bar di fiducia, dove conoscevo tutti, sia camerieri che clienti. Appena entrata, presi il mio solito panino, pane con mozzarella e pomodora, poi mi diressi verso il mio solito tavolino, il numero 7, ma qualcosa mi stupì. Notai che quel giorno, credo il primo da quando abito a Bournemouth, il tavolino era occupato da un ragazzo. Mi colpì subito perchè era davvero bellissimo, quello che per me rappresentava il "ragazzo perfetto". Aveva dei capelli ricci e bruni, aveva degli occhi altrettanto scuri e indossava semplicemente dei jeans e una t-shirt di colore rossa, con delle adidas abbinate. Stavo lì, con il mio panino in mano a guardarlo, quando mi accorsi che tra 15 minuti avrei dovuto ricominciare a lavorare, perciò mi sbrigai a mangiare il panino e, visto che dovevo assolutamente sapere il suo nome, mi venne l'idea di chiedere a Joshua, il mio cameriere preferito. Lui mi rispose che era la prima volta che lo vedeva, sapeva solo il suo nome, Carol, e concluse dicendo che a quanto aveva capito, visto che l'aveva sentito parlare al telefono, si era appena trasferito. Dopo aver avuto queste informazioni, ripresi a lavorare fino alle 17.

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