Il Ladro Di Fulmini

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Lo psicologo scolastico me lo aveva ripetuto milioni di volte: "Conta fino a dieci, controlla la rabbia." Ma ero così furioso che mi si azzerò il cervello. Sentii come lo scroscio di un'onda nelle orecchie.
Non ricordo di averla toccata, ma un attimo dopo Nancy se ne stava con le chiappe a mollo dentro la fontana, strillando: - Percy mi ha spinto!
La Dodds si materializzò accanto a noi.
Alcuni dei ragazzi stavano bisbigliando: - Avete visto...
-... l'acqua...
-... è stato come se l'afferrasse...
~ percy e nancy bobofit

- Annabeth? - Il signor Brunner si rivolse alla ragazza bionda.
Lei avanzò per consentire al professore di presentarci. - Questa signorina ti ha aiutato a ristabilirti, Percy. Annabeth, per favore, andresti a occuparti del letto di Percy? Lo metteremo nella undici, per ora.
- Certo, Chirone - rispose Annabeth. Probabilmente aveva la mia età, ma mi superava di qualche centimetro in altezza e aveva un'aria molto più atletica. Con quell'abbronzatura e i riccioli biondi, incarnava lo stereotipo della ragazza californiana, a parte gli occhi. Erano di una particolare sfumatura di grigio, come di nuvole temporalesche; belli ma minacciosi, come se stesse studiando il modo migliore per mettermi al tappeto.
Posò lo sguardo sul corno del Minotauro che avevo in mano, poi di nuovo su di me. Pensavo che avrebbe detto qualcosa tipo: "Hai ucciso il Minotauro!" o "Cavolo, sei proprio forte!" Ma invece se ne uscì con: - Quando dormi, sbavi.
~ percy e annabeth

Poi notò il mio braccio ferito. - Come hai fatto?
- È una ferita da taglio - risposi. - Secondo te?
- No. Era una ferita da taglio. Guarda.
Il sangue era sparito. Nel punto in cui prima c'era la ferita, adesso si notava un lungo graffio bianco, che stava svanendo a sua volta. Si trasformò in una piccola cicatrice e infine scomparve sotto i miei stessi occhi.
- Io... io non capisco.
Annabeth stava ragionando in fretta. Riuscivo quasi a vedere gli ingranaggi del suo cervello in movimento. Posò prima lo sguardo sui miei piedi e poi sulla lancia di Clarisse, quindi disse: - Esci dall'acqua, Percy.
- Cosa?
- Fallo e basta.
Uscii dal ruscello e mi piombò subito una gran stanchezza addosso. Mi
sentivo di nuovo le braccia insensibili. Stavo quasi per cadere, ma Annabeth mi sostenne.
- Oh, Stige - imprecò. - Questa non è una buona cosa. Non volevo...
supponevo che si trattasse di Zeus...
Prima che potessi chiederle cosa intendesse dire, sentii di nuovo quel ringhio
canino, ma molto più vicino di prima. Un ululato squarciò la quiete della foresta. Le grida di esultanza si spensero all'istante. Chirone gridò qualcosa in greco
antico che compresi perfettamente: - Tenetevi pronti! Il mio arco!
Annabeth sguainò la spada.
In cima alle rocce, proprio sopra di noi, c'era un segugio nero grande quanto
un rinoceronte, con gli occhi incandescenti come lava e le zanne affilate come pugnali.
E stava guardando me.
Nessuno si mosse, tranne Annabeth che strillò: - Percy, scappa!
Cercò di mettersi davanti a me, ma il segugio era troppo veloce. La superò
con un balzo - un'ombra gigantesca munita di zanne - e non appena mi toccò, non appena caddi all'indietro e sentii i suoi artigli affilatissimi che trafiggevano la mia armatura, ci fu come una cascata di colpi sordi, simili a molti pezzi di carta strappati l'uno dietro l'altro. Sul collo del segugio spuntò un grappolo di frecce. Il mostro cadde morto ai miei piedi.
Ero vivo per miracolo. Non avevo il coraggio di guardare sotto i brandelli dell'armatura. Mi sentivo il petto caldo e bagnato, e sapevo di avere una brutta ferita. Ancora un attimo, e il mostro mi avrebbe trasformato in cinquanta chili di appetitosi bocconcini di carne.
Chirone trottò al nostro fianco, l'arco in una mano, la faccia cupa.
- Di immortales! - esclamò Annabeth. - Era un segugio infernale dei Campi della Pena. Loro non dovrebbero...
- Lo ha evocato qualcuno - disse Chirone. - Qualcuno all'interno del campo.
Luke si avvicinò con lo stendardo dimenticato in una mano, il suo momento di gloria ormai spento.
Clarisse gridò: - È colpa di Percy! È stato Percy a evocarlo!
- Silenzio, figliola - l'ammonì Chirone.
Osservammo il corpo del segugio infernale trasformarsi in un'ombra scura,
intridere la terra e svanire senza lasciare traccia.
- Sei ferito - notò Annabeth. - Presto, Percy, entra in acqua.
- Sto bene.
- Non è vero - ribatté lei. - Chirone, guarda.
Ero troppo stanco per discutere. Tornai nel ruscello, mentre tutto il campo si
radunava attorno a me.
Mi sentii subito meglio. Le ferite che avevo sul petto cominciarono a
rimarginarsi. Alcuni dei ragazzi rimasero a bocca aperta.
- Sentite, io non so perché succede - dissi, cercando di giustificarmi. - Mi dispiace.
Ma non stavano più guardando le mie ferite. Fissavano qualcosa sopra la mia testa.
- Percy - fece Annabeth, indicando. - Ehm... Quando alzai lo sguardo, il segno cominciava già a svanire ma riuscivo ancora a distinguere l'ologramma di luce verde che roteava e luccicava. Una lancia a tre punte: un tridente.
- Tuo padre - mormorò Annabeth. - Questa non è affatto una buona cosa.
- Determinato - annunciò Chirone.
Attorno a me, i ragazzi del campo cominciarono a inginocchiarsi, perfino quelli
della casa di Ares, anche se non sembravano molto contenti di farlo.
- Mio padre? - chiesi, esterrefatto.
- Poseidone - specificò Chirone. - Scuotitore della Terra e delle Lande Marine, Signore dei Cavalli.
Ave, Perseus Jackson, figlio del dio del mare.
~ percy, annabeth, chirone e il campo mezzosangue

- Non lo so. È solo una sensazione. Annabeth, vieni con me.
- Stai scherzando? - Mi guardò come se fossi appena piombato giù dalla luna.
Aveva le guance in fiamme.
- Che problema c'è, adesso?
- Io, venire con te nel "Tunnel dei Brividi d'Amore"? Ma ti rendi conto di quanto
è imbarazzante? E se mi vede qualcuno?
- Ma chi potrebbe vederti? - Però adesso anche la mia faccia andava a fuoco.
Se cercate un modo per complicare le cose, chiedetelo a una ragazza. - Bene - le dissi. - Faccio da solo. - Ma quando cominciai a scendere lungo il fianco della vasca, mi seguì, borbottando qualcosa tipo: "I ragazzi sono solo una gran seccatura."
~ percy e annabeth

Lei poggiò la testa sullo zaino che ci aveva dato Ares e chiuse gli occhi. - Non so cosa farà mia madre. Ma so che io combatterò al tuo fianco.
- Perché?
- Perché sei mio amico, Testa d'Alghe. Hai altre domande stupide? Non sapevo cosa rispondere. Ma per fortuna, non ce ne fu bisogno. Annabeth si era addormentata.
~ percy e annabeth

Vortice mi comparve fra le mani e sferrai un colpo verso l'alto. La zanna destra del cinghiale mi cadde ai piedi, mentre l'animale, disorientato, piombava dritto in mare.
Gridai: - Onda!
Immediatamente, un'onda si levò dal nulla e sommerse il cinghiale, avvolgendolo come una coperta. La bestia guaì una sola volta, terrorizzata.
Poi scomparve, inghiottita dal mare.
Mi voltai verso Ares. - Ti batterai con me, adesso? - chiesi. - O hai intenzione di nasconderti dietro a un altro porcellino?
~ percy e ares

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