Capitolo 1

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Scusate in anticipo per gli errori,spero di correggerli il prima possibile.

La gente sugli spalti urla mentre il tabellone nei punti indica che resta poco meno di un minuto alla fine della partita e la mia squadra è di un punto in svantaggio.
Corro verso il canestro chiamando la palla da Crissa, che me la passa velocemente ed è cosi che, negli ultimi 5 secondi della partita, riesco a segnare il canestro decisivo portando la squadra a vincere il campionato. Tutte le mie compagne corrono ad abbracciarmi e insieme ci dirigiamo verso lo spogliatoio.
-Bel tiro Alex!! - dice Crissa, la mia migliore amica e l'unica con la quale mi sento me stessa, dopo essere uscite dalla palestra.
-Tutto merito del tuo passaggio- le rispondo con un occhiolino
-Lo so, lo so- ridiamo insieme e ci dirigiamo verso la mia moto.
Io sono più grande di lei di un anno ma frequentiamo entrambe il quarto liceo perché sono stata bocciata l'anno scorso.
Quindi, essendo l'unica maggiorenne tra le due, sono io ad accompagnarla a scuola, all'allenamento o a casa.
Saliamo sulla moto e, subito dopo riaverla accompagnata, torno anche io a casa
Io abito da sola fin da 3 anni ormai, dall'età di 15 anni, quando fui cacciata dai miei genitori una volta scoperto il mio orientamento sessuale e andai a vivere nella vecchia casa che mi aveva lasciato mia nonna alla sua morte.
Ho iniziato anche a lavorare come cameriera in un bar vicino scuola ed è per questo che lo scorso anno non sono riuscita ad avere voti decenti.
Inoltre, per racimolare qualcosa in più, ogni tanto partecipo a qualche incontro di boxe.
E questo mi porta molte volte ad assentarmi a causa di dolori o lividi troppo evidenti; nessuno, neanche Crissa, sa ciò che faccio in quelle sere.
Così, tra la scuola, il lavoro al bar , la boxe, e la squadra di basket non ho avuto molto tempo per studiare.
Tralasciando ovviamente le innumerevoli note e sospensioni ricevute a causa dalla mia "sfacciataggine".
Ormai è tardi e domani dovrei iniziare ad andare a scuola quindi, dopo essermi fatta una bella doccia calda, vado a letto.
Il giorno dopo è la suoneria del telefono a svegliarmi. Controllo lo schermo e vedo che e Crissa.
-Dove cazzo sei?
-Buongiorno! Io sto bene e tu?
-Smettila e dimmi dove sei.
-Sono a casa dove dovrei essere?
-Deficente devi venirmi a prendere. Oggi c'è scuola-
Cazzo è vero! L'orologio indica le 8:02 e alle 8:20 inizia la scuola! E ora che le dico?
-Si lo sapevo... sono già per strada, 2 minuti e sono li- chiudo senza ascoltare la risposta e lancio il telefono sul letto prima di correre in bagno a lavarmi.
Dopo aver fatto la doccia mi dirigo in camera con un asciugamano attorno al corpo; il mio fisico non è certo da modella ma non mi lamento, curve al punto giusto e gli addominali in evidenza grazie alle ore di allenamento.
Prendo dall'armadio un jeans e una maglia a caso, asciugo i miei lunghi capelli neri e scendo di corsa. In cinque minuti sono arrivata da Crissa e la vedo seduta sulle scale che mi guarda come per uccidermi.
-Bongiorno!! -
-Stai zitta e parti- risponde dopo essersi messa il casco e essere salita sulla moto
-okay, okay -
Quando arriviamo era già suonata la prima campanella così inizia a correre lasciando dietro me che invece cammino lentamente incurante del fatto di aver ritardato già il primo giorno di scuola.
Sono nel corridoio che portava alla mia classe quando sento qualcuno chiamarmi.
-Scusami-
Mi volto e trovo una ragazza più bassa di me di almeno 10 centimetri, con capelli castani e occhi marroni.
-che c'è? - Rispondo scontrosa come sempre. Non tratto mai nessuno con gentilezza a meno che non la conosca da un po' come Crissa.
Con lei riesco ad essere me stessa in tutto per tutto, è l'unica che non ha problemi sul fatto che mi piacciono le donne.
-Ehm... scusa se ti disturbo ma sto cercando la mia classe, potresti aiutarmi? - Mi porge il foglio della segreteria e noto che frequenta il terzo ed è proprio nella classe di fronte alla mia.
Così, senza dirle niente mi volto e mi dirigo verso la sua classe mentre lei, intuendo il mio intento, mi segue.
Arriviamo in silenzio avanti alla sua classe e le porgo nuovamente il foglio. Lei capisce che quella è l'aula che stava cercando e poi si rivolge nuovamente a me .
-Oh grazie tante! Comunque il mio nome è Emma piacere- Mi porge la mano aspettandosi una mia presentazione ma, invece, dopo aver fissato la sua mano per un po, faccio un segno con la testa ed entro in classe senza girarmi più indietro.

Scelgo TeWhere stories live. Discover now