Bianco. Sono circondata da bianco.
Osservando meglio cominciano a vedersi dei contorni. Sembra un corridoio con delle porte e degli oggetti che stento a riconoscere.
Mi sento la testa leggera, come se non avesse peso ,anzi , come se tutto il mio corpo non avesse peso. Muovo le mani lentamente davanti a me, le osservo ed è come se non fossero parte del mio corpo. Noto di stare seduta , vestita dello stesso bianco di tutto ciò che mi circonda.
Piano piano comincio a muovermi, da seduta attraverso il corridoio come se venissi spinta. Prima lentamente e con gentilezza, poi vado più veloce, sento una morsa allo stomaco, mi sento agitata, comincia ad entrarmi nelle narci l'odore di disinfettante. È soffocante e prende alla gola.
Vado sempre più veloce e presa dal panico cerco di fermarmi, aggrappandomi agli oggetti bianchi che occupano i lati del corridoio ma che non hanno consistenza e peso, come cercare di afferrare il vapore.
Sono spaventata. Sento che a breve mi andrò a schiantare contro la fine del corridoio, così mi copro il viso con le mani aspettando il dolore. Durante la folle corsa in questo corridoio fantasma ,in lontananza sento un suono.
Anzi no una canzone. La riconosco, è “Supermassive Black Hole” dei Muse. Un ricordo mi colpisce in pieno: questa è la suoneria della mia sveglia.
<che sia un sogno> sussurro appena. Faccio appena in tempo a formulare questo pensiero che da lo spazio tra le mie dita filtra una luce intensa.
Come se fossi stata a lungo in apnea, mi tiro su di scatto e respiro a pieni polmoni. Mi metto a sedere sul letto ancora con il fiatone, poi mi giro sul comodino per spegnere la sveglia. Sbuffo e mi ributto sul cuscino. La luce del giorno filtra appena dalle tende bianche.
Congiungo le mani sul petto e guardo il soffitto.
< voglia di andare a scuola, ti prego impossessati del mio corpo!!> non ricevendo alcun segnale divino, decido che è il caso di alzarsi.
Sono le 6.00. Mi alzo e vado ad indossare qualcosa per andare a correre. Mi levo il pigiama e infilo : reggiseno sportivo, dei leggins neri, una canotta grigia e scarpe da ginnastica. Mentre vado in cucina mi lego i capelli, che arrivano quasi alle spalle, in due codine basse .
Prendo una bottiglietta d'acqua dal frigo, infilo le cuffiette collegate all'mp3 e faccio partire la playlist per correre. Lego le chiavi ai lacci delle scarpe e apro la porta di casa, inspiro a pieni polmoni l'aria mattutina.
< vediamo di svegliarci per bene> chiudo la porta alle mie spalle e comincio a correre.
Apro casa e ancora con il fiatone entro in cucina.
< buongiorno tesoro> mi saluta mia madre. Finisce di sciacquare i piatti e poi si gira per guardarmi <per colazione ti ho preparato una spremuta e una fetta di ciambellone > mi sorride e si asciuga le mani.
Le sorrido a mia volta e le do un bacio sulla guancia < grazie mamma> . Mi siedo e comincio a mangiare. Nel frattempo osservo mia madre.
Eveline. Ha 40 anni ed è bassa un metro e 54 (come diciamo io e mio fratello). Ha i capelli lunghi, mossi e castani chiari (che ho ereditato) , grandi occhi scuri e un naso rivolto all’insù. Tutto nel suo aspetto ispira tenerezza. Aspetta di conoscerla.
Mentre sono persa nel ricordare le sue sfuriate peggiori, mi sventola una mano davanti agli occhi < Allyson, ma hai ascoltato almeno una parola di quello che ti ho detto?? > con un sopracciglio alzato, le guance gonfie e le mani sui fianchi, sembrava il personaggio di qualche cartone animato. Cerco di non ridere tappandomi la bocca. < scusa mamma> mi schiarisco la voce < di cosa mi stavi parlando?> . Fa un lungo sospiro, per poi farmi un mezzo sorriso.
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Brezza Mattutina
RomanceAllyson e Neil. Lei una ragazza forte e sicura di sé. Lui è davvero un bel ragazzo. Ai poli opposti, si ritroveranno a scoprire dell'altro degli aspetti che li faranno avvicinare e allontanare.
