U.N.I.

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Il film inizia e Camila si stringe a me sotto la coperta di pile. Siamo a un drive-in poco lontano da casa e trasmettono "Le pagine della nostra vita", uno dei film preferiti della mia ragazza che mi ha trascinata qui. Le metto un braccio dietro le spalle e prendo una manciata di pop corn.

"Grazie di essere venuta" Camila alza la testa e mi da un piccolo bacio sul mento, mi perdo nei suoi occhioni color cioccolato che mi guardano con così tanto amore.

"Non devi ringraziarmi Camz, sono felice di essere qui con te" le rispondo sinceramente. Prendo un pop corn e lo avvicino alla sua bocca che lo accoglie con dolcezza. Sorridiamo.

"Lo so, ma so anche che avresti preferito rimanere a casa e lavorare al tuo album" mi accorgo che il suo sguardo è carico di sensi di colpa.

"Non c'è posto dove vorrei essere di più che qui, con te, adesso. Credimi." I nostri occhi non si separano mai gli uni dagli altri. "E poi," continuo "mi serviva una pausa." Mi sorride e io le sfioro la punta del naso con il dito, gesto che la fa ridacchiare.

"Ti amo Lauren" si avvicina alle mie labbra e le cattura in un bacio pieno d'amore, come se dovesse dimostrare ciò che aveva appena detto, come se le parole non bastassero. Il mio cuore inizia ad accelerare e i brividi si fanno strada lungo tutto il mio corpo.

"Ti amo Camila" le confesso per l'ennesima volta sotto la luce della luna che le illumina il viso. Non mi sono mai sentita più innamorata. La amo con tutta me stessa e sarà così per sempre.

"Lauren! Lauren dai! Tesoro svegliati!"

I miei occhi iniziano ad aprirsi e il ricordo di quella magica serata con Camila svanisce.

"Che cosa vuoi Mani?" Sono ancora mezza addormentata e la mia voce è più roca del solito.

"Devi alzarti da questo letto, smettila di piangerti addosso. Datti una ripulita e usciamo" tira via le lenzuola da sopra il mio corpo, coperto da una larga maglietta di una band e dei pantaloncini. Rimango immobile al centro del letto. "A proposito di ripulite, da quanto è che non pulisci questo posto?" Dice schifata guardandosi intorno.

"Non lo so, una settimana credo, forse di più" biascico le parole, già stufa di tutte queste domande da parte della mia migliore amica. Inizio a sentire freddo.

"Lauren! Alzati subito e va a farti una doccia. Oggi puliamo questo porcile. Muoviti!" Sono costretta ad alzarmi, se non lo faccio potrebbe seriamente tirarmi una scarpa.

"Va bene, va bene, vado" mi alzo a fatica e mi trascino fino al bagno. Entro in doccia e l'acqua prima ghiacciata e poi bollente mi bagna il corpo e i capelli. Ripenso a quando io e Camila facevamo il bagno insieme. Quando una sera tornai a casa dopo una stancante giornata in studio e la trovai dentro la vasca, i capelli raccolti e petali di rosa ovunque, dentro l'acqua, sul pavimento, perfino sopra il lavandino.

"Bentornata a casa tesoro" fu l'unica cosa che disse prima di uscire dalla vasca e venire verso di me. Iniziò a spogliarmi e mi fece entrare con lei nell'acqua. Quella sera facemmo l'amore così tante volte che la mattina dopo non riuscivamo a camminare.

Ma ora l'acqua è troppo calda e il getto troppo violento. Esco dalla doccia e dopo essermi vestita raggiungo Normani in camera mia. Sta buttando dei cartoni di pizza dentro una busta nera.

"Ce l'hai fatta finalmente, forza aiutami" mi incalza la mia migliore amica. Mi avvicino e inizio a buttare bicchieri rossi, mozziconi di sigarette e ripenso a tutte le sere passate chiusa in questa stanza a ubriacarmi.

Erano passate due settimane da quando io e Camila ci eravamo lasciate, non per nostra volontà, ma a causa delle circostanze, e da quel giorno non ho fatto altro che chiudermi in camera, ordinare cibo, bere, fumare e piangere. Non rispondevo alle chiamate di nessuno. Forse una volta avevo sentito mia madre ma solo per rassicurarla che stavo bene anche se non era la verità. Non bevevo come tutti gli altri, lo facevo solo per dimenticare cose su me stessa. Rimanevo sveglia tutta la notte a pensare a lei, alle sua labbra, ai suoi occhi, al suo viso perfetto, alla sua risata, al suo modo di parlare e di pensare, al suo sorriso, alla sua voce. Andavo a dormire quando tutta la città si svegliava. Due settimane passarono in un battito di ciglia, la mia tristezza invece no.

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⏰ Last updated: Feb 28, 2019 ⏰

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