Chapter 1

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Il rumore della moto sotto casa annuncia l'arrivo del postino.

Fa che sia quella lettera, fa che sia quella lettera.

Corro dal mio letto fino all'esterno, attraversando il giardino di corsa e travolgendo Elizabeth che mi urla una minaccia.

Non sono una ragazza sola, depressa o con una famiglia che va a pezzi e un imminente cambio di casa che sconvolgerà la mia vita. La mia unica caratteristica strana è avere un numero troppo elevato di fratelli.

Ah, sì, e aspettare il postino.

Vedo la moto rossa fra le sbarre e corro, il ragazzo spalanca gli occhi non appena mi vede.

«Non c'è nulla, sono bollette. Mi dispiace Eleanor» mi anticipa lui desolato.

No, non sono una stalker di postini. Sto solo aspettando che la giuria dell'Art Challenge of Surrey si sbrighi a invitarmi alla cerimonia di premiazione.

Perché so già di aver vinto.

In realtà è perché mi servono i soldi, altrimenti non posso permettermi l'Art University of London e in quel caso che ne sarà del mio talento e dei miei sogni?

«Va bene, grazie» rispondo tristemente.

Ormai sono due settimane che va avanti questa storia e ho una certa amicizia col postino, solo che sto per perdere le speranze.

Quasi.

Mi giro per tornare in casa con la coda fra le gambe e sorbirmi le urla di mia sorella Elizabeth che so ancora in fase isterica per lo scontro di prima.

«Lawrence ancora a fare stalking al postino?» dice una voce divertita dal fondo della strada.

«Becket ti faccio diventare intelligente» rispondo alzando gli occhi al cielo.

Thomas Becket, alto, occhi verdi e naso invidiabilmente dritto è il cosiddetto migliore amico di mia sorella minore Maggie.

Cosiddetto perché lei è stracotta e lui un donnaiolo, però continuano a vedersi ogni pomeriggio con mia enorme irritazione.

Non è facile sopportare quel ragazzo sempre sorridente e pronto ad invitarti ad uscire.

Lo so, lo so, sembra un controsenso ma è così.

Salgo le scale lentamente cercando di non farmi sentire da Elizabeth, ma lei esce dalla sua stanza e mi prende un braccio.

«Tu!» esordisce guardandomi coi suoi occhi azzurri.

Lizzy è molto più grande di me: una ventiseienne acida come poche che non riesce a trovare uno scopo nella vita.

«Dimmi Liz» rispondo conoscendo già cosa dirà.

'Non devi correre nel corridoio, ora chiedi scusa per avermi fatta quasi cadere'

Lo so perché di solito è Mags a correre e Lizzy manca di inventiva.

«...quasi cadere!» finisce lei urlante.

«D'accordo, d'accordo, la prossima volta corro piano» rispondo sorridendo.

Sto per andarmene in camera mia fiera della risposta, quando un'altra figura bionda ci travolge entrambe.

«Oh, no! Scusate ma sto facendo tardi!» urla Maggie.

So che Liz sta per esplodere, quindi guardo Mags e contemporaneamente ci alziamo e scappiamo.

Sento mia sorella minore ridere e correre fuori in giardino: Becket la sta aspettando e come al solito lei è in ritardo.

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