Ma salve ficcanaso,io sono Camila, ho 16 anni e sto per frequentare la middle higt School, vicino New York. Non è male come scuola, mamma mi racconta sempre di quando in quello stesso posto magico conobbe papà, dice che non si erano cercati,neanche si conoscevano, ma che capirono all'istante cosa sarebbe successo. Da questo colpo di fulmine si sposarono una volta finito il liceo e nacque mia sorella, Mary. Due anni dopo venni al mondo io, uno splendido disastro che impazzisce per i dolci, l'arte e la musica. Non ero mai stata a New York prima d'ora, ma dalla storia che la mamma mi racconta sempre mi incoraggia e mi fa sentire al sicuro. Il motivo del nostro trasloco improvviso dalla nostra bellissima Seattle è stata la morte di Papà.
-ti piace questo nuovo rifugio?- la voce di mia madre mi riporta subito fuori dai miei pensieri e mi fa notare questa villetta molto carina con tanto di giardino.
"Non è poi così male" è l'unica cosa dolce che riesco a dire, sono troppo impegnata a scegliere la camera migliore.
Perfetto. La mansarda è mia.
Non ci volle molto per disfare i bagagli, infondo avevamo solo un paio di valigie con dei vestiti, niente di tanto complicato. Finalmente il momento tanto atteso arriva bussando alla porta della mia nuova camera
-andiamo a mangiare qualcosa?-
Mia sorella sa sempre prendermi per il verso giusto. Lo stomaco.
Dopo aver mangiato come due animali affamati torniamo a casa. Ormai è sera e la mia mente inizia a farsi Delle domande su cosa sarebbe accaduto l'indomani, perché miei cari, l'indomani sarebbe potuto accadere di tutto.domani è il primo giorno di scuola.
E se non trovassi bene? E se non avessi nuovi amici? E se non trovassi il mio principe azzurro? E se...
Cavolo la sveglia sta suonando, questo significa che oggi... è domani! Balzo dal letto con tanta rapidità che le coperte mi seguono ancora arrotolate tra le mie gambe. Non ho neanche il tempo di fare colazione. In casa non c'è nessuno, evidentemente Mery e mamma sono già a lavoro, lo conferma il bigliettino lasciato in cucina:
"Mila il pranzo è sul tavolo, non fare tardi"
Subito sotto c'è la mia sorellina che mi salva la vita. Ancora.
"Ti ho lasciato i soldi sul tavolo, so benissimo che mamma non sa cucinare e non credo che quello che abbia messo nel tuo pranzo sia commestibile"
Corro con i capelli ancora spettinati verso il mio bus che fortunatamente è tanto gentile da fermarsi e farmi salire. Mi sistemo i capelli come una furia, ma appena salgo il silenzio totale, i ragazzi hanno smesso di parlare e ora mi fissano. Odio quando la gente mi fissa. Il primo posto libero è molto vicino a me fortunatamente e appena mi siedo tutti tornano a fare quello che stavano... facendo appunto. Coppie che si baciavano troppo disgustosa mente, ragazzi che ripassavano i compiti, altri che ascoltano la musica, ma nessuno dei loro volti mi ispira qualcosa di vero, sembrano tutti così monotoni...
Dopo due fermate però eccolo lì, il ragazzo più bello che abbia mai visto fino ad ora sale sul bus con fare sicuro di sé è un sorriso smagliante, i suoi occhi sono blu come il mare e mi paralizzo quando mi scruta dalla testa ai piedi.
-niente Lamborghini oggi Jess?-
L'autista è sicuramente sarcastico dal tono che usa.
- non sono affari tuoi questi, e comunque mi chiamo Jason. Non chiamarmi Jess-
Però...che caratterino.
Alla fine indovinate vicino chi è seduto ora?
Me.
Sono completamente a disagio, quindi vedo che sta cercando di farsi notare...ma non mi girerò, voglio il principe azzurro si, ma non lo voglio viziato.
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can you love me?
FanfictionCamila è una liceale del secondo anno alle prese con la sua carriera da artista incompresa e la sua storia d'amore con Jason, il ragazzo più affascinante della scuola...ma anche il più stronzo, il più donnaiolo e più stupido. Un giorno , una volta r...
