Chapter 2|| One Day Without Lottie.

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Cry Me A River.

So che, sicuramente, tutti mi daranno del codardo perché non ho cercato Lottie o non l'ho chiamata, ma è solo perché ho capito che lei vuole Michael. Non possiamo soffrire ulteriormente.
La prima volta che lo vidi iniziò subito ad innervosirmi. Per non parlare di quell'odiosa musica che si ascolta. Potrebbe farsi un po' di cultura con i Rolling Stones o i Pink Floyd, altro che Green Day.
Non riesco a pensare a lui e Lottie insieme; lei tutta precisina e maniacale, lui trasgressivo e irrispettoso. Ma forse è proprio questo essere diversi che lo accomuna. Insomma, gli opposti si attraggono! Ma non durano, o forse si? Beh, intanto si attraggono.
Mi do un leggero schiaffo sulla tempia, per distogliere la mente da questi pensieri poco sensati.
È passato un giorno, un giorno senza Lottie. Non so se il dolore sia aumentato o se sia diminuito. Ho sentito che molte persone ci stanno talmente male da non dormire la notte, io no, io sto bene... credo.
Decido di uscire, stare nell'appartamento che condividevo con Lottie mi impedisce di pensare oltre. Infilo il giubbotto ed esco all'aria aperta. Cammino senza meta, non pensando a niente se non a tranquillizzarmi. Sono infatti talmente rilassato da non prestare attenzione a dove cammino, andando a sbattere contro un ragazzo, alto e moro, dagli evidenti tratti asiatici. «Scusa, ero perso nei miei pensieri e non ti avevo visto. Mi dispiace.» mormoro imbarazzato. «Non fa niente, neanche io guardavo dove mettevo i piedi.» Mi sorride, come a tranquillizzarmi. «Comunque, io sono Calum.» dice porgendomi la mano. «Ashton.» ricambio la stretta. «Stavi andando da qualche parte?» mi chiede il ragazzo, mantenendo il sorriso. «In realtà no, sono uscito solo per prendere un po' d'aria.» Mi passo una mano tra i lunghi capelli ricci, a disagio dalla situazione. Insomma, non capita tutti i giorni che uno sconosciuto, tra l'altro anche di bell aspetto, ti venga a sbattere e poi si presenti. Di solito ti infamano tutti. «Ti andrebbe, ecco, di prendere un caffè insieme?» Chiede, mente le guance assumono un colorito rossastro. «Ma va bene anche un gelato o un frappé! Quello che vuoi!» Aggiunge subito dopo, preoccupato dal mio silenzio. Rimedio subito annuendo. «Va bene. E, vada per il caffè.» Ritorna il suo sorriso, che fa sorridere anche me, prima di essere afferrato dalla sua mano e trascinato verso un bar. E, inutile negarlo, la sua mano a contatto con la mia ha fatto scattare qualcosa.

Giro il cucchiaino nella mia tazzina di caffè, mentre il mio sguardo rimane fisso in un punto dietro Calum, che è seduto di fronte a me. «Ashton, tutto okay?» chiede lui. Annuisco distratto. Purtroppo Lottie è ancora al centro dei miei pensieri. «Sicuro?» Ritenta, visto il mio scarso interesse. «Si Calum, si!» sbotto, facendo fare un salto sul posto a Calum, mentre le sue guance si tingono di rosso. «Io... scusa...» Sussurra abbassando lo sguardo, imbarazzato. Appoggio la mia mano sulla sua, facendolo sobbalzare e arrossire ancora di più. «Scusa se ti ho risposto male, ma non è giornata.» Lui annuisce, bevendo il suo ultimo sorso di caffè, cosa che faccio anche io, spostando la mia mano dalla sua. Iniziamo a parlare e quasi mi dimentico della mia situazione con Lottie. La sento lontana anni luce. Io e Calum ridiamo e scherziamo come due migliori amici delle medie che si conoscono da una vita. Mentre parliamo lo noto muoversi sulla sedia, come quando hai indosso dei pantaloni troppo stretti. «Calum che succede? È da un po' che ti stai agitando...» Lui arrossisce immediatamente, diventando del colore di un peperone. «Ehm, nono! Tutto okay. Solo un po' di ansia...» Balbetta sotto il mio sguardo interrogativo. «Dopo devo giocare ad una partita di calcio e non so gestire l'ansia.» Annuisco, sorridendogli comprensivo. Guardo l'ora sul cellulare. «È il caso che vada, si sta facendo tardi, e tu devi allenarti per la partita!» Dico, mentre lo vedo rattristarsi un po'. «Offro io.» Poggio uan mano sul suo portafoglio, dove stava per tirare fuori i soldi, e di nuovo quella strana sensazione mi pervade. Lui scuote la testa più volte, insistendo a voler pagare almeno la sua parte. Non viene accontentato, perché si ritrova ad uscire dal bar con ancora tutti i soldi.
«Comunque non è giusto! Dovevo pagare almeno la mi parte!» Borbotta, mentre cammina al mio fianco. Rido mentre arriviamo al bivio dove le nostre strade si dividono. «Beh, questa è una scusa per poter prendere un altro caffè insieme.» Gli dico, facendogli l'occhiolino, che lo fa arrossire. «Buona fortuna con la partita!» Lo saluto, prima girare nella mia strada e andare al mio appartamento. Mi fermo un secondo, ripensando a tutta la giornata trascorsa con Calum:
Cosa mi sta succedendo?

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Ash mi ha ferito... il mio povero Billie Joe! Non si deve azzardare ad insultarlo :c
Comunque, è spuntato Calum, che è stato poco presente in Job Interview, mente qui sembra che abbia il ruolo di uno dei protagonisti.
Beh, più avanti scoprirete di più!
Baci
||Vane

Broken Heart [Ashton Irwin]Leggi questa storia gratuitamente!