Corro lungo il corridoio della Westminster, solo i miei tacchi che battono sul pavimento, velocemente, cercando di allontanarmi il più possibile di lì.
– Gin, Gin aspettami! – le urla di James risuonano tra le mura della scuola, ma io voglio solo scappare, andare via. – Dove fermati un attimo -
– Mi hai mentito! – urlo. Mi fermo solo quando, ormai, sono quasi in prossimità del guardaroba, ossia la nostra aula di informatica. – Mi hai mentito, era solo un giochetto per te! –
– Lasciami spiegare... –
– Cosa c'è da spiegare? – le dita delle mie mani si aprono, lasciando andare il vestito. – Julian è stato abbastanza chiaro –
– Julian è uno stronzo – scrolla le spalle. – Ascolta è vero, è iniziato tutto per una scommessa. Sei così calma, così tranquilla, e... –
– Sono la sfigata di turno – mormoro. – E quale gioco migliore se non portarsi a letto la sfigata di turno? –
– Non sei una sfigata e sì, l'obiettivo era quello, ma non l'ho fatto, non l'ho fatto perché ho capito che tu sei molto di più di tutto questo. È vero, è iniziato tutto per una scommessa ma, adesso, per me, è molto di più –
– Non ti credo. –
– Dovresti farlo invece. È questo il motivo per cui Julian ti ha raccontato tutta questa storia, perché io ho mandato a fanculo il suo piano e gli ho detto che mi sono realmente innamorato di te. –
– Hai continuato ad andare a letto con Lottie però, nel frattempo. –
– Non da febbraio, è per questo che era sempre tanto nervosa e arrabbiata, perché avevo scelto te nonostante tutto – scuoto la testa, lacrime calde cadono lungo le mie guance. – Ti prego di credermi Ginevra, sei l'ultima persona al mondo che vorrei ferire, te lo assicuro –
– Non ti credo – scuoto la testa. – Ed ora ti pregherei di lasciarmi in pace –
– Gin... – fa un passo verso di me, io mi allontano, ed allungo un braccio per distanziarmi da lui. – Ti prego... –
– È finita, devi lasciarmi stare. –
– Avete visto Julian? – Edward esce dalla palestra, il papillon slacciato che ricade aperto sulle spalle, i folti capelli rossi issati sulla fronte.
– Edward non adesso – sibila James. – Senza contare che è l'ultima persona sulla faccia della terra che vorrei vedere in questo momento –
– Ricevuto – guarda prima lui e poi me. – Ti assicuro che è meno peggio di quel che sembri – incrocio le braccia e roteo gli occhi al cielo. – Nessuno volta farti del male –
– Non è proprio così – scoppio a piangere. Hanno ragione, ho sedici anni ma sono ancora una bambina.
– Ginevra... – si avvicina a me con le braccia spalancate, io indietreggio di nuovo. – Ti prego, permettimi di starti accanto –
– Devi sparire dalla mia vita –
– Come? –
– Hai capito benissimo, devi sparire dalla mia vita seduta stante – le parole mi muoiono in gola, strozzate dalle lacrime, taglianti come delle lame. – Non voglio più vederti – e quella fu, veramente, l'ultima volta che vidi James Thornbury. L' immagine finale che ho di lui, il papillon sciolto, la camicia leggermente sbottonata, i capelli arricciati e la fonte madida di sudore, mi perseguitarono per un po' di anni prima che riuscissi definitivamente a scacciare il suo fantasma.
Quella fu anche l'ultima volta che vidi Julian, e come me anche tutti gli altri. Julian Heisenberng, il golden boy della Westminster, il ragazzo più popolare, sparì nel tiepido vento di inizio estate, in una serata piena di lucciole e di lacrime, e non fece più ritorno.
Il resto del suo gruppetto, Jack, Edward, Lottie, Archer e Violet, si diplomò qualche settimana dopo, ed io non gli rividi più (non che ne avessi voglia, anzi, tutt'altro). Io, invece, passai tutta l'estate chiusa nelle quattro mura della mia casa a Brighton, nascosta e timorosa del mondo. Fidarmi delle persone era diventato estremamente difficile, ed io mi chiudevo sempre di più dentro il mio bozzolo.
Non so che fine abbiano fatto, a che punto della loro vita stiano oggi, so solo quello che, adesso, sono io, ossia una studentessa di Oxford, proctor, capitano della squadra di calcio, di quella di dibattito, la media più alta di tutta l'università. E niente e nessuno potrà portarmi via tutto ciò, non più almeno. Ho buttato sangue, sudore e lacrime per arrivare fino a qui.
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Lost dreams
Mystery / ThrillerUno scherzo andato male quattro anni prima, un cuore spezzato, un ragazzo scomparso. Tre macchie nere che potrebbero stravolgere la vita perfetta di Cordelia Dove Alderidge Williams e tutto ciò che ha costruito faticosamente sin da quel momento.
